«Bambini scossi ma sono forti». Cosa sappiamo sulla vicenda della famiglia nel bosco
Il ministro della Giustizia Nordio: «Grave, faremo verifiche». Il leader della Lega Salvini: «Farò di tutto per riportarli a casa»
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Una manifestazione nazionale di solidarietà nei confronti della “famiglia nel bosco” è stato organizzato per il prossimo 6 dicembre a Roma, davanti alla sede del ministero della Famiglia e delle Pari Opportunità. Concittadini, amici e conoscenti del nucleo familiare hanno deciso di portare in piazza la protesta contro la decisione del tribunale dei minorenni dell'Aquila di allontanare i tre figli minori della coppia anglo-australiana che da anni vive in un rudere nei boschi a Palmoli, in provincia di Chieti. Mentre sui social si sono comparsi numerosi insulti alla presidente del tribunale dei minori.
La manifestazione a Roma e il sit-in
Contemporaneamente alla manifestazione del 6 dicembre è stata lanciata una petizione online, la seconda, per invitare chi interessato a partecipare al sit-in di piazza Santi Apostoli a Roma contro una “misura estrema che sembra basata su una valutazione culturale dello stile di vita dei genitori”. “Questo caso - scrivono gli organizzatori - non riguarda solo una famiglia del bosco, riguarda tutti noi”. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento urgente dei tre figli della famiglia anglo-australiana - genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham - che finora ha vissuto, con i bambini di 6 e 8 anni, in un casolare malmesso nei boschi di Palmoli (Chieti). Sospesa la responsabilità genitoriale, con collocamento dei minori in una casa-famiglia e nominato un tutore provvisorio dei minori, l’avvocata Maria Luisa Palladino.
Gli insulti via social al Tribunale dei minorenni dell'Aquila
Una “corte di vermi”, colpevole di aver allontanato tre bambini dalla loro famiglia, dalla loro casa nell'entroterra abruzzese, tra gli alberi del bosco di Palmoli. Una pioggia di insulti travolge il Tribunale dei minorenni dell'Aquila e, in particolare, la sua presidente, Cecilia Angrisano, bersaglio di pesanti minacce via social. Una caccia alle streghe con tanto di indirizzo, numero di cellulare e mail per rintracciare il magistrato che ha firmato l'ordinanza di allontanamento. Una vicenda che probabilmente avrà inevitabili strascichi giudiziari
Salvini: «Farò di tutto perché quei bimbi tornino a casa»
“Farò di tutto perché quei tre splendidi bambini tornino a casa, fra le coccole di mamma e papà”. Il leader della Lega, e vicepremier, Matteo Salvini torna a postare sui propri social la solidarietà nei confronti della famiglia anglo-australiana che vive nel bosco a cui, alcuni giorni fa, è stata notificata l'ordinanza di allontanamento dei tre figli in una casa famiglia. “Una vergogna, un precedente pericoloso e preoccupante - sottolinea il ministro dei Trasporti -, un trauma per una famiglia che ha scelto l'Italia per vivere serena. Da anni Europa e sinistra ci impongono tasse e divieti perché vogliono tutto 'green', e qualcuno rovina la vita alla famiglia che ha scelto la vita più Green e naturale del mondo?”.
I bambini nel bosco all'avvocato, “Quando torniamo a casa”?
“Questa mattina sono stato in struttura dalla madre e dai figli, i bambini li ho trovati bene, mi sono corsi incontro, mi hanno abbracciato, li ho presi in braccio, ci siamo salutati molto affettuosamente, erano sorridenti ma con un filo di malinconia negli occhi, il maschietto mi ha abbracciato, era felice di rivedermi ma la prima cosa che mi ha detto è 'quando ci riporti a casa?'“. Lo ha dettol'avvocato Giovanni Angelucci, che assiste la 'famiglia del bosco'. Angelucci, che entro la prossima settimana depositerà il ricorso contro l'ordinanza, ha incontrato anche la madre dei bambini. ”È molto scossa, ha pianto, abbiamo avuto un lungo colloquio insieme: il primo obiettivo - ha aggiunto il legale - è quello di far riunire la famiglia, il secondo è quello di riportarli a casa, certamente questi due passaggi molto probabilmente non potranno coincidere a livello di tempistica però mi auguro che a stretto giro si possa sicuramente ottenere il ricongiungimento della famiglia, e poi con i tempi tecnici di cui necessita un'operazione simile realizzare il bagno adiacente alla casa e farli rientrare”. Il legale questa mattina si è recato anche a Palmoli, dove ha incontrato il padre dei bambini. “La notte scorsa è stato male, non si è sentito bene, ha vomitato, non è in buone condizioni di salute - ha detto -. Questa separazione forzata e questo allontanamento dei figli e della moglie gli stanno provocando uno scompenso notevole, a casa non c'è il focolare domestico e quindi, nonostante la solita accoglienza, la casa è fredda perché non emana il calore della famiglia”.







