Ricerche

Maldive, recuperati gli ultimi due corpi degli italiani

Il portavoce del governo delle Maldive Mohamed Hussain Shareef ha dichiarato alla Cnn che ai tre subacquei finlandesi di Dan Europe cui è affidato il recupero delle vittime si sono uniti un quarto esperto e la guardia costiera locale. L’attrezzatura specialistica viene fornita dal Regno Unito e dall’Australia e la squadra dispone di scooter subacquei e serbatoi di gas in grado di riciclare l’aria.

aggiornato il 20 maggio 2026 alle 09:13

Da sinistra Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. WEB/Università di Genova FACEBOOK/Giorgia Sommacal FACEBOOK/Muriel Oddenino ANSA  ANSA

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Sono stati recuperati gli ultimi due corpi dei subacquei italiani morti alle Maldive in uno dei più gravi incidenti subacqueo mai avvenuto nella zona, in cui hanno perso la vita complessivamente 5 persone, tutti connazionali che stavano esplorando i fondali dell’atollo di Vaavu. Gli ultimi due corpi che restavano da recuperare erano quelli di Giorgia Sommacal, la 22enne figlia della professoressa Monica Monfalcone, e Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice.

Nella stessa grotta, a circa 60 metri di profondità, erano stati recuperati precedentemente altri due corpi, mentre il primo era stato ritrovato il giorno stesso dell’incidente il 14 maggio, all’ingresso della grotta, il capobarca Gianluca Benedetti, la cui salma è già in Italia. Le altre vittime sono la professoressa Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, il ricercatore Federico Gualtieri, la ricercatrice Muriel Oddenino.

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A riuscire nella difficile impresa, complicata dalla profondità a cui si trovavano i sub, una squadra internazionale, composta principalmente da esperti sommozzatori finlandesi specializzati in immersioni estreme. Durante le operazioni nei primi giorni è morto un soccorritore locale (il sergente maggiore Mohamed Mahudhy).

Maldive, recuperati ultimi corpi dei sub italiani nella grotta di Alimathà

Pm Roma dispone autopsia su salma Benedetti

La Procura di Roma ha affidato incarico per effettuare l’autopsia sul corpo di Gianluca Benedetti, la prima salma rientrata in Italia dopo la tragedia delle Maldive dove sono morti cinque sub italiani. Il corpo del 44enne è arrivato ieri sera all’aeroporto di Malpensa. L’esame autoptico verrà svolto anche per le altre vittime appena faranno rientro. I pm di piazzale Clodio procedono per il reato di omicidio colposo al momento contro ignoti. Gli inquirenti acquisiranno l’attrezzatura utilizzata dai cinque per l’immersione, compresa la camera Go-pro individuata nella grotta ad oltre 60 metri di profondità, al fine di ricostruire la dinamica di quanto avvenuto nelle acqua dell’atollo di Vaavu.

Legale tour operator Albatros: da quanto so nessuno aveva brevetto di grotta

«“Per me, allo stato attuale, e da quello che so, dai documenti che abbiamo, dalle dichiarazioni che fanno quando dicono delle proprie abilità, nessuno di loro aveva un brevetto “full cave”, che significa “penetrazione in grotta”». Così, contattata dall’Ansa, l’avvocata Orietta Stella, legale del tour operator verbanese Albatros Top Boat, che ha venduto il pacchetto per la crociera scientifica subacquea nella quale hanno perso la vita cinque italiani. «Per andare dove sono stati ritrovati - spiega da Malè l’avvocata - era necessario un brevetto “full cave” di qualsiasi didattica».

Maldive: portavoce presidente, grotta era già stata esplorata in passato

Il portavoce presidenziale delle Maldive Mohameed Hussain Shareef ha dichiarato all’Associated Press che la grotta in cui 5 sub italiani hanno perso la vita durante un’immersione era stata esplorata in passato da esperti locali e subacquei stranieri. Oggi gli ultimi due corpi sono stati recuperati da tre subacquei finlandesi con il supporto della guardia costiera e della polizia delle Maldive. Shareef ha aggiunto che saranno trasportati all’obitorio per essere identificati.

“Successivamente ci coordineremo con il governo italiano e avvieremo la procedura per il rimpatrio delle salme”, ha detto ancora. Ha infine ringraziato i subacquei finlandesi, elogiandoli per la loro professionalità e leadership. Sebbene i subacquei italiani fossero in possesso di un permesso, le autorità non conoscevano, dalla loro proposta, l’esatta ubicazione della grotta che stavano esplorando, e almeno due delle vittime non figuravano nell’elenco dei ricercatori che era stato presentato, “quindi non sapevamo che facessero parte della spedizione”, ha precisato Shareef, descrivendo le condizioni nelle profondità della grotta come “impegnative”, con un terreno difficile, forti correnti e scarsa visibilità.

Cosa è successo nella giornata di martedì

Mohamed Hussain Sharif, portavoce del governo delle Maldive, ha dichiarato, citato dai media internazionali, che i primi due corpi sono stati ritrovati nella terza camera della grotta e che la polizia li sta trasportando all’obitorio della capitale, Malé.

