Immigrazione

Lavoro extra Ue, boom di posti per ex stagionali. Traina il Veneto

L’esclusione dalle quote fissate dai decreti flussi ha spinto le richieste di conversione dei permessi: nel 2025 sono state oltre 24mila

di Bianca Lucia Mazzei e Valentina Melis

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L’esclusione da quote e click day ha fatto lievitare le domande di conversione dei permessi di soggiorno rilasciati a cittadini extraeuropei per lavoro stagionale in permessi per lavoro subordinato. In base ai dati forniti dal ministero dell’Interno al Sole 24 Ore del Lunedì, le richieste nel 2025 sono state oltre 24mila, quasi il quintuplo dei 5mila posti che erano stati messi a disposizione dal decreto flussi triennale 2023-2025 (Dpcm 27 settembre 2023) prima che, a fine 2024, il decreto legge 145 cancellasse sia l’obbligo di passare per i click day (le domande possono essere presentate in qualsiasi momento dell’anno) sia le quote.

Il 2025 è stato infatti il primo anno in cui le istanze di conversione non sono state soggette ai tetti numerici annuali. Ed è stata questa liberalizzazione a spingere le richieste: nel 2024 erano state infatti 8mila, a fronte dei 4mila posti previsti per quell’anno.

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I canali senza click day

Ci sono altre tre vie che permettono a cittadini extracomunitari di lavorare in Italia senza passare per il farraginoso meccanismo dei click day. In primo luogo la formazione all’estero, esclusa da quote e click day dal decreto legge Cutro (il Dl 20/2023). I progetti approvati dal ministero del Lavoro coinvolgono oltre 7mila persone, i corsi avviati sono 91 e hanno già partecipato 3.567 lavoratori. Rimangono però difficoltà nella procedura di ingresso in Italia, che richiede a volte tempi lunghi.

Il decreto Cutro ha anche eliminato quote e click day per la conversione dei permessi di studio in permessi per lavoro subordinato o autonomo.

Niente click day anche per le badanti di anziani over 80 e di persone disabili (Dl 145/2024) e per le baby sitter di bambini fino a sei anni (Dl 146/2025). Per queste figure sono stati previsti 10mila posti annuali extra quote, per ciascuno degli anni dal 2025 al 2028.

Seppure in crescita, le vie alternative ai click day riguardano comunque una minoranza di lavoratori rispetto a quelli ammessi in base ai decreti flussi (circa 165mila all’anno nel triennio 2026-2028), che però solo in piccola parte arrivano a sottoscrivere contratti regolari.

LA MAPPA

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Settori e territori

Il 45% delle richieste di conversione del permesso di lavoro da stagionale a subordinato (a tempo determinato o indeterminato) proviene dalle Regioni del Nord e in particolare dal Veneto, dal quale è arrivato oltre un quarto delle domande. Le istanze presentate nel Sud sono state invece il 35% e quelle provenienti dalle Regioni del Centro il 20 per cento. La gran parte delle richieste (il 94,7%) ha riguardato il settore agroalimentare. «Abbiamo insistito per l’esclusione dalle quote perché eravamo consapevoli di quanto fosse importante per i datori di lavoro», dice Romano Magrini, responsabile dell’area lavoro di Coldiretti.

Seguono, con percentuali molto più basse, i servizi turistici (3,2%) e poi con quote residuali: pesca, trasporto, assistenza familiare, telecomunicazioni, edilizia, meccanica e costruzioni.

La conversione da stagionale a non stagionaledeve essere chiesta mentre il permesso è ancora valido. Non ci sono vincoli di settore: un lavoratore extra Ue entrato in Italia come stagionale nell’agricoltura può quindi essere assunto in edilizia, logistica, industria, e così via. Ciò che conta è che il nuovo contratto sia registrato e conforme ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi. Quasi il 94% delle domande ha riguardato contratti a tempo determinato e solo il 6% contratti a tempo indeterminato.

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