Lavoro

Manovra: sgravi contributivi alle madri confermati nel 2025 ed estesi alle lavoratrici autonome

Nella legge di Bilancio, tra le misure per la famiglia, per i congedi parentali salgono a tre mesi indennizzati all’80% e l’allungamento temporale della copertura diventa strutturale

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

Dal cuneo ai premi di produttività, ecco le misure sul lavoro in manovra

3' di lettura

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Conferma anche nel 2025 degli sgravi contributivi alle lavoratrici con due figli, in scadenza a fine anno, che vengono estesi anche alle lavoratrici autonome. Prosegue l’operazione di rafforzamento dei congedi parentali: per favorire la conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari i mesi indennizzati all’80% - nel pacchetto di misure presentate dalla ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella -, salgono a tre (quest’anno sono due) e diventano strutturali. Si rafforza il bonus asili nido, con l’esclusione dell’assegno unico dal computo Isee.

L’esonero contributivo a favore delle madri lavoratrici

Giorno dopo giorno, in attesa che il governo renda noto il testo della manovra (l’invio in Parlamento è previsto a partire dal 21 ottobre) si fanno più nitidi i contorni degli interventi sul fronte lavoro e famiglia. Partiamo dalla decontribuzione per le lavoratrici con figli.

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La scorsa manovra ha introdotto un incentivo ad hoc per le lavoratrici madri. La misura è triennale, vale a dire per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, per le lavoratrici madri di tre o più figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, ad esclusione dei rapporti di lavoro domestico; consiste in un esonero del 100% dei contributi a loro carico, fino al compimento di 18 anni del figlio più piccolo nel limite massimo annuo di 3mila euro. In via sperimentale, questo incentivo è stato esteso dalla scorsa manovra, ma solo per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, anche alle lavoratrici madri di due figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (sempre escluso il lavoro domestico), fino al mese del compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo. Nel 2024 questo incentivo sta riguardando circa 570mila donne con due figli, per un importo pari a 500 milioni di euro.

La novità è che l’incentivo per le lavoratrici con due figli viene prorogato al 2025. In manovra, ha annunciato ieri una nota del ministero dell’Economia, è previsto un fondo specifico per coprire questa spesa. Non solo. La misura, ha annunciato il Mef, sarà estesa alle lavoratrici autonome.

Congedi parentali: si allunga l’indennità all’80%

Per quanto riguarda i congedi parentali, quest’anno, per effetto della scorsa manovra, i mesi indennizzati all’80% dello stipendio sono saliti a due. Per il 2025, in assenza di interventi, un mese sarebbe tornato al 60%. Con la nuova legge di Bilancio, per il prossimo anno, si confermano quindi i due mesi all’80% oggi vigenti, e se ne aggiunge un terzo sempre all’80%. I tre mesi indennizzati all’80% nel testo entrato in Consiglio dei ministri diventano strutturali. I restanti mesi restano indennizzati al 30%.

Secondo le indicazioni dell’Inps, l’aumento dell’indennità è riconosciuto a condizione che il mese di congedo parentale sia fruito entro i sei anni di vita del figlio (o entro sei anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). Possono fruire dei mesi di congedo indennizzati, alternativamente, entrambi i genitori. Se un genitore non fruisce del congedo parentale, i suoi mesi non trasferibili non possono essere fruiti dall’altro genitore.

Prorogata la maxi deduzione per le assunzioni

La manovra, oltre a cuneo e taglio alle aliquote Irpef strutturali, conferma lo sconto fiscale del 120% per le imprese e i professionisti che assumono con contratto di lavoro a tempo indeterminato, che sale al 130% per determinate categorie meritevoli di una maggior tutela. Rispetto all’attuale versione la proroga dell’intervento sarà “mobile”, cioè spalmata su tre anni e a condizione di avere, di anno in anno, un incremento occupazionale.

Conferma per i premi di produttività e fringe benefit

Confermata anche la spinta sulla contrattazione decentrata legata ai premi di produttività: si mantiene la tassazione agevolata al 5%, anziché 10%, sui premi di produttività fino a 3mila euro per il triennio 2025-27, a vantaggio di lavoratori con un reddito entro gli 80mila euro. Anche per il 2025 si mantiene la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit che era stata portata nel 2024 per tutti i lavoratori dipendenti a mille euro (anziché 258,23 euro) e a 2mila euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico. Per i neo assunti che accettano di trasferire la residenza oltre i 100 km i fringe benefit esentasse potrebbero salire a 3-4mila euro.

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