Al Senato

Manovra lunedì in aula: dopo le polemiche, l’emendamento su condono diventa un Odg

Via libera anche a un emendamento alla manovra per lo spoil system nelle Authority. Si sblocca lo stallo sull’editoria, 60 milioni nel 2026, niente stretta su tv locali

di Redazione Roma

La commissione Bilancio del Senato durante l’esame degli emendamenti alla legge di Bilancio,  (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

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La commissione Bilancio del Senato ha terminato l’esame degli emendamenti alla Manovra conferendo il mandato ai relatori Guido Liris (FdI), Dario Damiani (FI), Claudio Borghi (Lega) e Mario Borghese (Noi moderati). La legge di Bilancio è attesa in aula per lunedì 22 dicembre. A ridosso del via libera in commissione, è arrivato il presidente del Senato Ignazio La Russa. «Sono venuto per ringraziare maggioranza e opposizione per aver lavorato intensamente (ciascuno sulle proprie posizioni), ma avendo tutti in comune la volontà di consentire che i lavori seguissero i tempi che ci siamo dati nella capigruppo in modo che lunedì mattina alle 9.30 inizi l’aula», ha detto La Russa. «Abbiamo previsto di iniziare con le dichiarazioni di voto martedì mattina», ha anticipato aggiungendo che «prima di metà pomeriggio dovremmo finire». «È abituale che una legge di Bilancio affronti e superi dei momenti di criticità», ha aggiunto il presidente del Senato.

Anticipo pensionistico

Un ulteriore aumento dei tagli all’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci, salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare e dal 1° luglio 2026 viene introdotto un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare, o “silenzio assenso”, con facoltà di rinuncia a tale adesione automatica entro sessanta giorni, per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione. Sono alcune delle soluzioni previste dal nuovo emendamento del Governo al Ddl di bilancio, depositato in Commissione Bilancio del Senato. All’interno anche il “pacchetto imprese” (credito d’imposta per Transizione 4.0 e Zes). Previste anche risorse per il Piano casa e la mobilità. I lavori della commissione sono in corso.

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La nuova proposta è stata messa a punto dopo il ritiro della prima proposta dovuto al no della Lega in commissione Bilancio alle misure su allungamento delle finestre e penalizzazione del riscatto della laurea per la pensione anticipata. Tramontata la strada inizialmente preannunciata di un decreto legge di fine anno.

L’emendamento sul condono diventa un Odg

Si sblocca lo stallo in commissione Bilancio al Senato sull’emendamento riformulato sul condono edilizio. La proposta di modifica - ha riferito il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan - sarà trasformata in un ordine del giorno. «E’ una nostra vittoria, è stato di fatto ritirato: un odg non si nega a nessuno ma come si sa non ha valore vincolante», sottolineano. Poco prima era scoppiata la polemica con le opposizioni dopo la riproposizione, con una nuova formulazione, dell’emendamento sulla riapertura dei termini del condono 2003. Una mossa che aveva portato le opposizioni all’attacco chiedendone il ritiro, minacciando l’ostruzionismo.

Si sblocca stallo su editoria, 60 milioni nel 2026. Taglio RAI scende a 10 milioni

Si va verso il via libera al ripristino dei 60 milioni di euro nel fondo per l’editoria nel 2026 mentre il taglio alla RAI si riduce a 10 milioni nel 2026 rispetto ai 30 milioni prospettati nel triennio 2026-28. E’ quanto prevede un subemendamento ad una riformulazione di un emendamento del governo che, secondo quanto si apprende, avrebbe il parere favorevole dell’esecutivo. La norma elimina la ripartizione del fondo tra competenze di Palazzo Chigi ed emittenza locale affidando alla Presidenza del Consiglio la competenza a destinare il fondo per le diverse finalità. Nella formulazione precedente, l’emendamento tagliava 60 milioni al fondo dell’editoria di cui 20 alle emittenti locali.

