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L’ironia di Google, Microsoft e Samsung sulle non-novità di Apple

Liquid Glass, intelligenza artificiale e déjà-vu: Apple nel mirino di Google, Microsoft e Samsung

di Marco Trabucchi

3' di lettura

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Nel mondo della tecnologia, frecciatine, sberleffi e prese in giro tra giganti del settore sono ormai una prassi consolidata. Il copione è sempre lo stesso: : un’azienda presenta una novità con entusiasmo, e subito dopo spunta un competitor a ricordarle — con un sorriso sarcastico — che quell’idea ce l’aveva già da un pezzo.

La storia dei “tech roast” è lunga e piena di momenti cult. Dalla leggendaria campagna Apple “Get a Mac” (2006-2009), con i personaggi “Hi, I’m a Mac” e “And I’m a PC” che per anni hanno ridicolizzato i computer Windows con sketch minimalisti su fondo bianco, allo spot in cui Samsung rispose colpo su colpo con “The Next Big Thing”, raccontando le tragicomiche avventure di un giovane condannato a file chilometriche per comprare l’ultimo iPhone, finché passa a un Galaxy proprio alla vigilia del lancio dell’iPhone X. Nel 2024 Samsung, per lanciare i suoi tablet, ha rilanciato con un altro colpo basso (ma molto ben calibrato): “Creativity Cannot Be Crushed”, una risposta diretta allo spot Apple in cui una pressa idraulica schiaccia strumenti musicali e artistici per promuovere l’iPad Pro. Persino Intel, notoriamente più compassata, nel 2021 ha ceduto alla tentazione di attaccare i Mac con chip M1 con una serie di spot sarcastici.

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E arriviamo al 2025. Dopo la recente presentazione di iOS 26 e macOS 26 al WWDC, il web si è scatenato. Apple, che per decenni ha fatto del leggendario “One more thing” il simbolo della sua capacità di sorprendere il mondo, oggi si ritrova a introdurre funzioni che i concorrenti avevano già da tempo. Tra meme, frecciatine e titoloni ironici, la “trollfest” è esplosa su tutti i fronti. TTra meme, frecciatine e titoloni ironici, la “trollfest” è esplosa su tutti i fronti. Tra i primi a colpire c’è stato The Verge, con un titolo che è già tutto un programma: “All the Android features Apple announced at WWDC” — ovvero, “Tutte le novità Android annunciate al WWDC”. Il pezzo passa in rassegna una lunga lista di funzionalità che Apple ha presentato come rivoluzionarie, ma che su Android, e in particolare sui Google Pixel, sono vecchie conoscenze: Call Screening, Hold Assist, traduzioni live durante le chiamate. Nulla di davvero inedito, ma solo un elegante restyling in salsa Apple. E i competitor, ovviamente, non hanno perso tempo. Google, Microsoft e Samsung si sono uniti in un coro di ironie più o meno esplicite.

Le precisazioni di Samsung

Samsung ha aperto le danze con un affondo elegante ma chirurgico. Durante il keynote Apple, sull’account ufficiale X (ex Twitter) ha pubblicato una serie di messaggi al vetriolo. Il primo: “App personalizzabili? Barre fluttuanti? Quell’interfaccia lucida effetto vetro? Sembra… familiare.”

Poi, sulle traduzioni in tempo reale, ha rincarato la dose: “Nuovi alle live translations? Benvenuti a bordo.” Il riferimento è chiaro: il Galaxy S24 offre tutte queste funzioni da inizio 2024.

Il troll di Google

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Google ha scelto uno stile surreale. Il Pixel 9 Pro, nei panni del secchione della classe, ha messo in scena uno spot che è un piccolo capolavoro di sarcasmo. L’iPhone si mostra entusiasta delle novità in arrivo con iOS 26: la traduzione automatica dei messaggi, Hold Assist per mantenere la linea durante le chiamate e il call screening che filtra le telefonate indesiderate. La risposta del Pixel è impietosa e tagliente: “Ce l’avevo 4 anni fa”, “5 anni fa”, “7 anni fa”. L’iPhone, con una candida ingenuità che sfiora il comico, parla di “coincidenze pazzesche”.

L’approccio di Microsoft

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Microsoft ha rispolverato un pezzo di archeologia digitale: Windows Vista — sì, proprio lui, il sistema operativo del 2007 — per lanciare una frecciatina ben calibrata a macOS Tahoe. Su Instagram ha pubblicato un collage con schermate originali di Vista, completo di iconico suono d’avvio. Nessuna spiegazione, solo una didascalia secca e ironica: “Just gonna leave this here.”

Il messaggio è chiaro: l’interfaccia Aero, introdotta quasi vent’anni fa e poi raffinata con Windows 7, ha moltissimo in comune con il nuovo design “Liquid Glass” che Apple oggi presenta come rivoluzionario.

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