Guerre commerciali

Cina attacca intesa Usa-Regno Unito sui dazi: «Ci tagliano fuori»

I requisiti sulla sicurezza imposti da Trump escluderebbero i prodotti cinesi dalle forniture di industria siderurgica e farmaceutica britannica

di Luca Veronese

Al via la tregua di 90 giorni sui dazi, concordata dalle delegazioni di Stati Uniti e Cina nel vertice di Ginevra in Svizzera

2' di lettura

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È iniziata ufficialmente la tregua sui dazi concordata da Stati Uniti e Cina. L’accordo, negoziato a Ginevra in Svizzera dopo mesi di scontro commerciale durissimo prevede una pausa di 90 giorni durante la quale gli Usa taglieranno dal 145% al 30% le tariffe sui beni importati dalla Cina. Mentre Pechino ha accettato di ridurre dal 125% al 10% i dazi alla dogana sui beni americani importati.

Tutto torna come prima, o quasi, dopo che la guerra commerciale ha fatto crollare le borse di tutto il mondo e ha alimentato l’incertezza anche sull’economia Usa. Donald Trump ha esultato per quella che ha definito «una vittoria», le autorità cinesi sono state molto più caute. Per gli Stati Uniti resta aperta la trattativa con l’Europa e continuano i colloqui bilaterali con diversi Paesi, primi fra tutti India e Giappone, per ridurre le barriere al commercio.

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Il primo accordo bilaterale di Trump sul commercio, quello raggiunto con il Regno Unito la scorsa settimana, è tuttavia stato criticato proprio dalla Cina: secondo le autorità di cinesi, i patti definiti tra Washington e Londra potrebbero essere utilizzati per escludere i prodotti cinesi dalle catene di fornitura britanniche, impongono infatti «rigorosi requisiti per la sicurezza nazionale americana», soprattutto per l’industria siderurgica e farmaceutica, che sembrano pensati per tagliare fuori le produzioni cinesi. «La cooperazione tra Stati non dovrebbe essere condotta contro o a detrimento degli interessi di terze parti», ha dichiarato il ministero degli Esteri cinese al Financial Times.

Questo nuovo scontro mette il Regno Unito in una posizione difficile tra le due superpotenze economiche e complica i tentativi di Londra di rilanciare le relazioni con la Cina.

Pechino ha messo in guardia altri Paesi dal firmare accordi commerciali con gli Stati Uniti che minaccino gli interessi cinesi, temendo che il presidente Trump utilizzi i negoziati bilaterali con i partner commerciali per fare pressione su di loro affinché escludano la Cina dalle reti di approvvigionamento.

«Le clausole imposte da Trump al Regno Unito sono ingiuste nei confronti della Cina, sono delle pillole velenose peggiori dei dazi», ha spiegato al Financial Times Zhang Yansheng, esperto della China Academy of Macroeconomic Research. «Il problema di fondo sono gli Stati Uniti, gli altri Paesi sono attori secondari. È necessario - ha aggiunto - discuterne nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti».

Trump si è detto «molto fiducioso» sui negoziati avviati con la Cina. Il presidente, impegnato in un viaggio nei Paesi del Golfo Persico, ha sottolineato ieri di avere sempre avuto «un ottimo rapporto con il presidente cinese Xi Jinping». E ha poi spiegato: «È ora che la Cina si apra, e questo fa parte del nostro accordo. Faremo in modo che la Cina si apra. Abbiamo le basi per un accordo molto, molto solido con la Cina».

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