Tecnologia

La Cina censisce i robot umanoidi, avranno una carta di identità

Presentato un sistema che introduce una ID digitale, assegnando a ciascuna macchina un codice identità di 29 cifre per consentire la tracciabilità

di Rita Fatiguso

Un robot umanoide in mostra durante il Salone Internazionale dell'Auto tenutosi il 31 maggio 2026 a Shenzhen. (Reuters)

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Blade Runner e la storia del replicante Roy Batty della Tyrrel corporation consapevole del suo destino a tempo inscritto in un codice è realtà. La Cina ha presentato un sistema nazionale pionieristico che introduce una ID digitale valida nel settore della robotica umanoide in rapida espansione, assegnando a ciascuna macchina un codice identità di 29 cifre per consentire la tracciabilità e, ovviamente, una governance sicura.

Standard e sicurezza

L’iniziativa istituisce un quadro unificato per garantire sicurezza, responsabilità e governance standardizzata e viaggia su una piattaforma nazionale di servizi di gestione del ciclo di vita completo per robot umanoidi, lanciata a Pechino.

Loading...

La piattaforma, guidata dall’organismo di standardizzazione del Ministero dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione (Miit), fa da spina dorsale operativa per la nuova specifica normativa, che impone che a ogni robot umanoide venga assegnato un codice identitario unico.

Sviluppato dai principali enti nazionali di standardizzazione, questo identificatore digitale funge da carta di identiià completa per ogni macchina. Consente la tracciabilità end-to-end per tutta la durata del robot — dalla produzione e vendita all’uso quotidiano e al riciclo finale.

Il codice a 29 cifre è strutturato meticolosamente in quattro segmenti: un codice paese a 2 cifre, un codice aziendale a 4 cifre, un codice modello a 6 cifre e un numero di serie a 17 cifre.

Un’industria in espansione

Insieme, questi elementi costituiscono la base di un sistema di tracciabilità, permettendo un’identificazione e un tracciamento precisi.

La mossa è pensata per affrontare questioni fondamentali riguardanti sicurezza, gestione e governance, accelerando infine l’applicazione pratica dei robot umanoidi. L’aggiornamento normativo arriva in un momento critico: l’industria cinese dei robot umanoidi ha registrato una crescita esplosiva, oltre 500 imprese si sono concentrate nei centri nazionali. Questa rapida espansione ha anche innescato problemi, compresa la codifica frammentata tra i diversi produttori.

Il nuovo standard impone una rigida regola sul genere «nessun codice, nessun accesso al mercato». Tutti i robot venduti o distribuiti a livello nazionale devono essere registrati e i produttori obbligati a richiamare i prodotti in caso di rilevamento di difetti comuni, mentre la ristrutturazione e la rivendita di robot rottamati sono severamente vietate.

La Cina si muove per prima

La piattaforma crea un meccanismo di governance a ciclo chiuso. Coprendo R&S, produzione, manutenzione e riciclo, il sistema – stando ai regolatori di Pechino - garantisce che i rischi possano essere prevenuti e le responsabilità chiaramente ricondotte alla fonte.

La globalizzazione di alta qualità dei robot umanoidi richiede un sistema di gestione standardizzato con regole unificate. Oltre 100 aziende si sono iscritte al programma rilasciando codici completi per il ciclo di vita a più di 28mila unità distribuite su 200 modelli di prodotto.

L’iniziativa non solo fornisce le basi tecniche per il riconoscimento reciproco internazionale e la circolazione transfrontaliera, ma rafforza anche il ruolo della Cina nella definizione degli standard globali e della competitività nel settore.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti