Macchine per il vino, 2,5 miliardi di euro di export
Italia leader mondiale del settore con un attivo della bilancia commerciale di 2,1 miliardi. Salone Simei dal 12-15 novembre a Fiera Rho Milano
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Ci sono settori in Italia che a un primo sguardo possono sembrare di nicchia, ma che in realtà non lo sono affatto considerato i numeri che sviluppano e il contributo che sono in grado di dare alla bilancia commerciale del Paese. Tra questi c’è ad esempio il comparto delle macchine per l’enologia e l’imbottigliamento. Un comparto che qualcuno a torto potrebbe considerare quasi un indotto del vino e al traino di quest’ultimo ma che invece vanta una dimensione di business di tutto rispetto. Questo settore vivrà tra l’altro nei prossimi giorni (dal 12-15 novembre a Fiera Rho Milano) il proprio momento clou con il salone Simei, giunto quest’anno alla trentesima edizione.
Un comparto che registra quasi 2,5 miliardi di euro di export e una bilancia commerciale in attivo per più di 2,1 miliardi, e che con il 2023 ha messo a segno il definitivo recupero col ritorno ai livelli pre-covid.
Secondo le elaborazioni su dati Istat dell’Osservatorio del vino di Unione italiana vini (Uiv), il consuntivo dello scorso anno ha fatto segnare infatti un +18,5% rispetto al 2022 – che aveva di poco mancato il pareggio con il 2019 – e +13,2% rispetto alla performance pre-pandemica.
Questo trend positivo, confermato da una ulteriore crescita tendenziale del 12,7% delle vendite fuori confine nei primi 7 mesi di quest’anno (per un controvalore di quasi 1,6 miliardi di euro), salvo imprevisti dovrebbe portare il saldo di fine 2024 ad almeno 2,2 miliardi di euro.
«Si tratta di uno dei comparti con la più alta propensione all’export – spiega il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti –, un altro primato del made in Italy e un asset per l’intero settore vino e bevande che trova il suo punto di forza nella tecnologia e nell’innovazione».









