Legge di bilancio

Manovra 2025: taglio del cuneo, Ires, pensioni, famiglia. Ecco le misure

Da una parte il lavoro, dall’altra la famiglia: sono i due capisaldi che assorbono oltre due terzi dell’intera dote finanziaria da 30 miliardi della legge di bilancio

di Redazione Roma

Aggiornato il 28 dicembre 2024 alle ore 14,15

Manovra, flat tax: tetto a 35mila euro per i dipendenti

10' di lettura

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Fisco più leggero per i lavoratori dipendenti, premi di produttività detassati, Ires premiale. E poi bonus bebè, estensione dei congedi ma anche incentivi per l’acquisto di elettrodomestici nuovi e per agevolare l’accesso ai mutui prima casa. Da una parte il lavoro, dall’altra la famiglia: sono i due capisaldi che assorbono oltre due terzi dell’intera dote finanziaria da 30 miliardi della legge di bilancio approvato definitivamente sabato 28 dicembre. Solo 17 miliardi serviranno per rendere strutturali il taglio del cuneo e l’Irpef a 3 aliquote. Mentre per sostenere le famiglie vengono messi sul piatto interventi per oltre 6 miliardi. Ecco le misure chiave.

Taglio del cuneo e aliquote Irpef

Sono il piatto forte della manovra, valgono circa 17 miliardi. Il taglio del cuneo si trasforma in bonus fino a 20mila euro e detrazioni fino a 40mila, con meccanismi di decalage. Interesserà 1,3 milioni di lavoratori in più rispetto all’anno scorso perché la soglia di reddito prima si applicava solo fino a 35mila euro. Sull’Irpef c’è la stabilizzazione delle aliquote su tre scaglioni (al 23% per i redditi fino a 28.000 euro; al 35% da 28.000 a 50.000 euro; al 43% oltre i 50.000 euro) che sarà, però, affiancata da addizionali regionali e locali che rimangono sulle linee attuali fino al 2027.

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Incentivi assunzioni

E’ confermata anche per il 2025 la maxideduzione al 120% del costo del lavoro per le nuove assunzioni. Sale al 130% per i lavoratori fragili

Fringe benefit e detassazione premi

Il tetto dei fringe benefit sale a 1.000 per tutti, 2.000 per chi ha figli; importi maggiorati per i neoassunti che accettano di trasferirsi ad oltre 100 chilometri da casa. E’ prorogata per tre anni la tassazione agevolata al 5% dei premi di produttività per i redditi fino a 80mila euro.

Ires ridotta per le imprese che reinvestono

Ok alla riduzione dell’Ires di 4 punti per le imprese che accantonano almeno l’80% degli utili dell’esercizio 2024, e ne reinvestono in azienda almeno il 30%, e comunque una quota non inferiore al 24% degli utili dell’esercizio 2023. Gli investimenti non devono essere inferiori a 20.000 euro e le aziende dovranno assumere a tempo indeterminato l’1% di lavoratori in più. Arriva poi la proroga del fondo di garanzia per le Pmi. Previsto anche un Fondo con 3 milioni in 3 anni a sostegno delle imprese dell’indotto Ilva. Per finanziare la partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle imprese ci sarà un Fondo ad hoc con 70 milioni. Sale il fondo per le famiglie vittime incidenti lavoro. Arriva la stretta contro l’abuso della Naspi.

Detrazioni, stretta oltre i 75mila euro: salve le start up

L’approvazione della manovra conferma l’impianto della stretta sulle detrazioni per i redditi oltre i 75mila euro. Con una clausola di salvaguardia che oltre alle spese sanitarie viene estesa ora anche alle detrazioni per gli investimenti in start up e Pmi innovative. Le classi di reddito su cui scatterà la nuova limitazione delle spese detraibili sono due: da 75.001 a 100mila euro e da 100.001. Nella prima fascia il tetto massimo di spese detraibili potrà arrivare a un massimo di 14mila euro. Nella seconda fascia il tetto massimo sarà invece di 8mila euro. Con una soglia di spesa modulata in base a tre coefficienti: 0,50 se nel nucleo non ci sono figli fiscalmente a carico, 0,70 se c’è un figlio, 0,85 se ci sono due figli fiscalmente a carico e 1 se i figli fiscalmente a carico sono più di due o c’è almeno un figlio con grave disabilità accertata. Il calcolo andrà fatto per ciascun componente del nucleo naturalmente nell’ipotesi in cui si superi l’asticella dei 75mila euro.

