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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Leonardo Maria Del Vecchio ha inviato lo scorso 29 agosto una lettera formale ai Commissaires aux Comptes di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, chiedendo loro di avviare un’indagine su una serie di criticità riscontrate nella gestione del board della holding, partendo da una serie di conflitti di interesse che sarebbero in capo ad alcuni consiglieri.
L’iniziativa arriva in un momento in cui Leonardo Maria Del Vecchio ha di recente sciolto gli incarichi operativi che lo legavano a EssilorLuxottica. E così, nel suo ruolo “esclusivo” di azionista, l’imprenditore ha chiesto più trasparenza nel sistema che governa la holding a capo di Essilor Luxottica (32%) e di realtà di spicco nel mondo bancario assicurativo con quote in Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,8%).
In una lunga missiva, visionata da Il Sole 24Ore, l’erede rilancia con decisione una serie di istanze di trasparenza sulla gestione della holding di famiglia, come richiesta di una verifica indipendente nell’interesse di tutti i soci.
La mancanza di trasparenza
Diversi i punti passati a setaccio. Tra questi, si legge, l’erede lamenta che le proprie richieste di documenti a Delfin siano state sistematicamente respinte nel corso del tempo, come le informazioni sulla composizione del patrimonio della holding richieste dai suoi consulenti fiscali. L’ultima richiesta, datata 3 luglio 2026 sarebbe stata di fatto respinta dal Board. Inoltre Leonardo Maria torna sul piano di ascesa in Delfin con l’acquisto delle quote di Luca e Paola e, stando alla ricostruzione riportata nella lettera, lamenta l’atteggiamento del board in riferimento all’impegno del riacquisto delle azioni che lui avrebbe rilevato dai fratelli. «I membri del Consiglio di Amministrazione, tuttavia, hanno assunto nel tempo posizioni incoerenti: inizialmente indicando la disponibilità di Delfin a sostenere l’operazione, successivamente subordinando tale sostegno all’approvazione degli azionisti – dapprima a maggioranza semplice, poi a maggioranza qualificata – e infine avviando discussioni separate soltanto con alcuni azionisti», è scritto nel documento.