Le foto premiate al Sony World Photography Awards in mostra a Milano
Al Museo Diocesano Carlo Maria Martini una ricca selezione delle immagini vincitrici e finaliste dell’edizione 2026
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Le imperdibili fotografie premiate al Sony World Photography Awards 2026 arrivano a Milano e ancora una volta ad ospitarle è il Museo Diocesano Carlo Maria Martini. Con la curatela di Barbara Silbe, l’esposizione presenta una ricca selezione delle immagini vincitrici e finaliste dell’edizione 2026 del concorso internazionale organizzato dalla World Photography Organisation, offrendo al pubblico uno sguardo sulle migliori espressioni della fotografia contemporanea.
Tra le opere protagoniste della mostra figurano anche quelle di Citlali Fabián, vincitrice del titolo di Photographer of the Year 2026 con il progetto “Bilha, Stories of my Sisters”.
Attraverso immagini che intrecciano memoria, identità e appartenenza culturale, il lavoro dell’artista propone una riflessione sul ruolo delle comunità indigene e sulla trasmissione delle tradizioni, combinando abilità tecnica e un racconto di forte impatto.
Gli italiani in mostra
In mostra, tra gli altri, anche i 4 italiani che si sono posizionati sul podio in 3 categorie del premio Professional: Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni, vincitori della categoria Ritratto con la serie “The Faithful””, e Federico Borrella al terzo posto della stessa categoria con la serie “Koryo-Saram: How Descendants of Deported USSR Koreans Are Rediscovering Their Roots in Uzbekistan”. Matteo Trevisan al secondo posto della categoria Ambiente con la serie “Jinê Land: Where Women Keep the Earth Alive”, e Daniele Vita al terzo posto della categoria Still Life con la serie “The Bronte Pistachio”. Di grande rilevanza anche lo scatto di Giulia Pissagroia che si è aggiudicato la vittoria nella categoria Street Photography del premio Open.
Subito all’ingresso della mostra le foto di Santiago Mesa con la serie Under the Shadow of Coca, incoronate dal Documentary Project. Poiché non ho cambiato parere, e anzi, rivedendole nel nuovo allestimento ne sono ancor più convinto, questo progetto che fa emergere la realtà dei coltivatori di coca (in particolare quelli del distretto rurale di Putumayo, nella Colombia del sud), per i quali questa attività continua a essere l’unica economicamente in grado di dar loro sostentamento, ritengo sia il lavoro più eloquente in assoluto.







