Banga (Banca Mondiale): «Creare lavoro per i giovani è la soluzione migliore contro la povertà»
di Gianluca Di Donfrancesco
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Non si cambia sulle pensioni ma si ragiona sulla piena rivalutazione all’inflazione, una protezione che verrà applicata anche ai contratti pubblici, mentre il taglio del cuneo fiscale e la riforma delle aliquote Irpef diventeranno strutturali.
Le risorse verranno anche da un nuovo round di tagli alla spesa e da un contributo delle imprese che hanno fatto più profitti negli ultimi anni.
Prende forma la prossima manovra di Bilancio che il Governo comincia ad anticipare a sindacati e imprese, convocati formalmente ieri 25 settembre a Palazzo Chigi per informarli sul Piano strutturale di bilancio, il documento che sarà presentato alle Camere a ridosso del prossimo Consiglio dei ministri previsto per venerdì mattina.
Ai sindacati che chiedevano rassicurazioni su pensioni, contratti, sanità, fisco, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ricordato che l’approccio resta «prudente e responsabile». E ha elencato le priorità per il Governo.
La prima è «rendere strutturali in maniera sostenibile alcune misure, coerentemente con quanto annunciato», cioè la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori a basso e medio reddito e la riforma delle aliquote Irpef. Sui contratti di lavoro pubblico c’è poi l’impegno a recuperare i valori dell’inflazione, ovvero circa il 2% annuo.