Le imprenditrici

La salute dei capelli diventa asset e fa eccezione

Epigenhair nasce nel 2024 e guarda a un target di clienti tra 30 e 50 anni

di Camilla Colombo e Camilla Curcio

ansyvan - stock.adobe.com

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Se imprenditrici e startupper faticano a emergere in un perimetro dove le competenze pesano spesso meno dei pregiudizi, ci sono progetti che riescono a fare piccole crepe nel soffitto di cristallo.

È il caso di Epigenhair, start up milanese fondata da Francesca Hanania e Chiara Insalaco che, dopo lunghi brainstorming, hanno deciso di costruire un business su prodotti d’alta qualità per preservare la longevità dei capelli. E così, forti di un’esperienza acquisita sul campo (per Hanania quello della finanza, che l’ha vista dividersi tra banche d’investimento internazionali e fondi di venture capital focalizzati su brand di consumo, per Insalaco quello della medicina e dei trapianti tricologici), hanno messo in piedi un’azienda che, a pochi mesi dal lancio, vantava già ricavi incoraggianti e un buon feedback di pubblico.

Loading...

Come si è sviluppato il progetto

«Tutto è iniziato con una ricerca: esplorando il mercato Usa, mi sono accorta di un incremento di marchi che si occupavano di ripigmentazione di capelli bianchi dall’interno: quindi, non facendo leva sulle tinte ma su trattamenti di stimolazione di cellule staminali nei bulbi per restituire il colore alle ciocche», spiega Hanania. «Mi sono confrontata con Chiara, che ha approvato l’idea di portare in Italia un progetto simile, riflettendo anche su quanto sia importante non trascurare il capello grigio perché precursore di problemi tricologici ben più seri del semplice invecchiamento».

Ma l’intuizione non basta: serve puntare sulla qualità. «Creata la società, abbiamo coinvolto anche il dottor Umberto Pompili, farmacista ed esperto di galenica: a lui abbiamo affidato lo studio e la messa a punto delle formulazioni», continua Hanania. «Per me è stato fondamentale collaborare con un team scientifico implicato a 360 gradi: a oggi io e Chiara siamo socie al 48% e Umberto al 4% e lavoriamo su formulazioni proprietarie ad alto dosaggio di ingredienti attivi, elemento su cui possono contare pochissime start up. Le abbiamo create, testate, cambiate fino a quando non siamo stati sicuri che i prodotti potessero funzionare. A dicembre 2024 nasce Epigenhair, a luglio 2025 debuttiamo sul mercato e a settembre il fatturato ha doppiato quello di agosto: stiamo andando molto bene».

Più che nel beauty, preferiscono incasellarsi nel consumer healthcare (benessere della persona, ndr): in poco tempo il marchio, tutto made in Italy dal packaging agli ingredienti della linea anti-grigio in vendita in alcune farmacie e online (shampoo, balsamo, lozione e integratori), ha conquistato un target di uomini e donne da 30 a 50 anni.

Prospettive future

E i piani per il futuro? «Dopo aver finanziato Epigenhair da sole con 96mila euro, stiamo cercando il capitale per un round di pre-seed da 350/400mila euro e stiamo interloquendo con investitori italiani ed europei. Per i prossimi anni vogliamo posizionarci in un’ottica omnicanale: sia nei negozi fisici, farmacie e grandi magazzini d’alta gamma sia sull’e-commerce», chiude Hanania. «E poi miriamo a espanderci nel resto d’Europa, dalla Spagna alla Germania. Per arrivare magari negli Stati Uniti».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti