Manovra lunedì in aula: dopo le polemiche, l’emendamento su condono diventa un Odg
Via libera anche a un emendamento alla manovra per lo spoil system nelle Authority. Si sblocca lo stallo sull’editoria, 60 milioni nel 2026, niente stretta su tv locali
9' di lettura
I punti chiave
- Ok a spoil system nelle Authority Aumentano i tagli all’anticipo pensionistico per i precoci
- Dal 2033 sono 40 milioni in meno per le pensioni anticipate usuranti
- Salta anticipo pensione vecchiaia con fondi complementari
- Dal 2032 anche aziende con 40 dipendenti dovranno versare il Tfr all’Inps
- Gli aiuti alle imprese
- Transizione 4.0
- Aumenti contrattuali detassati 5% anche nel 2024, redditi fino 33mila euro
- Fondi Piano casa ridotti a 200 milioni, 1,1 miliardi a opere
- Rifinanziato Ponte Stretto, spostati fondi al 2032 e 2033
- Si sblocca stallo su editoria, 60 milioni nel 2026, niente stretta su tv locali
9' di lettura
La commissione Bilancio del Senato ha terminato l’esame degli emendamenti alla Manovra conferendo il mandato ai relatori Guido Liris (FdI), Dario Damiani (FI), Claudio Borghi (Lega) e Mario Borghese (Noi moderati). La legge di Bilancio è attesa in aula per lunedì 22 dicembre. A ridosso del via libera in commissione, è arrivato il presidente del Senato Ignazio La Russa. «Sono venuto per ringraziare maggioranza e opposizione per aver lavorato intensamente (ciascuno sulle proprie posizioni), ma avendo tutti in comune la volontà di consentire che i lavori seguissero i tempi che ci siamo dati nella capigruppo in modo che lunedì mattina alle 9.30 inizi l’aula», ha detto La Russa. «Abbiamo previsto di iniziare con le dichiarazioni di voto martedì mattina», ha anticipato aggiungendo che «prima di metà pomeriggio dovremmo finire». «È abituale che una legge di Bilancio affronti e superi dei momenti di criticità», ha aggiunto il presidente del Senato.
Anticipo pensionistico
Un ulteriore aumento dei tagli all’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci, salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare e dal 1° luglio 2026 viene introdotto un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare, o “silenzio assenso”, con facoltà di rinuncia a tale adesione automatica entro sessanta giorni, per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione. Sono alcune delle soluzioni previste dal nuovo emendamento del Governo al Ddl di bilancio, depositato in Commissione Bilancio del Senato. All’interno anche il “pacchetto imprese” (credito d’imposta per Transizione 4.0 e Zes). Previste anche risorse per il Piano casa e la mobilità. I lavori della commissione sono in corso.
La nuova proposta è stata messa a punto dopo il ritiro della prima proposta dovuto al no della Lega in commissione Bilancio alle misure su allungamento delle finestre e penalizzazione del riscatto della laurea per la pensione anticipata. Tramontata la strada inizialmente preannunciata di un decreto legge di fine anno.
L’emendamento sul condono diventa un Odg
Si sblocca lo stallo in commissione Bilancio al Senato sull’emendamento riformulato sul condono edilizio. La proposta di modifica - ha riferito il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan - sarà trasformata in un ordine del giorno. «E’ una nostra vittoria, è stato di fatto ritirato: un odg non si nega a nessuno ma come si sa non ha valore vincolante», sottolineano. Poco prima era scoppiata la polemica con le opposizioni dopo la riproposizione, con una nuova formulazione, dell’emendamento sulla riapertura dei termini del condono 2003. Una mossa che aveva portato le opposizioni all’attacco chiedendone il ritiro, minacciando l’ostruzionismo.
Si sblocca stallo su editoria, 60 milioni nel 2026. Taglio RAI scende a 10 milioni
Si va verso il via libera al ripristino dei 60 milioni di euro nel fondo per l’editoria nel 2026 mentre il taglio alla RAI si riduce a 10 milioni nel 2026 rispetto ai 30 milioni prospettati nel triennio 2026-28. E’ quanto prevede un subemendamento ad una riformulazione di un emendamento del governo che, secondo quanto si apprende, avrebbe il parere favorevole dell’esecutivo. La norma elimina la ripartizione del fondo tra competenze di Palazzo Chigi ed emittenza locale affidando alla Presidenza del Consiglio la competenza a destinare il fondo per le diverse finalità. Nella formulazione precedente, l’emendamento tagliava 60 milioni al fondo dell’editoria di cui 20 alle emittenti locali.






-U51207347416AcF-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=650x341)

