Salute

La sanità è donna, ma ai vertici (ancora) solo una su quattro

Sotto i 50 anni, le donne medico rappresentano il 60%, quota che sale ulteriormente al 64% tra i 40 e i 44 anni

di Livia Zancaner

(Photo by Anne-Christine POUJOULAT / AFP)

3' di lettura

3' di lettura

Le donne si confermano colonna portante della sanità italiana, rappresentando la stragrande maggioranza della forza lavoro del servizio sanitario nazionale, con il numero di donne medico che supera il 50%. Considerando il numero dei medici iscritti all’albo, gli uomini sono ancora preponderanti, anche se tra gli under 50 la situazione si ribalta. Segno di un’inversione di tendenza che potrebbe coinvolgere, nei prossimi anni, anche i vertici di ospedali e aziende sanitarie. La sanità oggi, in termini di posizioni apicali, è infatti ancora appannaggio del genere maschile e le donne che ricoprono un incarico di vertice nelle aziende sanitarie sono pari a un terzo del totale, con numeri in lieve calo rispetto al 2024.

Le percentuali fra i medici

È questa la fotografia che emerge analizzando i dati della sanità in Italia, dove le donne rappresentano il 69% degli operatori del Ssn, pari in totale a 662mila, con un trend crescente negli ultimi anni: nel 2010 erano il 64%. Anche la percentuale di medici donna del servizio sanitario è cresciuta progressivamente, passando dal 38,4% del 2010 al 52,5% del 2022. Se consideriamo, invece, la rilevazione di febbraio 2025 del centro elaborazione dati della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, i medici uomini iscritti all’albo sono il 53% (il totale medici è di oltre 422mila), in linea con l’anno precedente.

Loading...

Evidente il divario in base all’età: tra le generazioni over 75 le donne medico sono il 16%, il 24% tra gli over 70, mentre salgono al 53% tra gli under 70. Sotto i 50 anni, le donne medico rappresentano il 60%, tra i 40 e i 44 anni il 64%. Tra i giovani medici con meno di 30 anni sono oltre il 58%.

I dati delle altre professioni

Nel servizio sanitario nazionale le donne rappresentano oltre i tre quarti (77,7%) del personale infermieristico, oltre il 80% degli psicologi e di chi opera nella ricerca sanitaria. Gli odontoiatri sono ancora invece per lo più uomini, pari a oltre il 65%, quota che sale al 70% considerando gli iscritti all’albo (dati Fnomceo). Se però guardiamo le fasce più giovani, tra i 25 e i 29 anni, uomini e donne raggiungono la parità anche tra gli odontoiatri.

La carriera delle donne

Sul fronte carriera, diminuiscono leggermente negli ultimi 12 mesi le direzioni generali al femminile, che, secondo i dati aggiornati al 3 marzo della Fiaso – la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere –, si attestano al 23,7% (- 0,32%), interrompendo il trend di crescita in atto dal 2018 (quando erano al 14,4%). Cala anche la presenza di direttrici amministrative (dal 42,52% del 2024 al 39,55%), sociosanitarie (dal 47,62% al 44,93%) e sanitarie (dal 32,87% al 32,13%). In totale, le donne dirigenti asl sono pari al 32,97% (erano il 34,31% al 5 marzo 2024).

Nel servizio sanitario, l’8,6% delle dirigenti medico riveste il ruolo di direttore di struttura (complessa o semplice), contro il 21% degli uomini. Tra i medici direttori di struttura complessa il 21,1% è donna, percentuale che sale al 38,2% tra i medici a capo di una struttura semplice. La sproporzione tra il genere maschile e femminile è fortemente legata all’età e la tendenza è quella di un progressivo avvicinamento delle due componenti di genere, si legge nel rapporto del ministero della Salute. È evidente la necessità di politiche che garantiscano equità nelle carriere e una maggiore presenza femminile in ruoli dirigenziali nel settore sanità, tanto più in un contesto geopolitico come quello che stiamo vivendo in questo momento» commenta Patrizia Ravaioli, presidente Leads, associazione donne leader in sanità, che con l’università degli Studi di Milano ha creato l’osservatorio sull’equità di genere della leadership nel settore sanità.

A livello di discipline, la maggior presenza femminile si registra in neuropsichiatria infantile (83%), pediatria (75%), genetica medica (74,2%) e scienza dell’alimentazione (70,1%). La minore presenza femminile in urologia (17,9%), ortopedia (18,4%), cardiochirurgia (23,1%), neurochirurgia (27,2%) e chirurgia generale (31%). Le laureate in sanità e agro veterinaria, nel 2022 erano pari a oltre il 58%, con una prevalenza di donne tra dottorandi e assegnisti di ricerca in scienze mediche (più del 70%) e biologiche (66,2%).


Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti