Ristorazione e agroalimentare

La Cucina italiana nel mondo vale 251 miliardi e «vede» quota 300

Al Forum in Puglia dibattito sulle potenzialità della ristorazione nazionale dopo il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità Unesco. Il ministro Lollobrigida: lotta all’Italian sounding e valorizzare la qualità made in Italy

di Giorgio dell'Orefice

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Il valore della Cucina italiana nel mondo, da pochi mesi riconosciuta patrimonio Unesco, è attualmente di 251 miliardi di euro e potrà rapidamente toccare quota 300 miliardi se la crescita del 4,5% dello scorso anno verrà confermata. La stima sul valore della Cucina italiana nel mondo è stata effettuata da Deloitte all’interno di una ricerca riportata oggi dal vicepresidente di Confagricoltura, Giordano Emo Capodilista, nell’ambito del Forum della Cucina Italiana organizzato a Manduria (Taranto) da Bruno Vespa insieme con Comin&Partners

In prima fila con un fatturato di 80 miliardi Usa e Cina

«Uno dei dati più interessanti della ricerca – ha aggiunto il vicepresidente di Confagricoltura – è che la principale fetta di questo valore dei ristoranti che si rifanno alla Cucina italiana nel mondo è realizzata negli Stati Uniti, ed era prevedibile, ma a pari merito con la Cina. In ciascuno di questi paesi la Cucina italiana fattura circa 80 miliardi. È evidente che questo valore non è realizzato tutto con prodotti italiani. La grande sfida ora è aumentare questo valore e – soprattutto – rafforzare la presenza di prodotti italiani e quindi le ricadute sul nostro paese e sulla nostra agricoltura».

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Sul dato pesa la ma minaccia dell’italian sounding

La ricerca di Deloitte ha il pregio di descrivere le potenzialità di sviluppo anche in termini di fatturato che potrà venire con il recente riconoscimento della Cucina italiana come patrimonio immateriale Unesco.

Un valore sul quale pesa ancora una volta l’incidenza di falsi prodotti made in Italy. «Ma anche su questo aspetto non drammatizzerei – ha aggiunto Emo Capodilista -. Certo sarebbe meglio che nei ristoranti italiani nel mondo fossero presenti solo prodotti made in Italy. Ma è una solida base dalla quale partire».

Lollobrigida: valorizzare la qualità italiana

«I prodotti italian sounding – ha aggiunto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – hanno dalla loro, prezzi in media più vantaggiosi rispetto a quelli dei prodotti originali. E qui dobbiamo lavorare noi per far comprendere ai consumatori perché i prodotti originali costano di più. Perché rispettano regole ambientali e sul lavoro che spesso le imitazioni non seguono e perché anche la maggiore qualità dei prodotti originali ha un costo. Dal canto nostro lavoreremo a 360 gradi per valorizzare la nostra qualità, la promuoveremo sui mercati esteri ma anche all’interno del nostro Paese rilanciando i prodotti Dop e Igp anche nelle mense scolastiche in modo da educare anche i giovani e i più piccoli alla qualità alimentare made in Italy».

Prandini (Coldiretti): cambiare passo su logistica e trasporti

«Mi incuriosisce il dato del valore della cucina italiana in Cina accreditata di 80 miliardi di fatturato – ha aggiunto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini -. Anche perché l’export agroalimentare made in Italy verso Pechino è all’incirca di 20 miliardi. Il valore della cucina italiana in quel paese è il quadruplo dei prodotti italiani. Questo indica di certo una potenzialità ma anche il grande lavoro che c’è da fare in quel paese. Ci aiuterà il nuovo corso di Ice-Italian Trade Agency che negli ultimi anni ha accompagnato sui mercati esteri non solo le grandi aziende agroalimentari come avveniva in passato ma anche una miriade di imprese di ogni dimensione. Possiamo anche continuare a lamentarci dei falsi prodotti italiani all’estero ma l’unica vera contromisura è portare e diffondere sui mercati internazionali i prodotti originali. Dobbiamo lavorare su questo aspetto anche migliorando la logistica. Dobbiamo imboccare percorsi nuovi sostituendo il trasporto su gomma dei prodotti alimentari con quello su rotaia e marittimo e integrando sempre più canali diversi per rafforzare l’efficienza dell’intero sistema abbattendo, al tempo stesso, i costi per i produttori agricoli».

«Il fenomeno dell’Italian sounding - ha commentato il presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas - è strettamente collegato alla qualità dei prodotti italiani che sono i più imitati, in virtù della loro bontà e salubrità. Se pensiamo che per ogni euro di prodotto italiano esportato ce ne sono due sviluppati all’ombra dell’Italian sounding ci rendiamo conto di quale spazio di crescita ci sia per il Made in Italy solo recuperando terreno su questo versante».

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