Transizione 4.0 con tetto e Bonus 5.0 rafforzati

Arrivano modifiche al piano Transizione 4.0, per il quale viene introdotto un meccanismo a “rubinetto” per chiudere l’accesso ai crediti d’imposta al superamento di un tetto fissato a 2,2 miliardi. Sono fatti salvi però gli investimenti (effettuati nel 2025 con coda al 30 giugno 2026) se “prenotati”con acconto di almeno il 20% entro la data di pubblicazione della legge di bilancio. Cambia anche Transizione 5.o, con l’innalzamento fino al 45% dell’aliquota per investimenti tra 2,5 e 10 milioni. E viene potenziata l’agevolazione per l’acquisto di pannelli fotovoltaici. Salta invece la proroga per la conclusione degli investimenti dal 31 dicembre 2025 al 30 aprile 2026.

Bonus Sud in formato ridotto (25%) per le Pmi

Torna decontribuzione Sud, anche se con uno sgravio in formato “ridotto” del 25% (era 30%), ed un meccanismo di decalage che scende al 20% dal 2026 e al 15% nel 2029. È riconosciuto in regime de minimis (esclusi agricoltura e contratti di lavoro domestico), l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali alle micro e Pmi (250 lavoratori massimo) che occupano lavoratori a tempo indeterminato in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Esonero esteso anche agli altri datori di lavoro privati che occupano lavoratori al Sud, ma previa autorizzazione Ue, e a condizione che dimostrino al 31 dicembre di ogni anno un aumento occupazionale dei tempi indeterminati sull’anno precedente.

In pensione a 64 anni con la rendita dell’integrativa e 5 anni in più di contributi

Per i lavoratori “interamente contributivi” sarà possibile accedere al canale di pensionamento anticipato con almeno 64 anni di età grazie a un “ponte” con la previdenza integrativa. Allo stesso tempo però la soglia di contributi richiesti salirà, dal primo gennaio, da 20 anni a 25 per poi lievitare ulteriormente a 30 anni di versamenti dal 2o30. Niente da fare invece in manovra per l’apertura di un nuovo semestre per la scelta da parte del lavoratore di spostare il trattamento di fine rapporto dall’azienda alla previdenza complementare con la regola del silenzio-assenso. La proposta di modifica di Fratelli d’Italia alla legge di bilancio, infatti, non è entrata nella legge di bilancio durante l’esame in commissione alla Camera. Si starebbe comunque ragionando sull’ipotesi dell’inserimento in un altro provvedimento.

Ok a norma stipendi ministri, rimborsi per trasferte

Ha impiegato parecchio tempo a trovare pace il testo sull’aumento delle buste paga dei ministri e sottosegretari non parlamentari, accoppiato nello stesso emendamento alla norma “anti-Renzi” che frena gli incarichi extra-Ue di componenti del Governo, deputati, senatori e presidenti di Regione. Sul primo fronte tramonta lo stop all’equiparazione dei compensi dei ministri non parlamentari a quelli dei colleghi eletti, e si prevede solo il «diritto al rimborso delle spese di trasferta per l’espletamento delle proprie funzioni». La barriera agli incarichi esterni invece si fa più solida, bloccando anche le consulenze intermediate da persone fisiche o società residenti nella Ue. In pratica, scompare la possibilità di aggiramento tramite attribuzione dell’incarico a una società italiana che poi si sarebbe avvalsa dell’opera del diretto interessato. Gli incarichi, previa autorizzazione dell’organismo di appartenenza, saranno possibili per compensi solo fino a 100mila euro, ma non per i componenti del Governo. Il testo finale esclude dallo stop i parlamentari eletti all’estero.

Arrivano altri fondi al Ponte: +1,4 miliardi

Cambia il quadro finanziario del Ponte sullo Stretto di Messina, che vede salire il conto poco sopra i 12 miliardi e riceverà 3,882 miliardi dal Fondo di sviluppo e coesione, invece dei 2,318 miliardi previsti fin qui, alleggerendo il peso a carico del bilancio statale. Altri 1,096 miliardi finiscono a Ferrovie per il fabbisogno finanziario delle opere Pnrr e 1,334 miliardi irrobustiscono il contratto di programma di Rfi. Un miliardo in più va alla Tav Torino-Lione.Altri 708 milioni vanno al piano nazionale per le infrastrutture idriche.

