L’Abu Dhabi Global Market, attraverso il proprio framework sui digital assets, si propone come piattaforma regolata e connessa a una rete globale di regolatori e hub fintech, offrendo alle imprese del settore una base da cui espandersi su più mercati.
Secondo un’analisi pubblicata sui quotidiani locali, il Paese ha ricevuto oltre 56 miliardi di dollari in crypto tra il 2024 e il 2025, mentre le transazioni di taglio istituzionale risultano tra i segmenti in più rapida crescita. Questo suggerisce che l’espansione locale non sia trainata soltanto dall’adozione retail o dalla curiosità dei consumatori, ma anche da family office, investitori ad alta patrimonializzazione e operatori professionali che cercano un ambiente compatibile con esigenze di compliance, banking e regolamento in valuta locale.
Trend di mercato
Secondo Grand View Research, il mercato crypto degli UAE avrebbe generato 104 milioni di dollari di ricavi nel 2025 e potrebbe raggiungere 290 milioni entro il 2033, con una crescita media annua del 13,9% dal 2026 al 2033. Pur trattandosi di una stima di settore, il dato contribuisce a descrivere un comparto che non appare più marginale, ma in progressiva strutturazione.
Negli UAE, il Digital Dirham sta emergendo come uno dei tasselli più rilevanti dell’evoluzione finanziaria nazionale. Secondo Gulf News, dopo i progetti pilota e i primi passaggi normativi, l’obiettivo sarebbe arrivare a un utilizzo più esteso in ambiti peer-to-peer, commerciali e transfrontalieri.
Da quest’anno, la Banca Centrale degli UAE registra USDU, indicata come prima stablecoin domestica ancorata al dollaro e sostenuta da banche locali, mentre la stablecoin in dirham DDSC ha ottenuto un via libera che ne apre la distribuzione attraverso exchange regolati a Dubai, con possibili sbocchi futuri nei pagamenti retail e merchant. Ovviamente, l’unica valuta ufficiale resta il dirham.