L’Italia è l’unico big del vino a non aver diminuito la quantità di export
Analisi Ismea: 2023 sottotono ma il nostro Paese tiene più dei principali competitor. Nei primi 9 mesi cala il dato in valore (-2%)
di Emiliano Sgambato
2' di lettura
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Complici l’inflazione, la crisi internazionale e una vendemmia da dimenticare, il 2023 non sarà certo ricordato come tra i migliori per il vino italiano. Nemmeno per l’export (dopo il record del 2022) ma l’Italia si può consolare con il fatto che tra i grandi produttori internazionali è l’unico Paese a non aver subito riduzioni dei quantitativi spediti all’estero. La Spagna ha perso il 4% circa sia in volume che in valore, mentre la Francia ha ridotto i volumi dell’8% perdendo in valore l’1%. Molto peggio hanno fatto i Paesi oltreoceano: Cile, Argentina e Stati Uniti hanno mostrato flessioni di quasi il 30% delle esportazioni in volume mentre l’Australia si è fermata a -8%
Il dato emerge da un’analisi sui dati dei primi 9 mesi dell’anno di Ismea ,che comunque ribadisce come il 2023 del vino si è contraddistinto per una forte contrazione della produzione mondiale e un rallentamento degli scambi internazionali. In Italia con 39 milioni di ettolitri di vino stimati a fine anno, l’ultima vendemmia si posiziona tra le più scarse degli ultimi decenni.
L’esito produttivo è tuttavia ampiamente controbilanciato dall’incremento delle giacenze, mai così elevate da inizio millennio, con 51 milioni di ettolitri censiti al 31 luglio 2023.
L’accumulo degli stock in cantina accanto a una domanda nazionale ed estera non particolarmente dinamica – ricorda Ismea – hanno condizionato negativamente i listini all’origine per quasi tutto il 2023.
Solo a partire dall’estate, con le attese di una riduzione produttiva, le quotazioni, soprattutto nel segmento dei vini da tavola, hanno ripreso un minimo di slancio, non sufficiente tuttavia a ribaltare la tendenza negativa nella media d’anno (-2% la flessione dell’indice dei prezzi di Ismea sul 2022).
Anche la domanda interna, soprattutto rispetto alle vendite nei supermercati, «non appare particolarmente dinamica, nonostante la lieve ripresa dei consumi a partire dalla tarda primavera». I primi dieci mesi del 2023 registrano un calo in volume del -3,1% per un controvalore, sospinto dal caro prezzi (+3,1%).
I vini fermi mostrano una flessione di quasi il 4% in volume mentre gli spumanti si attestano sopra i volumi dello scorso anno (+1%). Resta comunque, nota Ismea, «l’atteggiamento prudente dei consumatori tra gli scaffali, con acquisti “difensivi” che privilegiano i prodotti in promozione o alcune tipologie più convenienti a scapito di altre soprattutto nel segmento degli spumanti».









