Arte

Le foto premiate al Sony World Photography Awards in mostra a Milano

Al Museo Diocesano Carlo Maria Martini una ricca selezione delle immagini vincitrici e finaliste dell’edizione 2026

di Stefano Biolchini

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Le imperdibili fotografie premiate al Sony World Photography Awards 2026 arrivano a Milano e ancora una volta ad ospitarle è il Museo Diocesano Carlo Maria Martini. Con la curatela di Barbara Silbe, l’esposizione presenta una ricca selezione delle immagini vincitrici e finaliste dell’edizione 2026 del concorso internazionale organizzato dalla World Photography Organisation, offrendo al pubblico uno sguardo sulle migliori espressioni della fotografia contemporanea.

Tra le opere protagoniste della mostra figurano anche quelle di Citlali Fabián, vincitrice del titolo di Photographer of the Year 2026 con il progetto “Bilha, Stories of my Sisters”.

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Attraverso immagini che intrecciano memoria, identità e appartenenza culturale, il lavoro dell’artista propone una riflessione sul ruolo delle comunità indigene e sulla trasmissione delle tradizioni, combinando abilità tecnica e un racconto di forte impatto.

Gli italiani in mostra

In mostra, tra gli altri, anche i 4 italiani che si sono posizionati sul podio in 3 categorie del premio Professional: Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni, vincitori della categoria Ritratto con la serie “The Faithful””, e Federico Borrella al terzo posto della stessa categoria con la serie “Koryo-Saram: How Descendants of Deported USSR Koreans Are Rediscovering Their Roots in Uzbekistan”. Matteo Trevisan al secondo posto della categoria Ambiente con la serie “Jinê Land: Where Women Keep the Earth Alive”, e Daniele Vita al terzo posto della categoria Still Life con la serie “The Bronte Pistachio”. Di grande rilevanza anche lo scatto di Giulia Pissagroia che si è aggiudicato la vittoria nella categoria Street Photography del premio Open.

Subito all’ingresso della mostra le foto di Santiago Mesa con la serie Under the Shadow of Coca, incoronate dal Documentary Project. Poiché non ho cambiato parere, e anzi, rivedendole nel nuovo allestimento ne sono ancor più convinto, questo progetto che fa emergere la realtà dei coltivatori di coca (in particolare quelli del distretto rurale di Putumayo, nella Colombia del sud), per i quali questa attività continua a essere l’unica economicamente in grado di dar loro sostentamento, ritengo sia il lavoro più eloquente in assoluto.

Immagini anche crude, in grado di testimoniare le attività di questi contadini e famiglie la cui sussitenza dipende da questa economia illecita modellata dalla povertà, oltre che le attività dei membri del gruppo armato dei “Comandos de la frontera”, che controllano il territorio e il commercio della coca.

E visto che ci siamo, per dovere di critica, lo diciamo fin da subito: finalmente i lavori presentati sono correttamente fruibili e la lettura si fa spunto di riflessione come è giusto che sia, perché il confronto con quanto presentato a Londra alla Somerset House - con le fotografie collocate in maniera a dir poco inusuale, se non talvolta perfino inspiegabile - è assolutamente a favore di questa “seconda versione milanese” della rassegna.

Giunti alla loro XIX edizione, i Sony World Photography Awards rappresentano uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alla fotografia contemporanea. L’edizione 2026 ha raccolto oltre 430.000 immagini provenienti da più di 200 Paesi e territori, confermando il ruolo del premio come piattaforma globale capace di valorizzare nuovi talenti e fotografi affermati, oltre a promuovere il potere della fotografia come linguaggio universale di racconto e interpretazione del mondo e a offrire una prospettiva autorevole sull’arte della fotografia in continua evoluzione.

Il percorso espositivo includerà inoltre una selezione di immagini provenienti dalle competizioni Professional, Open, Student e Youth, attraversando generi e linguaggi differenti: dalla fotografia documentaria al ritratto, dal paesaggio alla fotografia naturalistica, fino ai progetti dedicati all’architettura, allo sport e alla fotografia di strada.

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Stéphane Labrousse, Country Head di Sony in Italia

“Portare nuovamente in Italia la mostra dei Sony World Photography Awards è per noi motivo di grande soddisfazione, dichiara Stéphane Labrousse, Country Head di Sony in Italia, perché rappresenta un’opportunità concreta per avvicinare il pubblico italiano ai migliori progetti della fotografia contemporanea internazionale e creare un punto di incontro tra culture, linguaggi e visioni provenienti da tutto il mondo. I Sony World Photography Awards raccontano il mondo attraverso prospettive e sensibilità differenti: dai professionisti affermati ai giovani talenti, dalle scuole di fotografia agli appassionati. È proprio questa apertura a rendere il premio un progetto unico, articolato nelle quattro competizioni Professional, Open, Youth e Studente. Vorrei infine sottolineare come la collaborazione tra Sony e World Photography Organisation, attiva fin dalla nascita del premio, rifletta la volontà dell’azienda di sostenere concretamente il mondo della fotografia: non soltanto attraverso l’innovazione tecnologica, ma anche promuovendo visibilità, opportunità e valorizzazione per la comunità fotografica internazionale.”

Barbara Silbe, la curatrice

“La fotografia continua a confermare il suo ruolo fondamentale di testimonianza e memoria della società contemporanea, permettendoci di osservare il mondo, comprenderlo e riconoscerci nelle storie degli altri” - afferma Barbara Silbe - “Anche quest’anno ho voluto costruire una rilettura italiana dei Sony World Photography Awards, partendo dalla curatela londinese, ma introducendo nuovi elementi nel percorso espositivo del Museo Diocesano di Milano. La mostra mette al centro l’esperienza umana e le grandi storie del nostro tempo: dai cambiamenti climatici ai diritti, dalle disuguaglianze alla scienza. Accanto ai vincitori delle categorie professionali, abbiamo scelto di dare ampio spazio anche agli emergenti, ai giovanissimi e ai fotografi finalisti non premiati, perché proprio da quel bacino emergono spesso opere straordinarie che meritano visibilità. Ci è inoltre sembrato interessante presentare ai visitatori anche una selezione delle foto “finaliste”, selezionate cioè dalla giuria inglese per la rosa dei candidati, ma che non hanno ricevuto premi, perché anche in questo caso ci sono immagini che meritano di essere valorizzate.”

“Essere al fianco della mostra dei Sony World Photography Awards rappresenta per Mitsubishi Electric un impegno concreto nel sostenere la diffusione della cultura visiva e nel contribuire alla valorizzazione dell’arte contemporanea. In qualità di partner, crediamo che la tecnologia e le nostre soluzioni possano svolgere un ruolo importante non solo nella conservazione delle opere, ma anche nel migliorare l’esperienza di fruizione per il pubblico. È proprio in questa direzione che si inserisce il programma Mitsubishi Electric Climatizza l’Arte, attraverso il quale mettiamo le nostre competenze al servizio di istituzioni e progetti culturali, sviluppando soluzioni in grado di garantire condizioni ambientali controllate e stabili. Un approccio che ci consente di accompagnare concretamente il mondo della cultura, coniugando innovazione, sostenibilità e responsabilità”, dichiara Raffaella Fusetti, Marketing and Communication Manager di Mitsubishi Electric filiale italiana.

Sony World Photography Awards 2026, a cura di Barbara Silbe, Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini, fino al 4 ottobre

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