Ortofrutta

La strategia della Pera dell’Emilia Romagna Igp contro la crisi del settore

Il frutto Igp è andato controcorrente, passando dai 700 ettari del 2016-2017 ai circa 3.600 del 2025: i pericoltori ci puntano per tornare a crescere nel futuro

Buoni risultati per la Pera dell’Emilia Romagna Igp

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Basterebbe la Pera dell’Emilia Romagna Igp per coprire da sola praticamente tutti i consumi nazionali di questo frutto, il preferito da 13 italiani su 100. E, con qualche innovazione in campo, se ne potrebbe ottenere anche una discreta quantità da vendere sui mercati internazionali. Ma oggi non è (ancora) così. La regione che rappresenta il cuore della produzione nazionale (61% del totale) ha un potenziale produttivo di 90mila tonnellate di pere Igp ma ne commercia meno di 5mila e vi destina il 34% delle superficie coltivate a pere. Eppure questa nicchia d’eccellenza è quella che ha dimostrato di saper reggere meglio le recenti difficoltà vissute dal comparto e quella su cui i pericoltori puntano per tornare a crescere nel futuro dopo anni travagliati e tutti in salita.

La combinazione tra l’aumento delle avversità in campo e l’impossibilità di fronteggiarle a causa della stretta Ue sui mezzi di difesa, la presenza di eventi climatici estremi, l’aumento dei costi produttivi e la crisi dei consumi ha messo in ginocchio la pericoltura italiana, dimezzandone in dieci anni la superficie e la produzione (oggi 365mila tonnellate ottenute da 19.600 ettari), facendole perdere terreno sui mercati esteri (dove i consumi restano positivi) e aprendo spazi ai frutti d’importazione, arrivati a oltre 120mila tonnellate.

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Una tempesta perfetta che ha messo seriamente a rischio la sopravvivenza della pericoltura in Italia. Soprattutto in Emilia Romagna, dove dei 18.300 ettari del 2018 oggi ne sono rimasti solo 10.500 e dove, in dieci anni il raccolto è diminuito di oltre il 45%, fermandosi a 226mila tonnellate.

Nel frattempo la Pera dell’Emilia Romagna Igp è andata controcorrente, passando dai 700 ettari del 2016-2017 ai circa 3.600 del 2025 e aumentando le vendite, con la campagna 2025/2026 che registra il raddoppio delle quantità vendute rispetto a quella precedente.

Un risultato frutto di uno sforzo di sistema, avviato nel 2021 con la nascita di Unapera, l’associazione di organizzazioni di produttori (Aop) che ha concentrato l’offerta e centralizzato le attività di settore, dal marketing al commerciale. E che ha lavorato molto sulla ricerca agronomica e tecnica anche su aspetti poco noti (come il ricorso alle tecniche di evoluzione assistita), per rilanciare alcune varietà e creare impianti più resistenti, anche con il sostegno economico della regione Emilia-Romagna.

Salvate dall’estinzione le pere emiliano-romagnole, si è puntato sul bollino Igp come sigillo di qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare e come icona di riconoscibilità presso i consumatori. La conferma viene dalla nuova campagna di comunicazione, finanziata dalla Regione, che è partita a novembre e che proseguirà sino a gennaio 2026 con un’ampia pianificazione su televisione, radio, stampa e digital.

L’obiettivo è quello di conquistare nuovi target, in particolare quelli più giovani visto che la pera è consumata soprattutto dagli over 55. Se questi appassionati di Kaiser, Williams e Abate Fétel non si fanno problemi nel gustarle in diversi momenti della giornata, per i giovani non è ancora così. La pera resta un frutto da fine pasto e non è ancora considerato uno snack salutare dopo la palestra, una merenda genuina per i ragazzi o un ingrediente perfetto in una sana prima colazione. Dunque la conquista di nuovi target di consumo passa proprio attraverso la comunicazione delle tante occasioni in cui può essere gustato questo frutto, straordinariamente versatile anche negli abbinamenti gastronomici. E qui entrano in gioco i sei tra chef, mixologist e pastry chef nominati ambassador del progetto “Il perfetto frutto gourmand” con le loro 12 ricette creative che interpretano la pera in un’ottica molto contemporanea, dal Fegato di rana pescatrice e pera ossidata al Peramisù.
Un approccio innovativo, sostenuto da una campagna di comunicazione multicanale, per far conoscere le potenzialità della Pera dell’Emilia Romagna Igp nel canale Horeca e stimolarne l’utilizzo tra i professionisti del settore, con il doppio beneficio di sviluppare nuove opportunità commerciali e di incontrare un pubblico più ampio in un contesto di consumo extradomestico.

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