Giornata mondiale degli oceani, ecco cosa mette a rischio i mari del futuro
I problemi sono diversi, ma il più macroscopico è la deossigenazione che destabilizza l’equilibrio degli ecosistemi marini
di Elena Comelli
5' di lettura
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Poseidone ha ottimi motivi per essere irritato con l'umanità. I mari del futuro saranno più caldi, più sporchi, più acidi, meno ossigenati e più vuoti di quelli di oggi. La Giornata mondiale degli oceani è una buona occasione per considerare le conseguenze dell'emergenza climatica e ambientale su questi immensi ecosistemi, che coprono il 70% della superficie terrestre e sono determinanti per la sopravvivenza della specie umana.
Gli oceani assorbono il 90% del calore in eccesso trattenuto dai gas serra e la loro temperatura media è aumentata di quasi 1 grado centigrado rispetto al periodo pre-industriale, con medie record di oltre 21 °C, che hanno molto allarmato gli esperti, registrate a partire da aprile .
Ma non solo. Gli oceani assorbono il 30% delle emissioni antropiche di anidride carbonica e questo ne provoca l'acidificazione. Quando la CO2 si dissolve nell’acqua, infatti, innesca una reazione chimica che produce acido carbonico. Dall’inizio della rivoluzione industriale ad oggi l’acidità dei mari è aumentata del 26%, con una velocità 100 volte superiore rispetto ai cambi di acidità avvenuti negli ultimi 55 milioni di anni.
L'acidificazione riduce rapidamente la capacità degli oceani di assorbire CO2, minacciando al tempo stesso la sopravvivenza di molti organismi marini che hanno bisogno del carbonato di calcio (in forte diminuzione con l'aumento dell'acidità), a partire dai coralli, dai molluschi e dai crostacei.
Il benessere dei mari, poi, è minacciato da altri problemi: l’inquinamento da plastica sempre più imponente, l'eutrofizzazione dovuta all'eccesso di concimi azotati in agricoltura, l'eccesso di pesca e la distruzione dei fondali dovuta allo strascico. La conseguenza più macroscopica e quella di cui si parla meno, però, è la deossigenazione, che destabilizza l'equilibrio degli ecosistemi marini più di tutte le altre messe assieme. I pesci, infatti, come tutte le altre creature, hanno bisogno di respirare. E là dove manca l'ossigeno muoiono, come emerge da diversi studi.


