Strategie

Laboratorio multimarca: le boutique al centro del rilancio del made in Italy

I progetti di Maura Basili, presidente di Camera Buyer Italia: «Formare una piattaforma internazionale e inserire i negozi nei circuiti turistici, da promuovere come eccellenze del territorio»

di Chiara Beghelli

L’interno di Anteprima, boutique di Matera

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L’unicità del sistema moda italiano non è espressa solo a monte, dalla peculiarità e ricchezza della sua filiera manifatturiera, ma anche, a valle, dalle sue boutique multimarca. Non è un caso che l’Italia sia il solo Paese al mondo ad avere un’organizzazione che comprende, tutela e valorizza queste imprese: la Camera Buyer Italia, fondata 26 anni fa, dal 2023 guidata da Maura Basili, manager di lunga e articolata esperienza, che con coraggio e visione è impegnata sia nel tutelare la storia di questi negozi, spesso con diversi decenni di attività alle spalle, sia nel portarli nel futuro, con progetti di grande innovatività. Il più recente è l’accordo con tre negozi europei e rispettivi proprietari, che saranno ambassador di Camera Buyer Italia nei loro Paesi e che insieme agli italiani daranno vita a un network internazionale autorevole e strutturato delle migliori boutique indipendenti del lusso, per costruire una voce comune nei confronti di brand, istituzioni e principali player del sistema moda: si tratta di Luis Sans di Santa Eulalia per la Spagna, di Lars Braun di Braun Hamburg per Germania, Austria e Svizzera, e di Luc Dheedene di Verso per il Benelux. «Ci confronteremo su dati e strategie per il futuro, condivideremo esperienze, visioni e best practice – dice Maura Basili –. Oggi i prodotti sono globali e lavorare insieme è necessario».

Maura Basili, presidente di Camera Buyer Italia dal 2023

Nonostante il rallentamento dei consumi, che ha colpito in special modo proprio i multibrand, l’evoluzione degli stessi può portar loro nuova linfa: «Per ripartire la moda e il lusso hanno bisogno di ritrovare l’esclusività, la propensione alla ricerca, e ricordare che chi decide il successo di un brand è il consumatore finale. I multibrand sono da sempre stati punti di raccordo fra i marchi e i clienti; li hanno scelti, proposti e promossi, con una stretta e durevole relazione, che molti marchi purtroppo hanno scelto di dimenticare (il riferimento è alla cruciale evoluzione che 20 anni fa portò al proliferare dei negozi monomarca, direttamente gestiti dai brand, e che hanno penalizzato la loro presenza nelle boutique multimarca, ndr). Credo che il marketing sia soprattutto analizzare il marciapiede, il mercato. Ed è quello al quale lavoreremo ancora tutti insieme: investire nella promozione collettiva di marchi alternativi a quelli mainstream, proprio perché le persone oggi chiedono questo: ricerca e vera esclusività, non di trovare le stesse cose in tutto il mondo».

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La boutique Braun di Ambrugo

In questo senso, la vulcanica presidente di Camera Buyer sta lavorando anche a un altro, ambizioso progetto: «L’aumento dei turisti stranieri in Italia ci offre una grande opportunità – prosegue –, quella di inserire i nostri negozi storici nei circuiti di conoscenza di una città e di un territorio, come espressione della loro storia e cultura, proprio come le eccellenze enogastronomiche o i tesori d’arte. È un aspetto nel quale investiremo, in collaborazione anche con hotel e compagnie di crociera». Tutto questo servirà ad alimentare e incoraggiare anche una nuova generazione di imprenditori dei multibrand: «Nei negozi si stanno affacciando le nuove generazioni, un patrimonio che vogliamo ascoltare e valorizzare sempre di più per capire gli orientamenti dei clienti e saperli interpretare – dice Basili –. Per esempio, molti stanno già investendo nel vintage, una categoria che appassiona molto le nuove generazioni. Ma quello che credo manchi di più alla moda oggi è il coraggio di guardare oltre la finanza, verso la creatività e lo stile, che ora dalla finanza sono come incatenati».

Intanto, con questo afflato globale, si guarda già oltre l’Europa: «Entro la fine dell’anno vorremo inglobare anche i primi multibrand statunitensi», conclude la presidente.

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