Centro Studi Enti Locali

La caccia all’evasione non entusiasma i Comuni: solo 304 su 7.900 partecipano alle segnalazioni attive

Il rapporto parla di entrate e segnalazioni qualificate ai minimi storici negli ultimi anni

di Davide Madeddu

(Ansa)

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Cala l’impegno dei Comuni nella caccia all’evasione. Solo 304 su 7.900 partecipano «in modo attivo» allo strumento delle segnalazioni qualificate. Con il risultato che negli ultimi sette anni le entrate sono più che dimezzate e le segnalazioni «ai minimi storici». A delineare questo scenario è un’elaborazione del Centro Studi Enti Locali che mette in evidenza anche qualche caso positivo.

Le “segnalazioni qualificate” dei Comuni

Tutto è legato alla possibilità dei Comuni di avviare, quando si sospettano casi di evasione fiscale sul territorio, istruttorie per richiamare l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate sui casi in questione. Se i sospetti si rivelano fondati e le somme vengono recuperate, agli enti autori delle segnalazioni spetta una quota di compartecipazione al gettito sottratto all’evasione del 50%. Una percentuale, passata da un iniziale 30% a un temporaneo 100% per poi tornare al 50%, che, a leggere i dati del Centro Studi, non sembra convincere le amministrazioni pubbliche. Solo con la percentuale del 100%, evidenzia la rilevazione, c’è stato il picco con il «massimo utilizzo dello strumento».

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Nel 2024 il minimo storico con 2,5 milioni di euro

«I proventi riconosciuti ai Comuni per la collaborazione al recupero dell’evasione fiscale nel 2024 hanno toccato il minimo storico, portando nelle casse comunali poco più di 2,5 milioni di euro - scrive il Centro Studi Enti Locali -. Un dato che si confronta con i circa 3 milioni del 2022 e 2023, i 6,7 milioni del 2021 e gli 11,4 milioni del 2018».

Nel 2024 il recupero complessivo è stato quindi di circa 5 milioni di euro, «ben lontano dai livelli registrati nel 2012, quando il meccanismo garantì ritorni superiori a 30 milioni. Per trovare un importo più basso, sottolinea il rapporto, è necessario tornare indietro al 2009.

La sorpresa di Genova

Tra i casi che vengono evidenziati c’ quello di Genova che «emerge come “campione di incassi” e, con i suoi 406mila euro ricevuti, traina il dato regionale della Liguria. Seguono Milano con 376.490 euro, Prato con 170.122 euro, Torino con 113.888 euro, Firenze con 105.628 euro, Brescia con 62.011 euro, Bergamo con 55.094 euro, Bologna con 48.127 euro e Cernusco sul Naviglio con 40.543 euro».

Non mancano i paradossi: «Bari, decima città italiana per popolazione, non compare tra i Comuni beneficiari del riparto - evidenzia lo studio -. Ancora più emblematico il confronto tra Roma e alcuni micro-comuni: Vasia, ad esempio, comune ligure che conta meno di 400 abitanti, arriva a incassare più del doppio della Capitale: 20.710 euro contro 10.145».

304 Comuni beneficiari su 7.900

Nel complesso sono 304 i Comuni beneficiari e rappresentano una quota ridottissima rispetto ai circa 7.900 enti locali italiani: meno del 4% partecipa in modo attivo allo strumento delle segnalazioni qualificate. La distribuzione territoriale di questi enti conferma uno squilibrio marcato.

Nord dominante

Nella geografia della lotta all’evasione il Nord appare dominante. In testa c’è la Lombardia con 97 Comuni e 1.009.938 euro di riparto (circa il 40% del totale nazionale). Seguono Liguria (442.290 euro con 15 Comuni), Emilia-Romagna (362.471 euro con 66 Comuni) e Toscana (300.454 euro con 17 Comuni). Queste quattro regioni, da sole, concentrano la gran parte delle risorse. Nel Mezzogiorno e nelle Isole i riparti restano marginali: Campania 7.306 euro, Puglia 1.495 euro, Sicilia 6.791 euro, Sardegna 8.396 euro. «È un divario che richiama non solo (o non tanto) il tema dell’evasione - sottolinea l’elaborazione -, quanto quello della capacità amministrativa, dell’organizzazione degli uffici e della degli uffici e della continuità delle attività di controllo».

Una strada da percorrere

Per gli autori dello studio una soluzione potrebbe essere un ritorno alla quota del 100%. «Se confermato - si legge - potrebbe segnare una svolta per un meccanismo che oggi resta efficace ma sottoutilizzato, soprattutto nei territori dove le segnalazioni sono ancora episodiche».

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