Al Senato

Manovra, Ponte sullo Stretto: rimodulati i fondi

La proposta di modifica, contenuta nel quarto emendamento annunciato dal governo, prevede una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi (su un totale di circa 11,6 miliardi al 2032).

Manovra, Meloni: fondo sanità quest'anno al massimo storico

3' di lettura

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Arriva il quarto emendamento annunciato dal governo sulla manovra. La proposta di modifica rimodula i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto prevedendo una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi (su un totale di circa 11,6 miliardi al 2032). Le risorse risparmiate dallo Stato vengono recuperate dal Fondo di sviluppo e coesione: 718 milioni arrivano dalla quota del fondo destinata alle amministrazioni centrali e 1.600 dalla quota destinata alle regioni Calabria e Sicilia

Fondo di 15 milioni per Caivano

Nel quarto emendamento depositato dal governo alla manovra in commissione Bilancio al Senato è previsto anche un fondo di 15 milioni da destinare ad aiuti per il territorio di Caivano. «Si prevede - si legge nella relazione tecnica alla proposta di modifica - la destinazione di un importo fino a 15 milioni di euro a favore di una nuova area di crisi industriale insistente sul territorio comunale di Caivano, attingendo alle risorse già destinate alle aree di crisi industriale non complessa».

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Aumentano i fondi per i contratti di sviluppo

L’ultimo degli emendamenti del governo alla manovra introduce anche un incremento di 600 milioni delle risorse per i contratti di sviluppo nel settore industriale. Il rifinanziamento complessivo, spiega la relazione tecnica, risulta pari a 1.000 milioni di euro, e sarà così distribuito: 190 milioni nel 2024, 310 nel 2025 e 100 milioni per ogni anno fino al 2023. La copertura finanziaria è garantita attraverso la riduzione di 300 milioni di euro del fondo per lo sviluppo dei microprocessori, e di altri 300 milioni del fondo per l’erogazione dei contributi alle imprese che partecipano alla realizzazione dell’Ipcei (Importanti progetti di comune interesse europeo).

18 milioni nel 2024 a Sport e Salute per anti-doping

Un comma dell’ultimo emendamento depositato dal governo alla manovra prevede anche fondi per 18 milioni nel 2024 alla società Sport e Salute «al fine di assicurare l’adeguamento alle prescrizioni tecnico-scientifiche dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) per l’acquisto, la riqualificazione e l’allestimento della sede»

Liris: per Superbonus allo studio Sal straordinario

Sul Superbonus è allo studio un emendamento da parte dei relatori «non in termini di proroga ma di Sal (stato di avanzamento lavori) straordinaria» al 31 dicembre. Lo ha spiegato il relatore della manovra Guido Liris (FdI). L’emendamento che non è oneroso, ha spiegato, «fissa la possibilità di arrivare ai primi 10 giorni di gennaio 2024 con tutta la documentazione per salvaguardare l’agevolazione sui lavori fatti entro fine anno». «È utile per il completamento dei lavori», ha aggiunto.

Il ministero dell’Economia: nessuna proroga

Da registrare comunque i paletti molto rigidi fissati dal Mef. Il ministero dell’Economia e delle finanze, in una nota, esclude infatti (e smentisce) «qualsiasi ipotesi di proroga del superbonus circolata in queste ore e pubblicata da alcuni organi di stampa».

In arrivo una trentina di emendamenti dei relatori

Sono «una trentina al massimo gli emendamenti alla manovra che arriveranno entro oggi», compresi i 4 già depositati dal governo mentre tutti gli altri saranno firmati dai relatori. A dirlo è uno dei relatori della legge di bilancio, il senatore di Forza Italia, Dario Damiani uscendo dall’ufficio di presidenza della commissione Bilancio che si è riunito per definire l’iter della manovra. Damiani ha chiarito che gli emendamenti riguarderanno più tematiche ma escludendo che ci sarà anche il superbonus, che è ancora oggetto di riflessione nella maggioranza.

Meloni a maggioranza: importante fare presto sulla manovra

È importante fare presto nel rispetto delle prerogative del Parlamento. Lo ha sottolineato, come si apprende, la premier Giorgia Meloni nella riunione sulla manovra con i capigruppo di maggioranza alla Camera, in cui si è parlato di metodo e calendario dei lavori, da chiudere entro fine anno. Dopo il vertice - che sarebbe stato richiesto da FI -, per fonti di centrodestra è “realistico” il via libera definitivo della Camera entro il 29 dicembre. Due le ipotesi esaminate: una per concludere i lavori prima di Natale, se il Senato dà l’ok entro il 19; l’altra è arrivare in commissione alla Camera prima del 25 e chiudere tra 27 e 30.

Opposizioni abbandonano lavori commissione

Le opposizioni in mattinata hanno abbandonato i lavori della commissione Bilancio sulla manovra. «Ci rifiutiamo - ha spiegato la Dem Beatrice Lorenzin - di fare una discussione generale su cose che devono ancora arrivare: hanno annunciato degli emendamenti che non arrivano, vogliamo sapere se se alcuni argomenti saranno assorbiti o meno, il governo ha avuto più di un mese di tempo e ora ci troviamo a pochi giorni dal Natale in questa situazione in cui non abbiamo un quadro chiaro»

Fieg: la manovra lasci inalterato il sostegno all’editoria

Intanto Il Consiglio generale della Federazione italiana editori giornali, riunitosi oggi, «considerato il permanere della grave crisi del settore, rinnova l’appello al governo, al Parlamento e alle forze politiche per mantenere inalterate, rispetto allo scorso anno, le risorse destinate all’editoria nella legge di Bilancio 2024». «La prevista rilevante riduzione dell’importo complessivo delle risorse per il contrasto alla crisi e per sostenere il passaggio al digitale mette a rischio il settore e, con esso, lo stesso pluralismo dell’informazione e la libertà di stampa», si legge in una nota della Federazione.

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