Intervento

L’intelligenza artificiale e il cambiamento che le aziende stanno sottostimando

L’AI sta rivoluzionando il lavoro, creando nuove professioni e richiedendo competenze innovative, con i giovani protagonisti nell’adozione e nell’uso strategico di queste tecnologie

di Mark Dixon*

 (Adobe Stock)

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La tecnologia ha sempre avuto un impatto profondo sul modo di lavorare, la differenza oggi è la rapidità con cui il cambiamento si sta manifestando. I recenti progressi dell’Intelligenza Artificiale stanno trasformando il mondo del lavoro a una velocità che molte organizzazioni – e persone – fanno fatica a cogliere pienamente.

L’attenzione dei media si concentra spesso sui rischi legati alla scomparsa di alcune professioni e sulle difficoltà che le nuove generazioni potrebbero incontrare nell’accesso al mercato del lavoro, mentre si tende a sottovalutare le straordinarie opportunità di crescita che questa rivoluzione può offrire. Ho alle spalle cinque decenni di esperienza nel mondo del business, più della metà dei quali vissuti prima dell’era digitale. Ricordo l’arrivo delle email oltre vent’anni fa: molte aziende, inizialmente scettiche e legate ai metodi tradizionali, non sono riuscite ad adattarsi al cambiamento e hanno faticato a superare la transizione. Il progresso, in ogni caso, ha continuato la sua corsa.

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Oggi ci troviamo a un punto di svolta simile. L’AI sta già aumentando la produttività, aprendo percorsi professionali completamente nuovi e mettendo in discussione lo status quo.

L’IA non segna la fine del lavoro, è l’inizio di un lavoro migliore

Sempre più spesso sono i giovani a insegnare ai colleghi più senior come utilizzare gli strumenti che stanno ridefinendo il lavoro moderno, lo dimostra anche una recente ricerca che abbiamo realizzato come International Workplace Group (IWG) che evidenzia come i dipendenti della Generazione Z siano protagonisti nell’adozione dell’AI, e promotori dell’utilizzo in azienda.

Nonostante i progressi registrati, il dibattito sull’intelligenza artificiale è ancora caratterizzato da una certa preoccupazione. Un recente sondaggio del World Economic Forum indica che oltre la metà dei dirigenti aziendali prevede una possibile sostituzione di posti di lavoro, alimentando timori sull’automatizzazione dei ruoli entry-level e sulle difficoltà che i giovani potrebbero incontrare nel percorso verso posizioni di maggiore responsabilità.

Tuttavia, accanto a queste preoccupazioni, l’AI sta anche generando numerose (anche nuove) opportunità e nuovi ruoli professionali. La realtà è che il lavoro si trasformerà e i giovani dovranno essere più consapevoli e strategici sul loro ingresso nel mercato del lavoro, che sia tra uno, due, tre o cinque anni.

La velocità del business

L’errore che commettiamo oggi con l’AI è di considerarla uno strumento solo per migliorare l’efficienza, quando in realtà è parte di una curva esponenziale di progresso, è il cambiamento più importante che abbia visto da quando ho fondato Regus nel 1989. E il cambiamento, quando è esponenziale, non si limita a modificare i ruoli: trasforma la velocità stessa del business.

Esperienze simili si sono già viste in passato e io le ho vissute. Nuovamente, ricordo l’arrivo delle e-mail o l’utilizzo diffuso di strumenti come smartphone e internet; con il loro avvento, il business non ha rallentato, ma ha subito una forte accelerazione e l’Intelligenza Artificiale è destinata a produrre effetti analoghi.

In passato, le trasformazioni tecnologiche non hanno ridotto l’attività economica, ma l’hanno profondamente modificata. Eliminando le attività ripetitive e creando enormi efficienze, l’IA libera le persone per fare ciò che sanno fare meglio: pensare in modo creativo, risolvere problemi e proporre nuove idee.

In un mondo guidato dall’IA, vincono gli intraprendenti

Tra le competenze che saranno sempre più rilevanti per i talenti del futuro, spicca la capacità di utilizzare l’Intelligenza Artificiale in modo efficace, valorizzando il potenziale che questa tecnologia può offrire alle aziende. Chi già oggi si avvicina agli strumenti di AI e ne approfondisce l’utilizzo si trova in una posizione di vantaggio, potendo contribuire con nuove competenze, energia e innovazione allo sviluppo di realtà in forte crescita e favorendo ulteriori progressi in termini di produttività.

Guardando al futuro, per le nuove generazioni sarà importante valutare con attenzione dove e come iniziare la propria carriera e sarà utile riflettere su dove possono acquisire la migliore esperienza professionale e su quali competenze saranno maggiormente richieste dalle aziende di domani. In passato, chi desiderava distinguersi spesso sceglieva di imparare a programmare nel tempo libero o sviluppare ulteriori competenze parallelamente all’attività lavorativa: un approccio proattivo che oggi, più che mai, può fare la differenza.

Preparare la strada

La storia insegna che ogni grande cambiamento tecnologico tende a seguire un percorso simile: la maggior parte delle persone resta legata alle abitudini consolidate, mentre una minoranza si adatta rapidamente e riesce a trarre vantaggio dalle nuove opportunità. Ciò che distingue l’attuale fase di trasformazione è la rapidità con cui il ritmo del business sta accelerando, probabilmente più di quanto sia avvenuto in tempi recenti.

L’AI rappresenta una tecnologia destinata a trasformare tutto ciò che verrà sviluppato in futuro. Non si tratta di una prospettiva lontana, né di una tendenza passeggera: è già oggi un elemento centrale per la crescita e il vantaggio competitivo delle imprese. Chi decide di investire tempo e risorse nell’apprendimento e nell’utilizzo dell’IA potrà cogliere nuove opportunità, che tendono ad ampliarsi con l’evoluzione del mercato.

La storia dimostra che, nei periodi di cambiamento esponenziale, chi si adatta per primo è spesso in grado di ottenere i risultati migliori.

*CEO e Fondatore, International Workplace Group (IWG)

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