Detrazioni, stretta oltre i 75mila euro: salve le start up
L’approvazione della manovra conferma l’impianto della stretta sulle detrazioni per i redditi oltre i 75mila euro. Con una clausola di salvaguardia che oltre alle spese sanitarie viene estesa ora anche alle detrazioni per gli investimenti in start up e Pmi innovative. Le classi di reddito su cui scatterà la nuova limitazione delle spese detraibili sono due: da 75.001 a 100mila euro e da 100.001. Nella prima fascia il tetto massimo di spese detraibili potrà arrivare a un massimo di 14mila euro. Nella seconda fascia il tetto massimo sarà invece di 8mila euro. Con una soglia di spesa modulata in base a tre coefficienti: 0,50 se nel nucleo non ci sono figli fiscalmente a carico, 0,70 se c’è un figlio, 0,85 se ci sono due figli fiscalmente a carico e 1 se i figli fiscalmente a carico sono più di due o c’è almeno un figlio con grave disabilità accertata. Il calcolo andrà fatto per ciascun componente del nucleo naturalmente nell’ipotesi in cui si superi l’asticella dei 75mila euro.
Transizione 4.0 con tetto e Bonus 5.0 rafforzati
Arrivano modifiche al piano Transizione 4.0, per il quale viene introdotto un meccanismo a “rubinetto” per chiudere l’accesso ai crediti d’imposta al superamento di un tetto fissato a 2,2 miliardi. Sono fatti salvi però gli investimenti (effettuati nel 2025 con coda al 30 giugno 2026) se “prenotati”con acconto di almeno il 20% entro la data di pubblicazione della legge di bilancio. Cambia anche Transizione 5.o, con l’innalzamento fino al 45% dell’aliquota per investimenti tra 2,5 e 10 milioni. E viene potenziata l’agevolazione per l’acquisto di pannelli fotovoltaici. Salta invece la proroga per la conclusione degli investimenti dal 31 dicembre 2025 al 30 aprile 2026.
Bonus Sud in formato ridotto (25%) per le Pmi
Torna decontribuzione Sud, anche se con uno sgravio in formato “ridotto” del 25% (era 30%), ed un meccanismo di decalage che scende al 20% dal 2026 e al 15% nel 2029. È riconosciuto in regime de minimis (esclusi agricoltura e contratti di lavoro domestico), l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali alle micro e Pmi (250 lavoratori massimo) che occupano lavoratori a tempo indeterminato in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Esonero esteso anche agli altri datori di lavoro privati che occupano lavoratori al Sud, ma previa autorizzazione Ue, e a condizione che dimostrino al 31 dicembre di ogni anno un aumento occupazionale dei tempi indeterminati sull’anno precedente.
In pensione a 64 anni con la rendita dell’integrativa e 5 anni in più di contributi
Per i lavoratori “interamente contributivi” sarà possibile accedere al canale di pensionamento anticipato con almeno 64 anni di età grazie a un “ponte” con la previdenza integrativa. Allo stesso tempo però la soglia di contributi richiesti salirà, dal primo gennaio, da 20 anni a 25 per poi lievitare ulteriormente a 30 anni di versamenti dal 2o30. Niente da fare invece in manovra per l’apertura di un nuovo semestre per la scelta da parte del lavoratore di spostare il trattamento di fine rapporto dall’azienda alla previdenza complementare con la regola del silenzio-assenso. La proposta di modifica di Fratelli d’Italia alla legge di bilancio, infatti, non è entrata nella legge di bilancio durante l’esame in commissione alla Camera. Si starebbe comunque ragionando sull’ipotesi dell’inserimento in un altro provvedimento.
Ok a norma stipendi ministri, rimborsi per trasferte
Ha impiegato parecchio tempo a trovare pace il testo sull’aumento delle buste paga dei ministri e sottosegretari non parlamentari, accoppiato nello stesso emendamento alla norma “anti-Renzi” che frena gli incarichi extra-Ue di componenti del Governo, deputati, senatori e presidenti di Regione. Sul primo fronte tramonta lo stop all’equiparazione dei compensi dei ministri non parlamentari a quelli dei colleghi eletti, e si prevede solo il «diritto al rimborso delle spese di trasferta per l’espletamento delle proprie funzioni». La barriera agli incarichi esterni invece si fa più solida, bloccando anche le consulenze intermediate da persone fisiche o società residenti nella Ue. In pratica, scompare la possibilità di aggiramento tramite attribuzione dell’incarico a una società italiana che poi si sarebbe avvalsa dell’opera del diretto interessato. Gli incarichi, previa autorizzazione dell’organismo di appartenenza, saranno possibili per compensi solo fino a 100mila euro, ma non per i componenti del Governo. Il testo finale esclude dallo stop i parlamentari eletti all’estero.