Le dimissioni del direttore delle Entrate

Maggioranza critica sull’addio di Ruffini: i risultati della lotta all’evasione merito del governo

Toni critici anche da Forza Italia e Lega per le accuse rivolte al Governo

di Redazione Roma

Meloni "2023 anno record per la lotta all'evasione fiscale"

2' di lettura

2' di lettura

 

Suscitano reazioni dalla maggioranza le dimissioni di Ernesto Maria Ruffini da direttore della’Agenzia delle Entrate accompagnate da critiche al governo («Non mi era mai capitato di vedere pubblici funzionari essere additati come estorsori di un pizzo di Stato, oppure sentir parlare di Agenzia delle Entrate che tiene in ostaggio le famiglie, come fosse un sequestratore»). La più caustica è la Lega che augura a Ruffini «le migliori fortune ma ben lontano dai portafogli degli italiani». Ma anche Fdi e Forza Italia non hanno apprezzato le parole usate da Ruffini per l’addio all’agenzia.

Loading...

Fdi: Ruffini si contraddice, risultati grazie a governo

Per Fratelli d’Italia nell’uscita di Ruffini c’è «un po’ di contraddizione in quanto lui prima evidenzia un certo malcelato disagio rispetto al fatto che doveva lavorare con un governo e una maggioranza che parlava di pizzo di Stato ed era poco attenta al tema dell’equità fiscale, poi invece dice che in questi anni ha avuto il massimo del risultati della lotta l’evasione e dal rientro l’evasione precedente» dice Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile economia di Fratelli d’Italia.

Lega: «I contribuenti onesti non vanno intimiditi»

«La lotta all’evasione fiscale è giusta e non a caso negli ultimi anni sono state recuperate cifre record (nel 2023, 24,7 miliardi: 4,5 miliardi in più rispetto al 2022) ma - sottolinea la Lega in una nota - un conto è contrastare chi non vuole pagare le tasse e un altro è vessare, intimidire e minacciare i contribuenti che hanno rispettato le regole con le oltre 3 milioni di lettere inviate sotto Natale. A Ruffini auguriamo le migliori fortune, ma ben lontano dai portafogli degli italiani».

Gasparri: Ruffini ma non si dia meriti che non ha

 

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ricorda di aver auspicato le dimissioni di Ruffini «visto il suo ruolo politico che mal si conciliava con una funzione così delicata». E aggiunge: «Nessuno lo critica per la lotta all’evasione che semmai è merito del governo di centrodestra che ha impartito le direttive giuste e attuato le politiche opportune. A differenza di altri governi. Il centrodestra sa coniugare l’equità fiscale e il taglio delle tasse con il contrasto all’evasione fiscale, difatti le entrate sono cresciute più che in altre fasi. Pertanto, Ruffini non si attribuisca meriti che non ha». «Ai maestri del conflitto di interesse - dice Gasparri - segnaliamo questo stile poco serio. Perché adesso Ruffini si dimette, ma solo dopo che abbiamo pubblicamente chiesto la sua uscita di scena».

Lupi: Stato perde funzionario e uomo di valore

Diversi i toni di un’altra forza di maggioranza ma di centro, area alla quale Ruffini è considerato vicino benché dal fronte dell’opposizione. «Sono sinceramente dispiaciuto per le dimissioni di Ernesto Maria Ruffini da direttore dell’Agenzia delle entrate - dice Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati -. L’amministrazione pubblica perde, non solo un funzionario capace ed efficiente, ma perde un uomo di valore, un servitore dello Stato che ha dimostrato di avere dei valori, in nome dei quali, com’è suo insindacabile diritto, partecipa alla vita pubblica dando il suo contributo di idee, riflessioni, giudizi».


Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti