L’Olanda restituisce a Kiev i preziosi reperti d’oro degli Sciti
Si è così conclusa la lunga battaglia legale tra Ucraina e Crimea
di Micaela Zucconi
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Dopo una lunga battaglia legale tra Ucraina e Crimea, l’Olanda ha restituito a Kiev i preziosi reperti degli Sciti esposti all’Allard Pierson Museum di Amsterdam nel 2014
La lista di opere d’arte che, a causa di eventi bellici, sono andate disperse, trafugate, distrutte, al centro di traversie o di contese legali non si conta. In questo caso, protagonista di una lunga avventura è stata una collezione di tesori archeologici provenienti da cinque musei della Crimea, prestata per un’esposizione all’Allard Pierson Museum di Amsterdam. Peccato che nel corso della mostra la situazione geopolitica sia drasticamente e drammaticamente mutata, costringendo le autorità olandesi a chiedersi a chi doverla restituire. Alle istituzioni museali da cui provenivano, passate sotto il controllo russo nel 2014, dopo l’annessione della regione - attraverso un referendum considerato dalla comunità illeggittimo - o all’Ucraina, patria dei reperti al momento del prestito? Entrambe le parti reclamavano il tesoro.
Una situazione legale complessa
Una situazione legale complessa, che non poteva essere risolta dal museo dove si trovavano i manufatti protagonisti della mostra “Crimea - Oro e Segreti del Mar Nero”.
Oltre 500 opere d’arte dell’antica Crimea, il Chersoneso Taurico dei Greci, che vi avevano fondato delle colonie dal VII secolo a.C., influenzando fortemente gli Sciti, popolazione nomade delle steppe euroasiatiche, stabilitasi nella penisola e a cui è ascrivibile la maggior parte dei reperti. Pezzi rari in oro, come uno straordinario elmo da parata, bronzo e argento, armi, gioielli, corredi funebri, oggetti, quali una scatola in lacca di fattura cinese, provenienti da diverse località (tra cui Kherson, dove l’esplosione della diga di Nova Kakhova lo scorso giugno, ha spazzato via il sito archeologico).
Els van der Plas, direttore dell’Allard Pierson Museum
“Si è trattato di un caso speciale, nel quale un’eredità culturale diventa vittima di avvenimenti geopolitici. Quando nel 2014 è stato chiaro che la decisione sarebbe stata presa da un giudice, ci siamo concentrati per conservare in modo appropriato gli artefatti fino al momento della restituzione alla legittima amministrazione”, ha affermato Els van der Plas, direttore dell’Allard Pierson Museum.
Museo Nazionale di Storia dell’Ucraina, a Kiev
Nel 2016 il tribunale di Amsterdam si era espresso a favore di Kiev. I musei della Crimea si erano rivolti quindi alla Corte d’Appello. Un ricorso respinto nel 2021 cui era seguito quello alla Suprema Corte olandese, che il 9 giugno 2023, ha riconosciuto infine la collezione come parte del patrimonio culturale dell’Ucraina. Una decisione squisitamente in punta di diritto, data la nazionalità dell’autorità al momento del prestito e sulla base del fatto che l’Unione Europea non ha riconosciuto l’annessione. Un verdetto accolto molto favorevolmente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky (non altrettanto dalla controparte) per il quale il rientro del tesoro degli Sciti a Kiev assume un valore più profondo. Lo scorso novembre, nove anni dopo essere stati esposti ad Amsterdam, gli oggetti - controllati e imballati secondo i protocolli museali di rito - hanno quindi preso la via di casa e si trovano ora al Museo Nazionale di Storia dell’Ucraina, a Kiev.





