L’emergenza

La scarsità di farmaci ha raggiunto livelli record: la situazione in Italia e nella Ue

Le cause sono note: problemi produttivi, scarsità di principi attivi, concentrazione della produzione in Asia e fragilità logistiche. A cui si aggiunge un tema di capillarità informativa

di Francesca Cerati

(AdobeStock)

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In Italia il fenomeno delle carenze di medicinali ha raggiunto ad agosto proporzioni record. Secondo i dati di Aifa e Sifo, oltre 4.000 farmaci risultavano carenti, tra cui antibiotici, antitumorali, anticoagulanti e prodotti di uso comune come analgesici e antidepressivi. A metà ottobre l’elenco aggiornato dell’Agenzia contava quasi 3.000 voci: il broncodilatatore essenziale per chi soffre d’asma o broncospasmo salbutamolo è tra i più difficili da reperire, anche nelle versioni equivalenti. Le segnalazioni arrivano da tutta Italia. Assoutenti parla di genitori costretti a “girare decine di farmacie” per trovare i medicinali essenziali.

La stessa emergenza colpisce gli ospedali: oncologi del Policlinico Gemelli di Roma e farmacisti ospedalieri di Palermo e Udine riferiscono difficoltà nel reperire molecole fondamentali come vincristina, capecitabina e lenalidomide, utilizzate nei protocolli antitumorali. In diversi casi si è dovuto ricorrere all’importazione dall’estero o a protocolli terapeutici sostitutivi, con conseguenze pesanti per la continuità delle cure. Come conferma lo studio Sifo-Aifa 2024 da cui emerge che il 97% dei sanitari ha dovuto gestire pazienti in attesa di farmaci non disponibili, con effetti su continuità terapeutica e fiducia nel sistema. Le cause sono note: problemi produttivi, scarsità di principi attivi, concentrazione della produzione in Asia e fragilità logistiche. A ciò si aggiunge la frammentazione del sistema di segnalazione: sebbene l’Aifa disponga di un elenco aggiornato e blocchi temporanei all’export, i flussi informativi tra aziende, regioni e farmacie non sono sempre tempestivi. Lo strumento DruGhost, sviluppato da Sifo e Aifa, sta migliorando la capacità di monitoraggio, ma la raccolta e condivisione dei dati resta disomogenea.

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Il governo ha annunciato un piano per la sicurezza dell’approvvigionamento con procedure di importazione accelerate, incentivi alla produzione nazionale e un portale per la tracciabilità. Tuttavia, le misure sono ancora in definizione.

C’è poi il nodo dei farmaci equivalenti (o generici) che è cruciale. Come ricorda Stefano Collatina, presidente di Egualia, se i prezzi restano fermi mentre i costi aumentano, molte aziende abbandoneranno i medicinali essenziali. Il settore, sostiene, non chiede sussidi ma “regole sostenibili”: gare multi-aggiudicatarie, basi d’asta realistiche, incentivi alla produzione europea e revisione del payback.

Gli equivalenti garantiscono l’accesso a cure di base per milioni di pazienti e rappresentano la spina dorsale del Servizio sanitario. La loro sostenibilità economica è quindi anche una questione di sicurezza nazionale, come sottolineano Nomisma e gli analisti del settore, che collegano la crisi alle dinamiche globali di approvvigionamento dei principi attivi.

Sul fronte normativo, il nuovo Testo unico della legislazione farmaceutica, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, si propone di riformare l’intera filiera: dalla produzione alla distribuzione, fino alla disponibilità dei medicinali nelle farmacie. Tra i suoi obiettivi rientra proprio la tutela dell’approvvigionamento e la valorizzazione dei farmaci equivalenti, strumenti indispensabili per garantire equità di accesso e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Ma intanto, tra scaffali vuoti e ospedali in allerta, la carenza di farmaci resta un’emergenza quotidiana: il banco di prova concreto per la futura riforma del settore.

Francia, le carenze di farmaci restano elevate nonostante un calo nel 2024

In Francia, le segnalazioni di carenze di medicinali di interesse terapeutico maggiore (MITM) restano su livelli preoccupanti. Secondo uno studio pubblicato nel marzo 2025 dalla DREES e dall’ANSM, dopo anni di crescita — da meno di 500 segnalazioni nel 2017 a oltre 1.500 nel 2022 e 2023 — il numero è sceso nel 2024 a 939 casi, comunque quasi il doppio rispetto al 2017.

Le carenze hanno colpito tutti i principali gruppi terapeutici, in particolare farmaci cardiovascolari (30%), nervosi (20%, molti a base di paracetamolo), antibiotici (14%) e digestivi (10%). Durante l’inverno 2022-2023, circa 8% dei MITM risultava contemporaneamente non disponibile, pari a 8 milioni di confezioni mancanti nelle farmacie.

Gli effetti sui pazienti restano difficili da quantificare: i dati ufficiali riguardano le forniture, non la reale distribuzione. Tuttavia, la DREES ammette che le carenze prolungate possono compromettere l’accesso alle cure, specie quando le alternative si esauriscono.

Un segnale d’allarme è arrivato nell’aprile 2025, quando un gruppo di psichiatri ha denunciato su Le Monde la scarsità di antidepressivi (sertralina, venlafaxina), stabilizzatori dell’umore (litio) e antipsicotici (olanzapina). Gli specialisti attribuiscono le cause a catene di fornitura fragili, dipendenza da siti produttivi esteri e strategie commerciali orientate ai mercati più redditizi, aggravate da una regolazione dei prezzi poco attrattiva per i produttori.

