L’Europa si surriscalda a velocità doppia rispetto alle medie globali
Va sottolineato che i limiti di 1,5°C e 2°C fissati nell’Accordo di Parigi sono obiettivi per la temperatura media del pianeta entro la fine del secolo, quindi raggiungerli già oggi non fa ben sperare per il benessere dell’umanità al 2100. L’Europa è il canarino nella miniera di questo processo, visto che si sta surriscaldando a velocità doppia rispetto alle medie globali: nel 2022 il Vecchio Continente ha già superato il limite superiore fissato dall’Accordo di Parigi, registrando una temperatura media di 2,3 gradi centigradi più alta rispetto ai livelli pre-industriali, con le ricadute sulla salute, le risorse idriche e la sicurezza alimentare che sono sotto gli occhi di tutti.
La situazione è resa particolarmente critica dall’inizio del fenomeno climatico noto come El Niño, un evento periodico legato all’innalzamento delle temperature delle acque del Pacifico prospicienti le coste sudamericane, che di solito raggiunge il suo apice verso Natale e prende appunto il nome dal Bambin Gesù.
Ad annunciare il suo imminente sviluppo sono state le onde di Kelvin, considerate un fenomeno precursore dell’arrivo di El Niño. Registrate fra marzo e aprile dai satelliti della Nasa, le onde di Kelvin sono alte circa 5-10 centimetri sulla superficie del Pacifico e lunghe centinaia di chilometri: spostano masse di acqua calda da Ovest a Est lungo l’Equatore verso la costa occidentale del Sud America.
Come ricorda la Nasa, l’acqua si espande man mano che si riscalda, quindi i livelli del mare tendono ad essere più alti dove l’acqua è più calda.Si tratta di un fenomeno che produce effetti di ampia scala sul clima mondiale, spingendo al rialzo le temperature medie. L’ultima volta che El Niño si è presentato con una certa potenza risale al 2014-2016, e al momento proprio il 2016 è considerato dalla maggioranza delle agenzie globali come l’anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni.
Effetti destinati a farsi sempre più evidenti nei prossimi mesi
Essendo appena iniziato, gli effetti di El Niño sono destinati a farsi sempre più evidenti nei prossimi mesi, per raggiungere un picco in inverno, probabilmente ad inizio 2024. Le previsioni di Copernicus indicano quindi un’elevata probabilità che in quest’estate 2023 e poi in autunno e in inverno si superi nuovamente, e ripetutamente, il grado e mezzo al di sopra delle temperature pre-industriali. Le conseguenze sono climatiche ma anche economiche, perché le alte temperature associate a El Niño esacerbando la siccità in alcune parti del pianeta e aumentando le precipitazioni estreme in altre.