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La qualità della vita in Friuli Venezia Giulia: una regione tra tradizione e innovazione

Gorizia si attesta la provincia migliore d’Italia per i giovani, ma a brillare sono anche Udine, Trieste e Pordenone, collezionando posizioni in top ten in diversi ambiti

di Martina Soligo

3' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Su 107 province italiane, quella di Gorizia si attesta la migliore d’Italia per i giovani. È quanto emerge dall’indagine 2025 sulla qualità della vita per fasce generazionali condotta da Il Sole 24 Ore. Ma non è solo Gorizia a brillare: i dati raccolti evidenziano che tutte e quattro le province del Friuli Venezia Giulia hanno ottenuto buoni risultati nelle diverse categorie, segno dell’alta qualità della vita complessiva della regione. Un equilibrio tra sviluppo economico, servizi efficienti, ambiente e coesione sociale rende questo angolo nord-orientale dell’Italia un modello da osservare con attenzione.

LA QUALITÀ DELLA VITA IN FRIULI VENEZIA GIULIA

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I punti forti delle province del Friuli Venezia Giulia

Analizzando nel dettaglio i dati provenienti dalle province, si evidenzia come tutte collezionino posizioni in top ten in diversi settori. Trieste occupa la quarta posizione assoluta per qualità della vita dei giovani grazie a un’alta percentuale di laureati, alla vivacità culturale e a una buona equità urbana. Per la fascia da 0 a 14 anni Trieste è settima in Italia e si distingue per essere prima nella spesa sociale destinata a famiglie e minori e quinta per numero di pediatri. Pordenone emerge come la provincia del Friuli Venezia Giulia con la miglior qualità della vita per gli anziani (21esima a livello nazionale), con un settimo posto per la spesa sociale per gli anziani, ma si distingue in positivo anche per la fascia 0-14 anni, eccellendo per l’accesso ai servizi comunali per l’infanzia. Udine registra l’ottavo posto nazionale per la qualità della vita dei bambini, grazie a ottimi risultati per l’accesso ai servizi per l’infanzia. Ma a mettersi in evidenza per la qualità della vita dei giovani è senza dubbio Gorizia, per il secondo anno consecutivo al primo posto nazionale. Gli eventi culturali della città, la presenza dell’università e le possibilità lavorative – con un’alta percentuale di contratti a tempo indeterminato - rendono la provincia adatta ai più giovani. Anche per questo, con la “gemella” slovena Nova Gorica è Capitale europea della cultura transfrontaliera.

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GO!2025: Cultura che unisce i popoli

Una delle iniziative più emblematiche del 2025 per la Regione è, per l’appunto, GO!2025 – Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura, un evento che celebra la cooperazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia. Si tratta della prima Capitale Europea della Cultura condivisa tra due città e due Paesi, un simbolo forte di pace, inclusione e identità europea. GO! 2025 si propone di superare le barriere fisiche e culturali tra le due società, a dimostrazione che una governance transfrontaliera impatta positivamente sulla crescita delle periferie europee, tasselli irrinunciabili nel mosaico dell'Unione. Questo evento ha già portato investimenti in infrastrutture, riqualificazione urbana, nuovi spazi culturali e una programmazione ricchissima di mostre, concerti, laboratori e incontri internazionali. GO!2025 rappresenta anche un’opportunità di rilancio per Gorizia, che diventa un esempio perfetto di come la cultura possa essere motore di sviluppo, dialogo e qualità della vita, in una regione che ha sempre fatto della convivenza tra popoli e lingue un valore fondante.

Un’economia solida e diversificata

Non è però solo la cultura a rendere il Friuli Venezia Giulia un luogo adatto in cui vivere bene. A contribuire è anche il variegato tessuto economico friulano: accanto all’industria manifatturiera, che rimane un pilastro storico, si sviluppano settori innovativi come la meccatronica, le biotecnologie e l’ICT. Senza dimenticare l’agroalimentare che, con prodotti tipici come il prosciutto di San Daniele e i vini del Collio, contribuisce al benessere economico e alla valorizzazione del territorio, con risvolti positivi anche dal punto di vista turistico. Politiche fiscali favorevoli e una burocrazia snella contribuiscono poi ad attirare investimenti anche dall’estero, per rendere il territorio ancora più attrattivo e confermare il suo ruolo di ponte tra l’Europa occidentale e i Balcani. Un ruolo che rende la regione punto strategico per i traffici commerciali, grazie soprattutto alla presenza del porto di Trieste.

Natura, cultura e coesione sociale

Da non trascurare poi l’aspetto ambientale e paesaggistico. Il Friuli Venezia Giulia offre una straordinaria varietà di paesaggi: dalle Dolomiti friulane al mare Adriatico, passando per le colline del Collio. Questa eterogeneità rende il territorio molto apprezzato dai turisti, anche da coloro che preferiscono una vacanza slow e sostenibile. Anche per questo, guardando ai dati sul turismo del 2024 si nota come gli arrivi nella regione siano cresciuti del 5,4% rispetto all’anno precedente, toccando quota 3,10 milioni, suddivisi in 1,79 milioni di stranieri (+8,2%) e 1,31 milioni di italiani (+1,8%). Le presenze totali si sono così attestate a oltre 10 milioni (+2,9%), con una componente consistente di stranieri (+4,8% a 6,14 milioni). Infine, da considerare anche la dimensione culturale eterogenea: una molteplicità linguistica (italiano, friulano, sloveno e tedesco) e una lunga storia di convivenza tra etnie diverse hanno generato un clima di tolleranza e dialogo che si riflette nella vita quotidiana e nelle politiche pubbliche.

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