Immersioni

Maldive, domani arriva team specializzato in rescue subacquea

Morto uno dei sub che cercava i corpi degli italiani. Il Ministero del Turismo delle Maldive ha sospeso a tempo indeterminato la licenza di esercizio alla “MV Duke of York”

Errore umano e gas nelle bombole, le ipotesi dietro la tragedia alle Maldive

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I media delle Maldive danno per deceduto il sub delle forze armate delle Maldive che stamane si era immerso per cercare i corpi dei quattro italiani. Il sub era stato trasferito in ospedale in condizioni critiche. «Il sergente maggiore Mohamed Mahadi della Mndf, che oggi si è sentito male mentre era in immersione durante l’operazione di ricerca e soccorso per ritrovare i quattro subacquei dispersi, è deceduto» ha scritto su X l’esercito maldiviano.

L’uomo è morto dopo essere stato ricoverato per una malattia da decompressione, il problema che può colpire i sub quando risalgono troppo rapidamente in superficie dopo un’immersione.

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La malattia da decompressione è causata dagli sbalzi di pressione: durante l’immersione l’azoto si accumula nel sangue e nei tessuti, ma se la risalita è troppo veloce il gas forma bolle nell’organismo. Queste possono provocare dolori, paralisi, problemi neurologici e, nei casi più gravi, essere fatali.

Il portavoce presidenziale delle Maldive, Mohammed Hussain Shareef, ha dichiarato che i soccorritori, impegnati nel recupero dei 4 italiani, hanno elaborato un piano basato sui progressi compiuti ieri nell’esplorazione della grotta. Secondo quanto riferito da Shareef, ripreso da Ap sul sito, due italiani, un esperto di soccorso in acque profonde e un esperto di immersioni in grotta, dovrebbero unirsi alle operazioni di recupero

Nelle acque dell’atollo di Vaavu, nelle Maldive, sono in corso le operazioni di recupero dei nostri connazionali deceduti il 14 maggio a seguito di un incidente durante un’immersione subacquea per l’esplorazione delle grotte a circa 45 metri di profondità. Grotta con un’imboccatura di circa 15 metri e 60 metri di lunghezza.

Le grotte di Alimathà

Nell’atollo di Vaavu situato a 64 km dalla capitale Malé, 90 minuti in motoscafo

fonte localizzazione: Google maps

Le ricerche riguardano i corpi di quattro subacquei: Monica Montefalcone con la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Nelle ore successive all’incidente, infatti, è stato recuperato il corpo di un quinto partecipante all’immersione: si tratta del padovano Gianluca Benedetti.

È quanto reso noto dalla Forza di difesa nazionale della Maldive, secondo la quale il corpo di Benedetti è stato recuperato senza vita alle 18.13 ora locale (le 15.13 in Italia) da sub impegnati nelle operazioni di ricerca. La salma è stata poi trasferita al centro sanitario di Fulidhoo, nell’atollo di Vaavu.

I cinque turisti italiani viaggiavano a bordo della Duke of York, un’imbarcazione da crociera subacquea della società Luxury Yacht Maldives. Il governo maldiviano ha sospeso la licenza della nave che li ha portati a fare l’immersione a tempo indeterminato per facilitare le operazioni e per la gravità dell’incidente, il più mortale nella storia delle Maldive.

Sub italiani morti alle Maldive, esploravano grotta a 60 metri di profondità

A bordo dell’imbarcazione “Duke of York”, che trasportava i connazionali, c’erano anche altri 20 italiani, che hanno partecipato alla spedizione e stanno bene e sono sottoposti a supporto psicologico.

Cause ancora in corso di accertamento

L’ambasciatore d’Italia a Colombo (Sri Lanka), competente per le Maldive, è a Malè.

Le autorità locali hanno confermato l’apertura di un’indagine per chiarire le cause dell’incidente, ma al momento non è stata ancora diffusa una versione ufficiale sulle circostanze della morte dei cinque italiani.

“Scendere a quelle profondità respirando aria può comportare la cosiddetta narcosi da azoto, che riduce lucidità, destrezza e capacità cognitive necessarie per gestire correttamente l’immersione”. Così a LaPresse la dottoressa Chiara Ferri, Direttore Medico di Dan Europe commentando l’incidente subacqueo .

La specialista ha sottolineato che il contesto ambientale sarebbe particolarmente insidioso. “Parliamo di grotte e ambienti con forte presenza di sedimento sabbioso. Basta poco per perdere completamente la visibilità e non riuscire più a individuare il punto d’ingresso o di uscita”.

Tra le ipotesi prese in considerazione vi sarebbe quella di un possibile disorientamento del gruppo all’interno della grotta. “Se uno dei sub avesse avuto un malore, oppure se il gruppo avesse perso l’orientamento in un ambiente sconosciuto, il sollevamento del sedimento potrebbe aver aggravato ulteriormente la situazione”, ha spiegato, precisando comunque che al momento si tratta soltanto di ipotesi.

L’esperta ritiene invece meno probabile la pista di una contaminazione delle bombole. “Non è l’ipotesi che personalmente considero più plausibile”, ha detto, aggiungendo che anche la tossicità da ossigeno “non sembrerebbe compatibile con i parametri di profondità ipotizzati”.

La missione

Erano alle Maldive per una ricerca per conto di Unige, un viaggio che l’università di Genova organizza ogni anno, la ricercatrice Monica Montefalcone e l’assegnista Muriel Oddenino, due delle vittime della strage di ieri pomeriggio.

Con loro, a titolo personale anche le altre tre vittime, Giorgia Sommacal, figlia di Montefalcone, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri.

Alle Maldive è presente, nell’ambito di una diversa missione di ricerca, anche il professore di Unige Stefano Vanin, che non si è immerso.

Secondo quanto si apprende, la missione di Unige non comprendeva attività di immersione, ma solo di snorkeling. Sulla barca da cui si sono immerse le vittime erano presenti altri studenti dell’università di Genova.

Ogni anno alla Maldive sette morti durante immersioni o snorkeling

Le autorità locali delle Maldive hanno affermato che quello ai cinque italiani è il peggior incidente subacqueo singolo nella nazione composta da 1.192 minuscole isole coralline sparse per circa 800 chilometri a cavallo dell’equatore nell’Oceano Indiano.

A dicembre 2025, una turista britannica è morta durante un’immersione, e il marito, un uomo di 71 anni distrutto dal dolore, è deceduto pochi giorni dopo a seguito di un malore.

Un turista giapponese di 26 anni è scomparso dopo un’immersione subacquea nei pressi della capitale nel mese di giugno 2025.

Secondo quanto riportato dai media locali, negli ultimi sei anni almeno 112 turisti sono morti in incidenti marini nell’arcipelago, di cui 42 vittime di incidenti durante immersioni o snorkeling.

Diving Maldive: a quella profondità ogni problema può diventare ingestibile

“Conosco quella grotta, scende fino a 65 metri. È un’immersione complessa e in questi giorni il passaggio del monsone con correnti forti, complice anche l’onda lunga, può aver inciso ulteriormente. A quella profondità ogni problema diventa difficilmente gestibile, basta che uno dei partecipanti abbia avuto un attimo di panico, per trascinare gli altri”.

Roberto Fragasso è un sub esperto che da oltre 30 anni vive alle Maldive dove gestisce il “Sinai Dive Club” e ogni giorno accompagna i turisti nei fondali degli atolli: «Immersioni a quelle profondità sono in ogni caso vietate dalle Maldive che hanno imposto il limiti categorico dei 30 metri di discesa”. Come prima ipotesi cita anch’egli la narcosi da azoto, citando anche il periodo del monsone, con il cielo nuvoloso che influisce sulla visibilità delle acque, che risultano molto torbide.

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