Un miliardo in più per la Tav

Oltre all’incremento delle risorse per il Ponte, anche attraverso lo strumento del Fondo di sviluppo e coesione, arrivano fondi anche ad altre infrastrutture, dalla Tav alla Sibari-Catanzaro e a Ferrovie. Si tratta di un miliardo in più alla Tav Torino-Lione e di un altro a Ferrovie per le opere Pnrr. Altri 200 milioni vanno alla Sibari Catanzaro e 708 milioni vengono destinati al settore idrico.

Bonus casa resta al 50%, ma c’è la stretta sulle caldaie

 Il bonus per ristrutturare casa e l’ecobonus per la riqualificazione energetica restano al 50% per il 2025 per le prime case, e al 36% per le seconde, ma con una stretta sulle caldaie alimentate a combustibili fossili che non potranno essere più portate in detrazione.

Bonus elettrodomestici

Arriva un bonus per l’acquisto di elettrodomestici di elevata efficienza energetica non inferiore alla nuova classe B, prodotti in Europa, con contestuale smaltimento del vecchio. Stanziata una dotazione di 50 milioni per la misura, fino ad esaurimento delle risorse. Il contributo dovrà essere non superiore al 30% del costo dell’elettrodomestico e comunque di un massimo di 100 euro, elevato fino a 200 euro per le famiglie con Isee entro 25.000.

Attenuato l’incremento della tassazione sulle criptovalute

Dietrofront sulla stretta fiscale su Bitcoin e criptovalute. In base ad un emendamento approvato in commissione Bilancio l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sugli altri redditi delle criptovalute resta al 26 % nel 2025 e sale al 33% nel 2026, contro il rialzo al 42% inizialmente indicato nello schema del governo

Web tax solo per i big

La web tax torna ad essere applicata solo alle grandi società. In base ad un’altra modifica approvata la web tax sarà pagata dalle imprese che realizzano ricavi da servizi digitali, ovunque realizzati, non inferiori a 750 mln l’anno. Nella versione iniziale della legge di Bilancio del governo si prevedeva invece l’estensione della web tax alle Pmi.

Per dipendenti e pensionati soglia Flat Tax a 35mila euro

Sale da 30mila a 35mila euro la soglia di sbarramento di ingresso alla Flat Tax per dipendenti e pensionati. Con un emendamento fatto proprio dal governo viene fissato a 35mila euro il limite di reddito da lavoro dipendente o da pensione oltre il quale non è possibile accedere alla tassa piatta del 15% o 5% per nuove attività.

Ok flat tax al 5% sugli straordinari degli infermieri

Dal 2025 gli straordinari degli infermieri saranno tassati con la flat tax al 5%. Lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra approvato dalla commissione Bilancio della Camera. «I compensi per lavoro straordinario del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto sanità» erogati agli infermieri dipendenti delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale, si legge nella norma, verranno assoggettati ad una imposta sostitutiva dell’imposta sull’Irpef e delle addizionali regionali e comunali «pari al 5%». Incrementati i soldi per il bonus psicologo. Arriva un fondo per il servizio di sostegno psicologico per gli studenti nelle scuole.

400 milioni in 2 anni al fondo automotive

Arrivano quattrocento milioni di euro in due anni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che serviranno anche per ripristinare le risorse del fondo Automotive. Le risorse sono contenute in un emendamento dei relatori che modifica lo stato di previsione del Mimit nell’ambito della missione 11, “competitività e sviluppo delle imprese, programma 13 - Politiche industriali, per la competitività, il Made in Italy e gestione delle crisi d’impresa”. La modifica aggiunge 200 milioni per il 2026 e 200 milioni per il 2027. Risorse che, precisano fonti del Mimit, andranno al fondo Automotive, per ripristinare i tagli previsti in manovra.

Artigiani e commercianti, contributi al 50 per cento per le nuove attività

Con l’obiettivo di favorire la creazione di nuove attività artigianali e commerciali e combattere la desertificazione in atto nei negozi delle città, la manovra introduce uno sconto contributivo per chi decide di debuttare nel settore. Per i primi tre anni di vita delle nuove attività, infatti, il contributo minimo previdenziale sarà ridotto del 50 per cento. La riduzione contributiva è riconosciuta per 36 mesi senza soluzione di continuità a una delle due gestioni Inps e può essere chiesta anche dai collaboratori famigliari che si iscrivono alla gestione autonoma. Il bonus è applicato nel rispetto delle regole comunitarie sugli aiuti di Stato, in particolare per quel che riguarda il de minimis.

