Il caso

La famiglia anglo-australiana di Palmoli: il contenzioso giudiziario e le tensioni politiche sulla tutela dei minori

È stata chiesta al Comitato di presidenza del Csm una pratica al tutela dei magistrati del tribunale dei minori de L’Aquila

di Davide Madeddu

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I bimbi con la madre in una struttura protetta, il padre che aspetta il ricorso del legale e - dietro l’angolo - il caso politico (e mediatico) che “scoppia”. Sono i punti che caratterizzano la vicenda della “famiglia del bosco” di Palmoli, in provincia di Chieti. Ossia il caso della coppia anglo australiana che ha deciso di vivere nel piccolo comune dell’Abruzzo in un casolare nel bosco senza energia elettrica e acqua corrente, scegliendo per l’istruzione dei figli la formula dell’insegnante a casa.

Nei giorni scorsi è arrivata la decisione del tribunale dei minori dell’Aquila di togliere i tre figli alla coppia. E di mandarli in una struttura protetta con la madre. L’ultimo atto di un percorso iniziato lo scorso anno quando si era reso necessario l’intervento del personale medico e il ricovero in ospedale dei bambini per una intossicazione da funghi. A seguire il controllo dei carabinieri e la segnalazione alla procura e al tribunale dei minori. Poi i nuovi atti, con la sospensione della potestà genitoriale e il provvedimento con cui è stato disposto il trasferimento dei bambini in una struttura protetta e la nomina di un tutore provvisorio per garantire la loro tutela.

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Il caso diventato politico

Tappe che hanno portato a un caso politico e, ovviamente, mediatico. Si è esposta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, «allarmata» per la decisione del tribunale dei minori.

La premier ha così chiesto al ministro della Giustizia Carlo Nordio di valutare se “ci sono i presupposti” per valutare l’invio degli ispettori. “Strappare un bambino dalla famiglia è un atto estremamente doloroso - ha detto Nordio - bisogna fare degli approfondimenti”.

A rincarare la dose anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che ha parlato di “un sequestro di tre bambini portati via da una mamma e da un papà in maniera indegna, preoccupante, pericolosa e vergognosa”, annunciando di essere “impegnato ad andare fino in fondo e se serve anche a parlare con il giudice del tribunale dei minori”.

La difesa della magistratura

È arrivata così la replica dell’Associazione nazionale magistrati che ha sottolineato che “l’ordinanza è stramotivata, è lunga dieci pagine”. La Giunta esecutiva centrale dell’Anm in una nota ha sottolineato che il provvedimento «si fonda su valutazioni tecniche e su elementi oggettivi: sicurezza, condizioni sanitarie, accesso alla socialità, obbligo scolastico».

Non solo. Perché, dopo ore di polemiche, è stata avanzata una pratica a tutela dei magistrati del tribunale dei minori de L’Aquila al Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura. Un atto sottoscritto da tutti i consiglieri togati, fatta eccezione per Bernadette Nicotra di MI e dai consiglieri laici Michele Papa, Ernesto Carbone e Roberto Romboli.

Gli insulti sui social

Ad influire sono state anche le polemiche sui social, dove è nata una vera e propria campagna mediatica con insulti e minacce contro il tribunale dei minori.

Si prepara il ricorso

Intanto l’avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, è al lavoro per predisporre il ricorso contro il provvedimento con l’obiettivo di «far riunire la famiglia» e riportare tutti a casa. Per farlo non è escluso che si possa decidere di colmare le lacune emerse dall’ordinanza del tribunale, da quelle sull’istruzione a quelle tecniche come, ad esempio, l’installazione di un bagno adiacente alla casa dove.

I neo rurali

Il padre dei piccoli, alla fine di una riunione del gruppo dei neorurali, diverse famiglie che vivono tra Palmoli, Tufillo e San Buono, ha annunciato di non voler più parlare e rilasciare interviste. A supporto della famiglia anglo australiana è intervenuto anche il sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli, secondo cui “non hanno fatto una scelta così radicale, le utenze le hanno”. “Per quanto riguarda la vicenda della famiglia - ha aggiunto -, ci sono dieci giorni di tempo, dalla data della notifica, per la presentazione del ricorso. Sappiamo che il legale sta procedendo per il ricorso. Per il momento l’amministrazione non è stata coinvolta se non per le spese relative alla struttura dove sono state ospitate queste persone”.

Famiglia in un bosco in Abruzzo, il Tribunale dei minori allontana i tre figli

A Roma la manifestazione

Una manifestazione nazionale di solidarietà nei confronti della “famiglia nel bosco è in programma per il prossimo 6 dicembre a Roma, davanti alla sede del ministero della Famiglia e delle Pari Opportunità.

La petizione online

Contemporaneamente alla manifestazione, è stata lanciata una petizione online, la seconda, per invitare chi interessato a partecipare al sit-in di piazza Santi Apostoli a Roma contro una “misura estrema che sembra basata su una valutazione culturale dello stile di vita dei genitori”. “Questo caso - scrivono gli organizzatori - non riguarda solo una famiglia del bosco, riguarda tutti noi”.

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