Le giovani vogliono poter scegliere sul lavoro e in famiglia
Dall’avere figli alla professione, dalla città in cui vivere agli impegni sociali. La GenZ ha le idee chiare e sa anche fare network per raggiungere i propri obiettivi
di Livia Zancaner
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
Flessibilità, autonomia, consapevolezza, esigenza di fare rete. Le giovani italiane tra i 25 e i 35 anni vogliono di più e sono a un punto di rottura e svolta rispetto alle generazioni passate. Nell’incertezza scelgono l’indipendenza, la ricerca del proprio spazio, la possibilità di scegliere nel lavoro e in famiglia. Per loro la pandemia ha significato, a volte, uno spartiacque e un'opportunità, in un contesto di crisi economica in cui aumentano le dimissioni, la crescita occupazionale è legata per lo più agli uomini e agli over 50, la natalità è ancora ai minimi.
Dunque, cosa vogliono oggi le giovani donne? Quali ostacoli incontrano? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro.
Più consapevolezza
«Il quesito che arriva dopo o durante un periodo di crisi è: io che cosa voglio? La mia vita mi somiglia?». È la domanda chiave alla base del progetto creato nel 2020 da Paolina Consiglieri, 28 anni, fondatrice dell'associazione Non è tutto Rosa. Paolina ha lavorato 6 anni in un'azienda di abbigliamento, si è licenziata durante il covid e ha creato un network per motivare donne e ragazze. Con lei Roberta Bonacossa , 29 anni, laurea in giurisprudenza e master in cooperazione internazionale, si occupa di sostenibilità ed è co-fondatrice di Change For Planet, un’associazione di giovani per l'ambiente.
Nel 2021 ha partecipato come delegata alla COP26 di Glasgow, negli ultimi mesi si è licenziata e ha aperto la partita iva: «Il primo passo per capire cosa voglio. Il mio obiettivo è il lavoro come passione» spiega Roberta. Le giovani donne scelgono di mettersi in proprio, prendersi il proprio spazio, trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata. Cercano flessibilità e figure di riferimento, anche se in tal senso «in Italia c'è un buco nero», sottolineano dall'associazione.
«A noi si rivolgono neolaureate che non sanno come e se sfruttare il proprio percorso di studio e alla fine molte cambiano completamente strada – sottolinea Paolina - Poi ci sono le 35-40enni che odiano il proprio lavoro, ma per questioni di stabilità e famiglia non lo lasciano. Sono donne che non hanno mai lavorato sulla propria consapevolezza: è un percorso che bisogna iniziare al liceo o anche prima». E così c'è chi dopo 10 anni di studi in legge decide di aprire un brand di borse a Taormina o chi, seguendo l'esempio della collega, si licenzia.








