Borse, dividendi mondiali oltre i «rumori di fondo»: primo trimestre da record
di Maximilian Cellino
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Approdo in Aula al Senato mercoledì 20 dicembre e voto sulla fiducia il 22. Il calendario della manovra prende finalmente una forma definita e mette d’accordo governo, maggioranza e opposizioni. Dopo giorni di stallo, con trattative serrate per sciogliere il nodo non solo del timing ma anche del “tesoretto” e lo spauracchio dell’esercizio provvisorio, viene così sbloccato l’avvio dei lavori in commissione a Palazzo Madama. E si apre la strada ad un iter che - assicura il governo - garantirà un adeguato spazio alla discussione ad entrambi i rami del Parlamento.
Dopo il deposito degli emendamenti del Governo e dei relatori i lavori in commisione Bilancio di Palazzo Madama stentava a partire. Alla fine di una giornata di trattative si è arrivati a un’intesa: si voterà a oltranza per chiudere con il mandato al relatore lunedì 18 e andare in aula per la discussione generale dopo il drafting e i pareri il 20. La manovra verrà chiusa con la fiducia in Aula al Senato entro il 22 per poi essere rapidamente trasmessa alla Camera consentendo così un esame più approfondito anche nell’altro ramo del parlamento. Il sì finale alla legge di bilancio arriverà solo tra Natale e la fine dell’anno.
Uno degli emendamenti depositati dal governo prevede stanziamenti per Forze di polizia, Forze armate e Vigili del Fuoco. Misure applaudite da tutto il centrodestra a partire dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. Ma per recuperare questi 100 milioni viene sforbiciata la dote già esigua lasciata per consentire le modifiche parlamentari e tagliato di 15 milioni l’anno per tre anni anche il nuovo fondo per l’accoglienza dei migranti e dei minori non accompagnati, anche a favore dei Comuni interessati, creato ad hoc dall’esecutivo con il decreto Anticipi.
Anche l’intervento più atteso, quello sulle pensioni di alcune categorie della pubblica amministrazione, non ha placato le proteste: la correzione non convince né le minoranze né i sindacati, nemmeno quelli dei medici, che hanno confermato lo sciopero del 18 dicembre.