I sub recuperano telecamere GoPro, consegnate agli inquirenti

I tre sub finlandesi, impegnati nelle operazioni di recupero dei corpi dei 4 italiani, hanno consegnato alla polizia maldiviana le telecamere GoPro e diverse attrezzature subacquee recuperate dentro il sistema di grotte dove sono stati ritrovati i corpi dei sub. Secondo quanto riferito su X dall’account Maldives Security Desk, il materiale è al vaglio degli investigatori maldiviani, che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente. I dispositivi potrebbero dare elementi chiave per chiarire gli ultimi momenti, compreso il percorso seguito dai sub, la profondità raggiunta, le condizioni di visibilità e le eventuali difficoltà tecniche.

Procura di Roma indaga per omicidio colposo

La Procura di Roma indaga per omicidio colposo in riferimento alla morte di cinque italiani alla isole Maldive avvenuta nel corso di una immersione. In base a quanto si apprende, i pm di piazzale Clodio disporranno le autopsie sui corpi appena rientreranno in Italia. Gli inquirenti, che affideranno delega alle forze dell’ordine, ascolteranno anche i connazionali che erano a bordo della safari boat “Duke of York”.

Legale Gualtieri conferma: “Recuperato il corpo di Federico”

“Sì, uno dei corpi è di Federico, l’altro della docente Montefalcone”. A confermarlo all’ANSA è l’avvocato Antonello Riccio, che con il legale Gianluigi Dell’Acqua assiste i genitori di Federico Gualtieri, il trentenne di Omegna (Verbano-Cusio-Ossola), morto con altri quattro sub durante un’immersione alle Maldive. “Ci ha contattato l’ambasciata per darci la notizia. La famiglia di Federico Gualtieri, pur nella tristezza assoluta, esprime grande soddisfazione per l’operato tanto delle autorità locali quanto del team di esperti di Dan. Ringraziamo anche l’ambasciata italiana, che è sempre stata molto collaborativa”.

Mamma e papà di Federico Gualtieri non partiranno verso le Maldive. “Ne abbiamo parlato e anche stavolta abbiamo accettato il suggerimento di non andare”. Per quanto riguarda il rientro dei corpi, Riccio afferma: “Sappiamo che ci vorrà qualche giorno per le autorizzazioni per il rientro in Italia. Se per Benedetti ci sono voluti tre o quattro giorni, immagino ci vorrà lo stesso tempo anche per gli altri. Pare che là alle Maldive non si farà l’autopsia, bisognerà capire se la faranno qua”.

Maldive: marito Montefalcone, voglio ricordarle sorridenti

“Voglio ricordarle sorridenti”. Lo ha detto Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone, la docente di UniGe mrta assieme alla figlia Giorgia in fondo ad una grotta sottomarine nell’atollo di Vaanu, alle Maldive. “Sono distrutto - ha aggiunto -. Ho saputo adesso dalla tv che hanno ritrovato Monica e Chicco (Federico Gualtieri, ndr). Io adesso non ho le forze per dire nulla, sono giorni che non dormo, che ho gli incubi. Devo solo cercare di resistere, perché c’è mio figlio Matteo che ha vent’anni. Che succederebbe?”. Sommacal ha detto che non si recherà a Malé dove, presumibilmente, porteranno le salme. “Le aspetterò qui”.

I sub: «Stiamo facendo la nostra parte per riportarli a casa»

Il team finlandese che sta operando alle Maldive al recupero dei 4 italiani desidera esprimere “le più profonde condoglianze alle famiglie delle vittime. Stiamo facendo la nostra parte per riportarli a casa. Un ringraziamento speciale va all’Ambasciata italiana, a Dan Europe e alle autorità maldiviane per il supporto fornito al team: questa operazione richiede il lavoro di decine di persone. Oggi due delle vittime sono state recuperate dalla grotta e nei prossimi giorni continueremo il lavoro per riportare le altre. Chiediamo privacy e serenità operativa durante le operazioni. Grazie a tutti per il supporto”. Così Sami Paakkarinen, a nome del team finlandese.

Dan Europe: «Domani immersione per recuperare gli altri due corpi»

L’operazione di recupero dei primi due corpi, spiega l’organizzazione, “è stata condotta questa mattina dal team di subacquei tech & cave coordinato da DAN Europe, in stretta collaborazione con la Maldives National Defence Force, le forze di polizia locali e in costante contatto con le autorità italiane presenti a Malé. Nel corso dell’operazione, il team ha effettuato nuovamente un’immersione fonda di penetrazione all’interno del sistema di grotte utilizzando attrezzature avanzate, tra cui rebreather, Dpv (scooter subacquei) e sistemi di supporto vitale ridondanti”.

Il team finlandese di recupero, prosegue, “ha trasportato con successo due delle vittime dall’interno della grotta fino a circa 30 metri di profondità, dove i team maldiviani di recupero, operando in gruppi coordinati a profondità intermedie, hanno completato il trasferimento fino alla superficie. Una volta recuperate, le vittime sono state trasferite con il massimo rispetto su barelle e successivamente imbarcate sulle unità della Guardia Costiera”.

