La crisi in Medio Oriente

Tajani: italiani restino a Dubai. Nessuna conseguenza per i militari italiani in Kuwait. Meloni aggiorna Mattarella

di Redazione Roma

Il ministro degli esteri Antonio Tajani, durante la conferenza stampa alla Farnesina, annuncia la creazione di una Task Force Golfo e risponde alle domande sulla situazione in Iran e Medioriente. Roma, 1 marzo 2026. 
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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Task force di 50 persone alla Farnesina per gli italiani nell’area del Golfo: risponde allo stesso numero (0636225) dell’Unità di crisi ma con un centralino che smista le chiamate. Nella mattina di domenica 1° marzo si è svolta una riunione del ministro degli Esteri Antonio Tajani con gli ambasciatori in Iran e della regione per valutare l’andamento delle operazioni militari di Israele e Stati Uniti. Al termine Tajani ha avuto un incontro con la stampa. «La situazione con più italiani e incertezza a Dubai e Abu Dhabi» ha sottolineato il ministro che ha anche sottolineato che l’«Oman sta chiudendo frontiera, italiani restino a Dubai». Poiché «alcune persone hanno provato a entrare in Oman con un viaggio molto lungo, bisogna essere molto prudenti, sono circa cinque ore di viaggio alla frontiera». Il titolare della Farnesina ha assicurato che «tutto il personale ambasciate e consolati mobilitato per sostegno a italiani». Intanto Domani alle ore 15 è in programma presso la Sala Convegni del Senato, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa del Senato ed Esteri della Camera, l’informativa urgente del Ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, sulla situazione in Iran e Golfo Persico. Sempre domani, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al Viminale

Meloni aggiorna Mattarella su sviluppi mediorientali e contatti

La premier Giorgia Meloni, dopo aver sentito i leader mediorientali, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, in qualità di Presidenza di turno dell’Unione europea, ha «relazionato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aggiornandolo compiutamente sugli sviluppi della situazione e sui contatti intercorsi». Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.

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Nessuna conseguenza per militari italiani in Kuwait

«L’evento ostile che ha interessato la base di Al Salem, in Kuwait, dove opera un contingente di circa 300 militari italiani, non ha causato conseguenze al personale, ma solo danni limitati ad alcune infrastrutture logistiche e operative della base. Una valutazione più completa, peraltro, è ancora in corso. Sto mantenendo un contatto costante e diretto con tutti i comandanti delle missioni e operazioni nell’area; in particolare, con il comandante della missione Unifil e il comandante del Sector West della stessa missione in Libano, con il comandante del contingente di stanza a Erbil in Iraq, il comandante della Task Force Air in Kuwait e i comandanti delle unità navali impegnate nelle operazioni Atalanta e Aspides». Così il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano. «Il comandante della Task Force Air in Kuwait, colonnello Marco Mangini, mi ha confermato l’immediata attivazione delle procedure di sicurezza previste. Come detto, si sono verificati danni ad alcune infrastrutture di superficie interne alla base, la cui entità è ancora in corso di valutazione. Tutto il personale italiano era stato prontamente trasferito nei bunker di protezione e, allo stato attuale, risulta incolume e in sicurezza», ha aggiunto Portolano.

A Dubai e Abu Dhabi più italiani e più incertezza

Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri, quindi,«la situazione dove ci sono più italiani e dove c’è più incertezza, in questo momento è a Dubai e ad Abu Dhabi, soprattutto a Dubai». «Il nostro consolato è operativo, abbiamo aggiunto 5 linee di emergenza al consolato. Ieri - ha spiegato - il console e il viceconsole sono stati in aeroporto. Stiamo assistendo anche gruppi di giovani minorenni. In questo momento il console d’Italia a Dubai è in contatto con questi i ragazzi. Quindi sono tutti comunque assistiti, sistemati negli alberghi. Tutto è garantito e sostenuto anche economicamente dal governo degli Emirati Arabi Uniti, così come mi aveva assicurato ieri il ministro degli Esteri. Lo stesso ad Abu Dhabi, dove è stata colpito un grattacielo vicino alla nostra sede diplomatica. Per questo tutto il lavoro si svolge nella residenza e non in ambasciata».

Assistenza anche agli italiani provenienti dalle Maldive

Sempre Tajani ha puntualizzato che «stiamo assistendo anche gli italiani, soprattutto turisti, che dovevano viaggiare con voli di ritorno dalle Maldive attraverso Dubai. Il nostro console onorario alle Maldive in questo momento è all’aeroporto per sostenere gli italiani. E la nostra ambasciata in Sri Lanka, che è competente per le Maldive, è al lavoro per assistere anche gli italiani che passano attraverso Colombo. Quindi mobilitazione è totale da parte di tutte le nostre sedi diplomatiche nell’area».

Tajani: non sapevo di Crosetto a Dubai, spero rientri prima del 7

«Non so quando rientrerà, spero prima» del 7 marzo. Ha detto Tajani rispondendo a una domanda sul ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai per la sospensione dei voli, che è prevista fino al 7 marzo. «Io personalmente non lo sapevo», ha replicato Tajani a chi domandava se il governo fosse al corrente della presenza di Crosetto a Dubai. «È partito prima - ha aggiunto -. Noi siamo stati informati dal governo israeliano ad attacco in corso, mi ha chiamato il ministro Sa’ar ieri mattina presto quando l’attacco già iniziato».