Ok a spoil system nelle Authority

Intanto è giunto il via libera a un emendamento alla manovra per lo spoil system nelle Authority. La proposta di modifica della Lega riformulata prevede, infatti, la possibilità di risoluzione “di diritto” dei contratti subordinati a tempo determinato di personale di livello dirigenziale ed inquadrato con la qualifica almeno di direttore o equivalenti nel caso di “processi di riorganizzazione della struttura organizzativa” anche di singoli servizi, uffici o divisioni. La risoluzione dei contratti “si verifica anche”, più in generale, “per le assunzioni di personale” che abbiano “specifiche caratteristiche” che non sono non “rinvenibili tra il personale di ruolo, per l’espletamento delle funzioni da conferire”. L’emendamento specifica che l’attuazione della misura “non determina responsabilità amministrativo - contabile”.

Aumentano i tagli all’anticipo pensionistico per i precoci

Tornando alle misure previste dall’emendamento dell’esecutivo, e in particolare all’ambito previdenziale, aumentano ulteriormente i tagli all’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. L’emendamento del governo alla manovra aumenta i tagli di 50 milioni nel 2033 e di 100 milioni dal 2034. La legge di bilancio, nel testo originario, già prevede una decurtazione, “a seguito dell’attività di monitoraggio”, di 20 milioni nel 2027, 60 milioni per il 2028 e 90 milioni dal 2029. La modifica del governo prevede che restino 90 milioni in meno fino al 2032; nel 2033 l’ammontare dei tagli salga a 140 milioni, mentre dal 2034 la decurtazione diventi di 190 milioni annui. I fondi riguardano l’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci, che possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi (invece dell’età anagrafica) con almeno 12 mesi di contributi effettivi prima del raggiungimento dei 19 anni e che si trovano ad essere disoccupati, caregiver, invalidi o addetti a lavori usuranti.

Dal 2033 sono 40 milioni in meno per le pensioni anticipate usuranti

Nello specifico, viene previsto un taglio di 40 milioni annui dal 2033 al Fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. L’emendamento del governo alla manovra riduce di fatto la dotazione del fondo da 233 a 194 milioni annui.

Salta anticipo pensione vecchiaia con fondi complementari

Una delle soluzioni principali sul piano previdenziale è che salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. Lo prevede il nuovo emendamento del governo alla manovra che sopprime una norma introdotta dalla legge di bilancio dello scorso anno, ottenendo così risparmi annuali fino a 130,8 milioni nel 2035 sulla spesa pensionistica nei prossimi anni. L’emendamento cancella la possibilità, in vigore dal 2025, di computare, su richiesta, anche il valore di una o più rendite di forme pensionistiche di previdenza complementare ai soli fini del raggiungimento degli importi mensili richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e se si è pienamente nel regime contributivo.

«Quella è una cosa introdotta l’anno scorso, dal nostro governo, che pare non interessasse a nessuno - ha spiegato Giorgetti -. A me dispiace ma evidentemente non è stata ritenuta strategica». Il ministro ha poi replicato alla richiesta di dimissioni: «Conta il risultato finale, lavoriamo per il paese», ha affermato.

«È un esperimento e quell’esperimento agli occhi di qualche tecnico zelante dava origine a futuri oneri, perché incrementando la previdenza complementare avrebbe portato più persone ad ottenere i requisiti e se disattivi questo il problema non si pone più. Non pensiamo però che quel sistema sia una cosa sbagliata e faremo una norma ad hoc», ha annunciato il senatore della Lega e relatore della manovra Claudio Borghi interpellato sullo stop alla possibilità di cumulare la previdenza complementare per l’anticipo della pensione di vecchiaia. «L’accumulabilità è un esperimento che noi vorremmo continuare a perseguire, in modo prudente erano previsti degli oneri ma stabilire nuove finestre sulla flessibilità è la cosa che ci interessa. Continueremo su quella strada», ha aggiunto.

Dal 2032 anche aziende con 40 dipendenti dovranno versare il Tfr all’Inps

Prevista poi l’estensione della platea di aziende che tenute al versamento Inps delle somme per il Tfr dei lavoratori, mirando ad includere tra i soggetti tenuti al versamento del contributo con riferimento ai periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2026 anche i datori di lavoro che, negli anni successivi a quello di avvio dell’attività, hanno raggiunto o raggiungano la soglia dimensionale dei 50 dipendenti (attualmente sono esclusi dall’obbligo), di fatto ampliando la platea di potenziali lavoratori che possono aderirvi. In via transitoria per il biennio 2026-2027 tale inclusione è limitata ai datori di lavoro con un numero di dipendenti non inferiore a 60. Dal 2032 è invece prevista l’estensione dell’obbligo del versamento per le aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 40.