“L’operazione di oggi - sottolinea Laura Marroni, ceo di Dan Europe - ha richiesto ulteriore coordinamento, competenze tecniche e fiducia reciproca tra il team di subacquei e le autorità maldiviane che gestiscono localmente l’intervento. Siamo grati a tutte le persone coinvolte per la professionalità, l’umanità e il rispetto dimostrati nel corso di queste operazioni. L’organizzazione desidera ribadire che ”le operazioni in corso e tutta la comunicazione correlata continueranno ad avere due priorità: la sicurezza del team operativo impegnato nelle attività di recupero e il massimo rispetto per le vittime e le loro famiglie”.

Il team finlandese

 Il team di subacquei di Dan Europe si è immerso nelle acque di Alimathà, nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, per il recupero dei corpi dei 4 italiani mai più risaliti in superficie dopo l’escursione di giovedì scorso 14 maggio 2026 in una grotta a 50 metri di profondità (imbocco a 47 metri). Il team è composto da tre esperti subspeleologi finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist.

La missione era stata sospesa sabato in seguito alla morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhy, uno dei sommozzatori più esperti delle forze maldiviane. L’uomo è morto per malattia da decompressione.

Dan Europe

Le operazioni di ricerca sono coordinate dalla società italiana esperta in salvataggi Dan Europe e i sommozzatori finlandesi hanno grande esperienza nelle immersioni in grotta, avendo anche partecipato al salvataggio nel 2018 dei bambini rimasti intrappolati in una grotta in Thailandia.

I 20 italiani della Duke of York rientrati in Italia

I 20 italiani che erano a bordo della Duke of York insieme ai cinque sub morti durante un’immersione nell’atollo di Vaavu, alle Maldive sono arrivati ieri sera a Malpensa dopo un volo di oltre nove ore.

I superstiti saranno chiamati a testimoniare davanti ai magistrati di Roma, che hanno avviato un fascicolo d’indagine come fatto dalle autorità locali che avrebbero anche analizzato i cellulari dei testimoni della tragedia.

Le inchieste

“Tre dei cinque subacquei coinvolti sono menzionati come parte del team di ricerca”. A dirlo in un’intervista al Corriere della Sera è Mohamed Hussain Shareef, il portavoce del presidente delle Maldive, Mohamed Muizzu, che mostra una lista in cui “compaiono anche altri nomi, ma non Gianluca Benedetti e Giorgia Sommacal, figlia della professoressa”, si legge.

Viene confermata “l’esistenza del permesso, con validità dal 3 al 17 maggio, in sei atolli diversi, fra cui quello di Vaavu.

È citata correttamente l’imbarcazione, Duke of York, e l’attrezzatura. Anche se non sappiamo ancora - osserva - quale attrezzatura avessero durante l’immersione”.

Inoltre “la ricerca di questo team, come conferma un documento di febbraio, si svolge tra 0 e 50 metri di profondità” e “stiamo ancora indagando su quanto in profondità siano arrivati. L’ingresso della grotta è a 47 metri”.

Shareef sottolinea che avevano “i permessi necessari”. Quanto al limite dei 30 metri “vale per le immersioni ricreative. I ricercatori possono proporre di immergersi più in profondità e non esiste una seconda legge specifica alle Maldive che lo impedisca”.

In questo caso “il problema principale è che si trattava di un’immersione in grotta e la loro proposta di ricerca, a quanto mi risulta, non ne faceva menzione. Hanno specificato gli atolli, ma non il dettaglio dei siti d’immersione”, fa sapere Shareef.

Non ci sono, dice, problemi legali “perché hanno già effettuato numerose immersioni alle Maldive”. Ma come governo non sapevano “che avrebbero fatto un’immersione in grotta”.

Shareef ha spiegato che il gruppo conduceva ricerche annuali alle Maldive da almeno quattro anni e aveva ricevuto il via libera per un progetto sui coralli molli e sui sistemi di barriera. Il punto critico, ha aggiunto, è che “la proposta di ricerca non faceva menzione” dell’immersione in grotta.

Ambasciatore italiano

In un’intervista pubblicata dal Messaggero ha parlato Damiano Francovigh, ambasciatore italiano in Sri Lanka, competente anche per le Maldive.

Francovigh ha incontrato il team di sub finlandesi specializzati in recuperi estremi sott’acqua, che lavorerà con la Guardia costiera maldiviana.

Sulle eventuali responsabilità, Francovigh ha evitato valutazioni. “Come Farnesina non entriamo in un campo che non ci compete”, ha detto. “La nostra priorità è far sì che i corpi dei nostri connazionali possano essere recuperati in sicurezza e poi trasportati in Italia”.

Quanto all’unico corpo finora recuperato, quello di Gianluca Benedetti, l’ambasciatore ha detto che al momento non gli risulta sia stata eseguita un’autopsia alle Maldive, “un paese dove raramente si effettuano le autopsie”.

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