Il governo francese ha reagito con una roadmap 2024-2027 che impone scorte obbligatorie, blocco delle esportazioni in caso di crisi, preparazioni galeniche straordinarie e accordi di prezzo-volume per l’amoxicillina. Alcune misure sono state rese operative con un decreto nell’agosto 2025, ma la loro efficacia resta da verificare.

Spagna, antidepressivi e farmaci per l’ADHD in forte carenza

In Spagna, secondo la rete farmaceutica LUDA Partners, gli antidepressivi sono oggi i medicinali più difficili da reperire. Il farmaco Anafranil rappresenta da solo il 73% dei casi segnalati, seguito da Ludiomil (7%) e Norebox (5%). Le segnalazioni sono quadruplicate rispetto all’inizio del 2025.

Questo segna un cambio di tendenza rispetto al 2024, quando i principali problemi riguardavano Ozempic (diabete e perdita di peso) e Concerta (ADHD).

La scarsità di antidepressivi preoccupa medici e pazienti in un Paese dove i disturbi mentali sono in crescita. Le testimonianze raccolte da El Confidencial mostrano la gravità della situazione: “Mia sorella prende Anafranil e ormai non si trova più neppure la dose da 10 mg”, racconta Luis, di Murcia. In passato, genitori di bambini con ADHD hanno riferito di dover chiamare decine di farmacie per trovare una confezione di Concerta.

L’AEMPS ha riconosciuto i problemi di fornitura di Anafranil nell’aprile 2025, prevedendo un ritorno alla normalità entro ottobre. Tuttavia, anche a inizio ottobre le scorte risultano ancora insufficienti. Per garantire la continuità dei trattamenti è stata attivata la procedura per l’importazione come farmaco estero.

Per i farmaci ADHD, le autorità hanno introdotto una distribuzione controllata e il sistema Farmahelp, che consente ai farmacisti di localizzare le scorte in tempo reale. Tuttavia, le carenze persistono e i dati ufficiali confermano che il problema non è stato risolto.

Bulgaria, mercato fragile e carenze croniche spingono i pazienti all’estero

In Bulgaria, le carenze di farmaci sono un problema cronico. Il mercato, considerato poco redditizio per le aziende a causa dei bassi prezzi, è spesso tra i primi a subire gli effetti di interruzioni produttive. Inoltre, i prezzi ridotti favoriscono il commercio parallelo verso Paesi dell’Europa occidentale, dove gli stessi farmaci vengono rivenduti a costi più alti.

Tra i prodotti più carenti figurano insuline, anticoagulanti, antibiotici pediatrici, farmaci per oncologia, epilessia e malattie rare. Dal novembre 2023 il Ministero della Salute ha introdotto un divieto mensile di esportazione per i medicinali più critici, inclusi insuline e antibiotici per bambini.

Un sistema elettronico di monitoraggio aggiorna ogni settimana la lista dei farmaci scarsi, il cui export è automaticamente vietato. Nell’ultima settimana (3–9 ottobre 2025) l’elenco comprende 72 medicinali.

Nonostante ciò, le carenze persistono: molti pazienti viaggiano in Grecia o Turchia o si riforniscono tramite gruppi Facebook, rischiando farmaci contraffatti. Nel 2025, un caso emblematico ha riguardato gli antidolorifici per pazienti oncologici, temporaneamente introvabili.

Le autorità hanno avviato indagini e modifiche legislative per rafforzare i controlli, ma le misure non sono ancora state approvate dal Parlamento. L’unico risultato tangibile è la riduzione delle carenze di insulina, grazie al divieto permanente di esportazione.

Austria, misure efficaci evitano crisi gravi di approvvigionamento

In Austria, al 10 settembre 2025, risultano 437 specialità medicinali soggette a restrizioni di distribuzione, pari al 3% dei farmaci autorizzati. I prodotti più colpiti sono analgesici (paracetamolo, ibuprofene), antibiotici (amoxicillina), psicofarmaci (escitalopram, venlafaxina, quetiapina), farmaci per diabete (metformina) e ADHD (Ritalin).

Rispetto al 2023, quando i casi superavano quota 1.500, la situazione è stabile o in leggero miglioramento. L’iscrizione nel registro delle restrizioni non implica un’interruzione totale, ma consente di attivare un divieto di esportazione parallela per preservare le scorte interne.

Grazie a una stretta collaborazione tra autorità, medici e farmacisti, la sicurezza terapeutica è garantita nella maggior parte dei casi. In circa il 95% delle situazioni, i farmacisti riescono a trovare soluzioni alternative, anche se ciò richiede più tempo e risorse.

L’Austria si distingue per una strategia avanzata contro le carenze:

• Scorte obbligatorie di almeno quattro mesi per i farmaci critici;

• Divieti di esportazione in caso di segnalazioni;

• Registro pubblico delle restrizioni gestito dal BASG;

• Fondi di compensazione per i grossisti che mantengono scorte di farmaci economici;

• Comitato permanente tra Ministero, BASG, industria e associazioni professionali.

Dal 2025 è in vigore una norma che impone ai grossisti di stoccare oltre 700 farmaci essenziali, garantendo riserve sufficienti per quattro mesi. Tuttavia, l’associazione dell’industria farmaceutica avverte che le scorte nazionali possono distorcere il mercato e auspica una strategia europea coordinata e prezzi più sostenibili per i farmaci fuori brevetto.

 

(*) Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse” ed è stato realizzato con il contributo di: Adrian Burtin (Voxeurop, Francia), Fran Sánchez Becerril (El Confidencial, Spagna), Martina Bozukova (Mediapool, Bulgaria), Pia Kruckenhauser (Der Standard, Austria).

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