La Corte Suprema boccia Trump: chi nasce negli Usa è cittadino americano
Il presidente avrebbe voluto vietare il diritto di cittadinanza, lo ius soli, ai figli di immigrati irregolari
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato Donald Trump sul diritto di cittadinanza. Il presidente Usa aveva emesso un ordine per limitare la cittadinanza per diritto di nascita negli Stati Uniti. Questa battaglia sullo ius soli era una delle priorità dell’amministrazione di destra nella stretta contro l’immigrazione. Trump voleva negare il diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati non in regola con i documenti. La Corte ha deciso invece che chi nasce sul territorio degli Stati Uniti è comunque un cittadino americano.
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Per la seconda volta in un anno, con questa sentenza - emessa con 6 voti a favore e 3 contrari - la Corte Suprema ha deciso di invalidare un’importante iniziativa di Trump. A febbraio i giudici avevano annullato i dazi globali sul commercio introdotti dall’amministrazione repubblicana.
Sul diritto a diventare cittadini americani, i giudici hanno confermato la decisione di un tribunale di grado inferiore che bloccava l’ordine esecutivo di Trump, il quale imponeva alle agenzie statunitensi di non riconoscere la cittadinanza dei bambini nati negli Stati Uniti quando i genitori non sono cittadini americani o residenti negli Usa in modo permanente e legale, cioè titolari di carta verde. Il ricorso contro l’ordine di Trump ha sostenuto la violazione del 14° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che conferisce la cittadinanza a coloro che nascono negli Stati Uniti e sono «soggetti alla giurisdizione degli stessi».
Trump ha ripetutamente messo alla prova i limiti del potere presidenziale in politica interna ed estera. E aveva emanato l’ordine lo scorso anno, il suo primo giorno di ritorno alla casa Bianca, nell’ambito di una serie di politiche per stroncare l’immigrazione, sia legale che illegale. I critici hanno accusato il presidente repubblicano di discriminazione razziale e religiosa nel suo approccio all’immigrazione.
I ricorrenti hanno affermato che la Corte Suprema aveva già risolto la questione della cittadinanza per diritto di nascita in una sentenza del 1898, Stati Uniti contro Wong Kim Ark, che riconosceva come il 14° Emendamento garantisca la cittadinanza per nascita sul suolo statunitense, anche ai figli di cittadini stranieri.







