Banga (Banca Mondiale): «Creare lavoro per i giovani è la soluzione migliore contro la povertà»
di Gianluca Di Donfrancesco
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Fisco più leggero per i lavoratori dipendenti, premi di produttività detassati, Ires premiale. E poi bonus bebè, estensione dei congedi ma anche incentivi per l’acquisto di elettrodomestici nuovi e per agevolare l’accesso ai mutui prima casa. Da una parte il lavoro, dall’altra la famiglia: sono i due capisaldi che assorbono oltre due terzi dell’intera dote finanziaria da 30 miliardi della legge di bilancio approvato definitivamente sabato 28 dicembre. Solo 17 miliardi serviranno per rendere strutturali il taglio del cuneo e l’Irpef a 3 aliquote. Mentre per sostenere le famiglie vengono messi sul piatto interventi per oltre 6 miliardi. Ecco le misure chiave.
Sono il piatto forte della manovra, valgono circa 17 miliardi. Il taglio del cuneo si trasforma in bonus fino a 20mila euro e detrazioni fino a 40mila, con meccanismi di decalage. Interesserà 1,3 milioni di lavoratori in più rispetto all’anno scorso perché la soglia di reddito prima si applicava solo fino a 35mila euro. Sull’Irpef c’è la stabilizzazione delle aliquote su tre scaglioni (al 23% per i redditi fino a 28.000 euro; al 35% da 28.000 a 50.000 euro; al 43% oltre i 50.000 euro) che sarà, però, affiancata da addizionali regionali e locali che rimangono sulle linee attuali fino al 2027.
E’ confermata anche per il 2025 la maxideduzione al 120% del costo del lavoro per le nuove assunzioni. Sale al 130% per i lavoratori fragili
Il tetto dei fringe benefit sale a 1.000 per tutti, 2.000 per chi ha figli; importi maggiorati per i neoassunti che accettano di trasferirsi ad oltre 100 chilometri da casa. E’ prorogata per tre anni la tassazione agevolata al 5% dei premi di produttività per i redditi fino a 80mila euro.
Ok alla riduzione dell’Ires di 4 punti per le imprese che accantonano almeno l’80% degli utili dell’esercizio 2024, e ne reinvestono in azienda almeno il 30%, e comunque una quota non inferiore al 24% degli utili dell’esercizio 2023. Gli investimenti non devono essere inferiori a 20.000 euro e le aziende dovranno assumere a tempo indeterminato l’1% di lavoratori in più. Arriva poi la proroga del fondo di garanzia per le Pmi. Previsto anche un Fondo con 3 milioni in 3 anni a sostegno delle imprese dell’indotto Ilva. Per finanziare la partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle imprese ci sarà un Fondo ad hoc con 70 milioni. Sale il fondo per le famiglie vittime incidenti lavoro. Arriva la stretta contro l’abuso della Naspi.