M5S in piazza contro il riarmo, presente una delegazione Pd (senza Schlein). Conte: siamo in centomila
L’opposizione si ritrova insieme anche al presidio al Pantheon contro il nuovo decreto sicurezza. A fianco degli studenti esponenti dem, Cinque Stelle, Avs e +Europa ma non Iv e Azione
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Bandiere del Movimento 5 stelle, bandiere della pace, qualche sparuta bandiera rossa, kefie palestinesi, ma anche cartelli e striscioni contro il riarmo, a difesa dell’Onu e per chiedere investimenti in istruzione e sanità. Si è mosso da piazza Vittorio Emanuele ai Fori Imperiali il corteo contro le scelte della commissione europea e del governo italiano in materia di politica internazionale e di investimenti per le spese militari. «Sono contento che oggi siano presenti le principali forze dell’opposizione perché oggi poniamo un pilastro solido alla costruzione di un’alternativa di governo. Il governo Meloni ha svenduto l’Italia alle esigenze della Germania su un progetto che disgregherà ulteriormente l’Europa e questo è un altro suo fallimento», dice Conte.
Conte: siamo in centomila!
«Un messaggio mi ha colpito in particolare, il signor Bruno sui social: “ho 93 anni, la guerra l’ho vista, non so quanto mi resta da vivere ma voglio venire in piazza a spiegare che la guerra fa male”. Dove sei Bruno? Eccolo! Non sei solo! Siamo in centomila mi dicono». Così, con un omaggio a quello che potrebbe essere il manifestante più anziano in piazza, il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ha iniziato il suo intervento dal palco dei Fori imperiali.
La convocazione “solitaria”
È duplice la sfida lanciata dal leader stellato Giuseppe Conte, con la convocazione “solitaria”, in origine, della manifestazione. Da un lato l’obiettivo è dimostrare che dopo aver toccato il fondo nelle urne europee del 2024, quando per la prima volta le sue liste sono scese sotto il 10 per cento in una consultazione elettorale nazionale, il Movimento è vivo e vegeto ed è in grado di trascinare in piazza qualche migliaio di attivisti e simpatizzanti (e le folte avanguardie già in piazza sembrano dimostrare la tenuta dell’organizzazione a 5 stelle); dall’altro che sollevare le bandiere della pace consente agli ex grillini ormai liberatisi della presenza ingombrante del fondatore di fare da punto di riferimento per un campo più ampio, quello appunto dei pacifisti di area cattolica o di sinistra radicale. Un biglietto da visita importante in vista di qualsiasi negoziato con le altre forze di centrosinistra per alleanze a livello locale, regionale o - in prospettiva - nazionale.
Conte: oggi poniamo un pilastro per alternativa a Meloni
I dem nella delegazione
Tra gli ospiti politici in piazza e sul palco anche una delegazione del Partito democratico guidata dal capogruppo al Senato Francesco Boccia e composta da parlamentari e componenti della segreteria nazionale (non la segretaria Elly Schlein) più i soci fondatori di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, e Maurizio Acerbo, attuale segretario di Rifondazione comunista. Tra gli speaker ai Fori imperiali presenti attivisti, giornalisti e intellettuali non solo strettamente “di area” (come Marco Travaglio, Tomaso Montanari, Barbara Spinelli) ma attivi nel mondo pacifista e cattolico come Alex Zanotelli e Flavio Lotti, dell’arcipelago ambientalista come Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dell’Anpi con il suo presidente Gianfranco Pagliarulo, o del mondo della cultura e della tv come lo storico Alessandro Barbero o il divulgatore scientifico Mario Tozzi. Coon interventi interventi dell’economista Jeffrey Sachs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga.