Tajani: informati da Israele ad attacco in corso

Tajani ha riferito che «noi siamo stati informati dal governo israeliano quando l’attacco» contro l’Iran «era in corso», quando «era partito il primo attacco. Mi ha chiamato il ministro» degli Esteri «Gideon Sa’ar per dirmi quello che stava facendo e quello che stavano facendo insieme agli americani in piena sintonia politica e militare, quindi ieri mattina, presto, quando l’attacco era già iniziato». «È stato un lungo colloquio, l’obiettivo era quello di informare l’Italia dell’attacco che stavano portando» avanti, ha aggiunto Tajani.

Nessun civile o militare italiano coinvolto negli attacchi

«Non ci sono militari italiani né civili italiani coinvolti in qualche modo negli attacchi che ancora continuano. Anche in Iran non ci sono in questo momento italiani che devono lasciare il paese. Soltanto uno ha passato la frontiera con l’Azerbaigian ed è stato imbarcato stamane da un volo che arriverà a Malpensa» ha spiegato Tajani.

Tajani riferirà in Parlamento lunedì 2 marzo alle 15

Tajani riferirà alle 15 di lunedì 2 marzo davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. Tajani ha detto nel punto stampa di essere «pronto» a riferire al Parlamento sulla crisi in Medio Oriente e gli sviluppi dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. Nella mattina di domenica 1° marzo il ministro ha detto di aver ricevuto la chiamata della presidente Craxi per chiedergli se era pronto a riferire alle commissione Esteri e Difesa al Senato. «Ho dato la mia disponibilità, quindi non c’è problema», ha spiegato nel punto stampa.

Tajani aveva parlato sabato 28 febbraio anche con «i leader dell’opposizione che volevano chiarimenti, volevano informazioni. Tutto quello che stiamo facendo lo stiamo raccontando minuto per minuto con l’obiettivo soprattutto di rassicurare le famiglie italiane che hanno parenti che vivono o sono in viaggio» in Medio Oriente e nell’area del Golfo.

Tajani: in Pakistan situazione incandescente ma nessun problema per gli italiani

«Stiamo seguendo - ha detto sempre Tajani - anche la situazione in Pakistan dove ci sono moltissime manifestazioni degli sciiti, che rappresentano circa il 20% della popolazione. C’è stato un attacco all’ambasciata americana che è stato respinto dai Marines, però ci sono vittime anche là, quindi la situazione è incandescente. Ma non ci sono problemi dei nostri connazionali in Pakistan».

Rafforzamento del lavoro dell’unità di crisi

La «Task Force Golfo» è «composta da 50 persone» che «rispondono direttamente ai telefoni e seguono e coordinano il lavoro di tutte le nostre ambasciate nell’area» la Task Force Golfo costituita alla Farnesina dalla Direzione generale degli italiani all’estero con l’Unità di crisi per «assistere nella migliore maniera possibile tutti gli italiani che vivono o sono di passaggio, turisti e non», in Medio Oriente e nell’area del Golfo. Tajani ha spiegato che la task force risponde allo stesso numero (0636225) dell’Unità di crisi, «ma con un centralino che smista» le chiamate. «Cerchiamo di raggiungere i nostri connazionali in ogni modo - ha aggiunto -. È chiaro che ci sono decine di migliaia di telefonate che arrivano al Ministero, il lavoro è abbastanza complicato. C’è chi ha casi particolari, chi chiede informazioni per partire. Cerchiamo di gestire la situazione nel modo migliore possibile. Stiamo cercando di assistere anche coloro che hanno bisogno di medicinali. Quindi la riunione di stamattina è stata molto operativa».

La task force creata dal ministro Tajani rafforzerà - come spiega una nota diffusa dalla Farnesina - il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo.

La collaborazione dei Paesi

Il governo italiano - prosegue la nota - ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo.

Lo spostamento in aeroporto

L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa. Al momento non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti.

Tajani a premier Qatar: grazie per assistenza a italiani

«Ho ringraziato il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, per garantire la sicurezza e l’assistenza a tutti gli italiani in Qatar», ha riferito sui social il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio italiano, Antonio Tajani. «Gli ho espresso gratitudine e solidarietà per gli attacchi che stanno subendo anche in questi momenti dall’Iran», ha aggiunto il capo della diplomazia italiana, «La nostra ambasciata a Doha, i nostri diplomatici e funzionari seguono tutti i nostri connazionali. Un pensiero anche ai nostri militari impegnati nella base di Al Udeid».

Schlein: Governo non resti schiacciato su Usa o danni irreparabili

«Il governo italiano non può rimanere schiacciato sull’amministrazione Usa o danneggerà irreparabilmente il ruolo diplomatico che l’Italia ha sempre svolto e visto riconosciuto da tutti gli attori nella regione». Così la segretaria del Pd Elly Schlein. «Trump solo qualche giorno fa convocava il Board of Peace con cui intende sostituire l’Onu e poi decide da solo insieme a Netanyahu dove e come colpire - ha spiegato -. Diceva che avrebbe messo fine ai conflitti, e invece produce caos e apre la strada a una pericolosa spirale di guerra dai risvolti imprevedibili su tutta la regione e anche sulla fragile tregua a Gaza. Meloni non interviene, eppure l’amicizia che rivendica con Trump non gli ha impedito di non avvertirla dell’attacco, tanto da avere il nostro ministro della Difesa bloccato a Dubai». «Chiediamo al Governo - ha concluso la Schlein - di fare tutto il possibile per la sicurezza e il rientro celere dei nostri nostri connazionali bloccati nell’area e di adoperarsi in tutte le sedi multilaterali per il cessate il fuoco immediato, per riprendere il percorso diplomatico e scongiurare un allargamento della guerra dalle conseguenze incalcolabili».

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