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Dazi: gli Usa hanno già rimborsato 100 miliardi di dollari. Cina pronta a rispondere a Trump

Cina: contromisure per i dazi Usa sul «lavoro forzato»

DONALD TRUMP PRESIDENTE USA PRESENTA I DAZI LA CORTE SUPREMA USA BOCCIA I DAZI DI TRUMP - FOTO ARCHIVIO 7146

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L’amministrazione di Donald Trump ha versato circa 100 miliardi di dollari in rimborsi per i dazi, da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato, all’inizio di quest’anno, l’utilizzo dei poteri di emergenza per imporre dazi ai partner commerciali. La somma, pari al 60% dei 165 miliardi di dollari raccolti con i dazi imposti dal presidente in occasione del “Giorno della Liberazione”, è stata comunicata martedì dai funzionari doganali statunitensi ai giudici della Corte di Commercio Internazionale degli Stati Uniti, secondo quanto riferito dal Financial Times.

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Cina: contromisure per i dazi Usa sul «lavoro forzato»

Intanto, la Cina ha annunciato diverse contromisure contro gli Stati Uniti a seguito delle sanzioni imposte dagli Usa in nome della lotta al lavoro forzato e della sicurezza nazionale, che prendono di mira in particolare i robot umanoidi cinesi. «La Cina non ha altra scelta che adottare le contromisure necessarie per rispondere a queste azioni» ha dichiarato un portavoce del Ministero del Commercio cinese in un comunicato. Tra queste, il rafforzamento dei «controlli sulle esportazioni verso gli Stati Uniti di droni, componenti chiave e tecnologie correlate». Nel complesso «le contromisure adottate sono contenute» in quanto Pechino «attribuisce grande importanza alla stabilità delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti, una stabilità raggiunta con grande difficoltà», si sottolinea nel comunicato.

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La Federal Communications Commission (Fcc) degli Stati Uniti, spiegano alcuni commentatori, ha vietato l’importazione di nuovi robot umanoidi e quadrupedi prodotti in Cina, divieto motivato ufficialmente da rischi di sicurezza nazionale e ipotetiche backdoor di spionaggio, in realtà Washington punta a proteggere la filiera tecnologica americana e a frenare il dominio cinese nella robotica avanzata.

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