Dagli oneri ai concessionari risorse per il taglio delle bollette

Cambiano anche le proroghe delle concessioni per la distribuzione dell’energia elettrica. I concessionari potranno presentare i Piani economico finanziari che, una volta approvati, determineranno la rimodulazione della durata delle concessioni, che non potrà allungarsi per oltre 20 anni. La fissazione degli oneri a carico dei concessionari è affidata a un decreto e le maggiori entrate saranno destinate prioritariamente al taglio delle bollette domestiche e delle imprese.

Turnover nella Pa

Nel 2025 scatta il blocco parziale del turnover per la pubblica amministrazione: sono esclusi enti locali, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco e ricercatori universitari.

Salta obbligo revisori Mef, ma stretta su controlli

Si cancella del tutto la previsione che revisori del Mef finiscano nei collegi sindacali o di controllo di chi riceve contributi pubblici, e ci si limita a chiedere agli organi di controllo già esistenti, quando il contributo è superiore a 100mila euro, di «accertare che l’utilizzo dei contributi sia avvenuto nel rispetto delle finalità per i quali i medesimi sono stati concessi». Questa verifica deve sfociare in una relazione annuale da inviare al Mef.

Piano casa Italia da 560 milioni di euro

Mezzo miliardo di euro, per l’esattezza 560 milioni, per raggiungere gli obiettivi del Piano casa Italia. Tra le novità inserite in manovra ci sono anche fondi per dare attuazione al piano di contrasto al disagio abitativo e di valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente. Sarà un decreto del Mit, di concerto con l’Economia, a procedere al riparto di queste risorse, pari a 150 milioni nel 2028, 180 milioni nel 2029 e 230 milioni nel 2030. Le assegnazioni procederanno sulla base degli indirizzi programmatici del Piano e saranno accompagnate da procedure di monitoraggio e revoca. Il piano dovrà essere approvato entro sei mesi dall’entrata in vigore della manovra.

Bonus nuove nascite

Per incentivare la natalità arriva da gennaio 2025 un “bonus nuove nascite”, una tantum da 1.000 euro per ogni nuovo nato in famiglie con Isee inferiore a 40.000 euro annui. Con un tetto di spesa di 330 milioni per il 2025, la platea è di 330mila bambini. Il nuovo sistema di detrazioni, con una stretta per i redditi oltre i 75mila euro, vede l’introduzione del quoziente familiare: i vantaggi crescono in base al numero dei figli

Congedi parentali e bonus nido

Si allargano da 2 a 3 i mesi di congedo parentale all’80%. Viene esteso a tutti e reso strutturale il bonus nido (con Isee fino a 40mila euro). Per accedere all’agevolazione inoltre si potrà escludere l’assegno unico dal computo dell’Isee

Esonero contributo madri lavoratrici

E’ confermata ed estesa alle autonome (con reddito fino a 40mila euro) la decontribuzione al 100% per le lavoratrici con almeno due figli

Fondo mutui prima casa

Sono rinnovate fino al 2027 le agevolazioni sui mutui per l’acquisto della prima casa per gli under 36 e le giovani coppie

Dote famiglia

Arriva un contributo per le attività extra-scolastiche dei giovani da 6 a 14 anni in nuclei con reddito Isee fino a 15mila euro, con 30 milioni per il 2025. Risorse anche per favorire le attività educative fuori e dentro le scuole e per il sostegno degli oratori.

Educazione sessuale e affettiva nelle scuole

Per promuovere corsi sulla salute sessuale e l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole arriva un fondo da mezzo milione. Un altro fondo sarà destinato al contrasto della povertà alimentare a scuola, per erogare contributi ai nuclei che non riescono a pagare le rette per la mensa nelle primarie. Sale da 800 a 1.000 euro il tetto delle detrazioni per le rette per chi iscrive i figli alle paritarie. Viene anche incrementato il contributo per le paritarie che accolgono alunni con disabilità. Aumenta la dote del fondo per gli alloggi degli universitari fuori sede e arrivano 2 milioni per pagare le borse di studio degli studenti atleti.

Bonus psicologo

E’ confermato e rafforzato il bonus psicologo, con 1,5 milioni in più per il 2025. Fondi per 10 milioni per il 2025 anche per il servizio di sostegno psicologico a scuola

Carta beni alimentari

E’ confermata, con un rifinanziamento di 500 milioni, la carta “Dedicata a te” per i beni di prima necessità dei redditi bassi

Fondi per l’editoria salgono da 20 a 50 milioni

«In considerazione degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei costi di produzione e al fine di sostenere la domanda di informazione», il Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria è incrementato di 50 milioni di euro per l’anno 2025, «per la quota destinata agli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri».

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