Gli aiuti alle imprese

Tra le altre misure previste nel documento, vengono confermati i 532 milioni destinati alle imprese che effettuano investimenti nella Zes unica. Confermata anche la non cumulabilità del bonus per la Zona economica speciale con il credito di imposta per Transizione 5.0. Il correttivo del Governo infatti precisa che l’agevolazione Zes è riconosciuta a condizione che le imprese non abbiano ottenuto il riconoscimento, con riferimento a uno o più investimenti oggetto della comunicazione integrativa, del credito di imposta rivisto per Transizione 5.0.

Sempre in tema di sostegno agli investimenti innovativi delle imprese il nuovo correttivo al ddl di Bilancio stanzia 133,289 milioni per la cosiddetta “Zes agricola”. Di queste risorse 124,60 milioni saranno destinati alle micro imprese e alle piccole e medie imprese che effettuano investimenti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli. I restanti 8,66 milioni saranno destinati alla stessa tipologia di investimenti realizzati però dalle grandi imprese.

Transizione 4.0

Per Transizione 4.0 l’emendamento conferma quanto già previsto nella versione depositata nei giorni scorsi al Senato, ovvero lo stanziamento di 1,3 miliardi per l’anno 2026 destinato a rifinanziare il credito di imposta destinato alle imprese che hanno realizzato investimenti innovativi. La copertura di queste risorse è garantita da un anticipo di cassa chiesto alle compagnie di assicurazione. Queste ultime infatti entro il 16 novembre di ogni anno dovranno versare un acconto pari all’85% del contributo al Servizio sanitario nazionale dovuto sui premi assicurativi di veicoli e natanti. Si tratta comunque, come detto, di un anticipo di cassa, in quanto l’acconto versato a metà novembre di ogni anno potrà essere scomputato a partire dal mese di febbraio dai versamenti dovuti dalle compagnie assicurative nell’annualità successiva.

Più risorse per aggregazione delle imprese e tutela dell’occupazione

Vengono incrementate le risorse stanziate per il 2027 e il 2028 destinate agli incentivi per i processi di aggregazione delle imprese e per la tutela occupazionale. Lo prevede il nuovo emendamento del governo alla manovra arrivato alla commissione Bilancio del Senato. In particolare si tratta di 2,2 milioni in più nel 2027 (da 21,9 milioni a 24,1 milioni) e 8,7 milioni in più nel 2028 (da 3,5 milioni a 12,2 milioni). La copertura finanziaria è garantita dalla riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione per 3,15 milioni nel 2027, 11,15 milioni nel 2028 e 2 milioni nel 2030, mentre è previsto un incremento delle risorse per 3,1 milioni per il 2029.

Aumenti contrattuali detassati 5% anche nel 2024, redditi fino 33mila euro

«A seguito del grande sforzo del governo, già in fase di presentazione della manovra di bilancio, è stato appena depositato in 5a Commissione al Senato, un sub emendamento a prima firma FdI-Lega per estendere ai contratti rinnovati nel 2024 i benefici della tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retribuitivi corrisposti dal 1 gennaio 2026». È quanto mettono in evidenza in una nota il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e il sottosegretario di Stato, Claudio Durigon. «Inoltre, la platea dei beneficiari viene estesa dai redditi fino a 28mila euro e portata a 33mila». «Bene il Governo, l’approvazione del subemendamento che estende la detassazione degli aumenti contrattuali anche ai contratti rinnovati nel 2024, è un segnale importante, soprattutto in una fase ancora incerta come quella attuale, per rafforzare la fiducia e i consumi delle famiglie che, nonostante alcuni segnali di risveglio, restano ancora deboli. Ma rappresenta anche un sostegno alla contrattazione collettiva di qualità, quella che Confcommercio da sempre porta avanti attraverso relazioni sindacali mature e responsabili»: così il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.

