Luna Rossa si qualifica per la finale della Louis Vuitton Cup contro Ineos Britannia
Luna Rossa batte American Magic e si guadagna un posto nella finale della Louis Vuitton Cup contro Ineos Britannia
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Ed eccola la Luna Rossa che vogliamo vedere, piena di riflessi d’argento, potente, forte. Prima senza dubbi, tentennamenti. E’ così che ha conquistato il quinto punto e ultimo punto necessario per battere American Magic e dunque l’accesso alla finale della Louis Vuitton Cup, che affronterà contro Ineos Britannia.
Finale di regata in netto vantaggio
Luna Rossa Prada Pirelli ha dominato la regata con American Magic finendo con un vantaggio consistente: dopo una scaramuccia iniziale in partenza hanno conquistato il comando con una manovra tipica del match race. Si chiama hook, (come Captain Hook, Capitano Uncino), in pratica quando l’avversario vira davanti per coprire lo si affianca a tutta birra sottovento e sfruttando la velocità maggiore lo si stringe al vento e si esce dalla sua prua costringendolo a virare di nuovo. Ieri è riuscita perfettamente a Jimmy Spithill.
Da quel momento, alla fine della prima bolina è stato un controllo continuo. Alla fine della regata l’equipaggio si è scatenato, anche con qualche espressione colorita, in un momento di gioia molto italiano.
“Non ci saremmo accontentati di finire la nostra partecipazione qui nelle semifinali. Abbiamo una barca veloce, la sappiamo usare e faremo nei prossimi giorni piccole modifiche per perfezionare le sue prestazioni – ha detto il timoniere di sinistra Francesco “Checco” Bruni - continuiamo con il nostro ritmo, un poco di riposo e poi di nuovo in mare per provare. Ma senza esagerare. Meglio delle uscite di qualità, che non ci stancano. Gli americani sono stati un avversario che ci ha allenato e abbiamo imparato molto da loro. Ma anche dagli altri team che guardiamo sempre. Qualche volta insegna di più il video che l’incontro diretto”.
Adesso gli americani che hanno combattuto con onore, e ogni giorno hanno cercato con decisione la vittoria, dovranno rinunciare la sogno di portare la America’s Cup nelle auguste sale del New York Yacht Club che l’ha “posseduta” per 132 anni e dopo la sconfitta del 1983 non si è mai riavvicinato alla possibilità di riportarla a casa. Dunque grande gioia in casa Prada Pirelli, con entusiasmo alle stelle dopo la brutta giornata che è costata due sconfitte con la rottura del trasto della randa, riparato e reso più solido nella notte.









