La tragedia, la vendetta e la nascita della giustizia impersonale
L’idea di giustizia acquisisce un significato nuovo e conflittuale con l’affermarsi della tragedia greca, dove gli eroi tragici sono colpevoli e innocenti allo stesso tempo
di Vittorio Pelligra
8' di lettura
I punti chiave
- Gli inganni del caso
- Il sacrificio di una figlia
- Il dilemma etico che affiora
- Una filosofia primitiva per alcuni
- La libertà nascosta
- Il rispetto del principio morale
- La reciprocità del contraccambio
- L’ottimismo di Agamennone
- La vendetta del figlio
- La saggezza attraverso la sofferenza
- La civiltà della giustizia
8' di lettura
Con l'affermarsi della tragedia greca l'idea di giustizia assume un significato nuovo, una dimensione conflittuale, un tono oscuro. Come ci spiega Hegel, infatti, “gli eroi tragici sono [al contempo] sia colpevoli che innocenti”. È tragica quella situazione nella quale il destino di persone buone viene stravolto da avvenimenti e circostanze che essi non possono controllare e perché si trovano al di fuori della loro sfera di influenza e inducono quelle stesse persone buone a compiere azioni malvagie, contrarie ai loro e ai nostri principii.
Gli inganni del caso
In alcuni casi essi sono ingannati dal caso, in altri agiscono malamente ma non intenzionalmente, altri, ancora, non agiscono affatto e la loro unica colpa è la sola omissione. Ma la vera essenza del conflitto tragico si trova in quelle situazioni nelle quali, al contrario, il male è agito senza costrizione, volontariamente e coscientemente ma sempre in circostanze lo rendono, in qualche modo, inevitabile.
Nella poesia di Eschilo, il primo tragico, questo è particolarmente evidente. Si pensi ad Agamennone, protagonista della prima delle tre opere del ciclo dell'Orestea, che sceglie di sacrificare la figlia Ifigenia per placare l'ira di Artemide e propiziare la partenza alla volta di Troia, della flotta achea, che la dea aveva inchiodato in Aulide con un'interminabile bonaccia.
Il sacrificio di una figlia
Sacrificare la più bella delle figlie o lasciare languire la flotta in balia dell'ira degli dèi? Queste sono le alternative che si pongono ad Agamennone. Ognuna delle quali produce conseguenze malvage, genera conseguenze nefaste; eppure, non si può non scegliere. Qual è, dunque, il posto della giustizia in questo contesto tragico? È possibile trovare una saggia guida in simili circostanze? Secondo non pochi filosofi, da Socrate a Kant, fino a Sartre, la risposta a tale quesito è negativa.
Per questo, spesso, la tragedia eschilea viene considerata primitiva da un punto di vista filosofico, basata, com'è su dilemmi che un'etica sofisticata sarebbe in grado di sciogliere facilmente. Sentiamo Socrate, per esempio, affermare nell'Eutifrone, che le storie dove si oppongono due pretese di diritto ripugnano alla ragione proprio perché affermano una contraddizione e le cose non possono essere “sante” e “non-sante” allo stesso tempo.