Fondi Piano casa ridotti a 200 milioni, 1,1 miliardi a opere

Calano rispetto a quanto inizialmente previsto le risorse destinate al Piano Casa. Il nuovo emendamento del governo alla manovra stanzia 100 milioni per il 2026 e altri 100 per il 2027, a fronte dei 300 complessivi nel biennio assegnati dal precedente emendamento poi ritirato. All’esame della commissione Bilancio del Senato c’è anche una riformulazione di emendamenti parlamentari che prevede altri 10 milioni per il 2026, cui si aggiungono i 100 milioni per il disagio abitativo previsti nel 2027-28. L’intervento del governo conferma inoltre 300 milioni nel biennio per rifinanziare il Fondo Occupazione, mentre lima il rifinanziamento destinato al Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, che passano a 1,1 miliardi complessivi nel 2026-27 (dagli iniziali 1,2 miliardi), con una riduzione delle risorse sul 2026 (da 800 milioni a 600) e un aumento di quelle sul 2027 (da 400 a 500 milioni).Sul piano delle infrastrutture, previsti fondi per il caro-materiali (1,1 miliardi; 600 sul 2026 e 500 sul 2027).

Costruttori:, bene approvazione risorse caro materiali e Piano casa

«Bene il ripristino delle risorse destinate al caro materiali per i cantieri in corso e al piano casa». Lo ha detto la presidente di Ance, Federica Brancaccio, all’approvazione in commissione Bilancio dell’emendamento del governo alla manovra. E’ quanto si legge in una nota. «Si tratta di misure indispensabili per mettere il Paese al riparo dal rischio blocco dei cantieri, con ripercussioni negative per la crescita, e per dare una prima risposta all’emergenza abitativa che morde sempre di più le città e che è ormai diventata una vera emergenza sociale», ha continuato Brancaccio. «Apprezziamo perciò lo sforzo del ministro Salvini, di tutto il governo e dei parlamentari che si sono impegnati in queste ore per non inficiare gli effetti positivi per la crescita e il benessere sociale contenuti nella manovra», ha concluso la presidente dei costruttori.

Rifinanziato Ponte Stretto, spostati fondi al 2032 e 2033

Sono rifinanziati, con complessivi 780 milioni nel 2032 e 2033, gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina. L’emendamento del governo alla manovra sposta 320 milioni nel 2032 e 460 milioni nel 2033. Il rifinanziamento, si legge nella Relazione tecnica, viene fatto «alla luce dell’aggiornamento dell’iter amministrativo e del non perfezionamento degli impegni relativi alle somme iscritte in bilancio nell’anno 2025 in conto residui rinvenienti dall’anno 2024». L’incremento delle risorse nel 2032 e 2033 lascia «inalterato il valore complessivo delle somme autorizzate», viene precisato. Nell’emendamento del governo poi ritirato i 780 milioni erano spostati tutti al 2033.

La norma elimina la ripartizione del fondo tra competenze di Palazzo Chigi ed emittenza locale affidando alla Presidenza del Consiglio la competenza a destinare il fondo per le diverse finalità. Nella formulazione precedente, l’emendamento tagliava 60 milioni al fondo dell’editoria di cui 20 alle emittenti locali.

Odg impegna governo all’uscita di Anas da Fs

Un ordine del giorno della Lega alla manovra, approvato dalla commissione Bilancio del Senato, impegna il governo a dare attuazione all’uscita di Anas da Ferrovie dello Stato con il ritorno al Ministero dell’economia. Nell’odg si impegna l’esecutivo a dare attuazione a quanto contenuto in un emendamento della Lega in cui si prevede, “al fine di consolidare le funzioni di Anas quale concessionaria titolare di diritti speciali ed esclusivi nella costruzione, gestione, esercizio, miglioramento e adeguamento della rete viaria statale”, il trasferimento “senza corrispettivo” al Mef delle azioni di Anas dopo l’approvazione del bilancio 2025 di Fs, previa delibera dell’assemblea degli azionisti di Fs

 

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