Mercato Ue

L’Europa dell’auto chiude il 2025 con una crescita del 2,4%. A dicembre l’elettrico supera la benzina

Gap di volumi 16% sul 2019, le elettriche a quota 19,5%. Stellantis perde il 3,9% dei volumi ma Alfa Romeo cresce di oltre il 30%

di Filomena Greco

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L’Europa dell’auto nel 2025 cresce, anche se di poco, rispetto al 2024 - nell’area (Ue più Efta e Uk) sono state immatricolate 13 milioni e 271.270 autovetture con un incremento del 2,4% - ma con un gap del 16% rispetto ai livelli ante-crisi (2019). Si conferma dunque una perdita di volumi che sta condizionando una delle industrie più strategiche del Vecchio Continente, che pesa da un minimo dell’8,7% della Spagna a un massimo del 26,3% della Francia, con l’Italia a -20,5% sul 2019.

La transizione verso la mobilità elettrica voluta da Bruxelles ha influito sulla domanda, rallentando il ritmo di rinnovo del parco circolante a fronte di un cambio di modelli di uso, senza però le giuste misure trasversali a sostegno dell’industria e dello stesso mercato. In questo contesto, rileva il Centro Studi Promotor, le auto elettriche vendute nel 2025 sono state due milioni e 585.187, il 19,5% del totale delle immatricolazioni, in crescita di quasi il 30% sul 2024. Con punte massime, tra i major market, del 23,4% in Uk fino al dato più basso in capo all’Italia, che ha una penetrazione dell’elettrico solo del 6,2% rispetto alle immatricolazioni.

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A dicembre per la prima volta le auto full electric hanno superato quelle alimentate a benzina con una quota di mercato in Europa del 22,6% contro il 22,5 per cento.

Tra le case produttrici, Volkswagen chiude il 2025 con un aumento dei volumi del 5% mentre Stellantis perde il 3,9%, con Alfa Romeo che aumenta le vendite nell’anno di oltre il 30%, unico brand con una performance positiva nell’anno. Renault dal canto suo migliora i volumi del 5,9% e supera nell’anno la quota di mercato del 10%. Tra i brand lusso, va bene Bmw mentre Mercedes resta sui livelli del 2024. Toyota perde nell’anno il 6,9% dei volumi e scende sotto la quota del milione di autovetture immatricolate.

Primo tra i player cinesi è Saic Motor, subito dopo Volvo, con il 2,3% di quota di mercato e volumi in crescita del 24% mentre Byd raggiunge l’1,4% di market share e moltiplica per 3,5 i vollumi di vendita. Tesla perde in un anno 0.7 punti di market share e si attesta a quota 1,8%.

Stellantis, con qualche ora di anticipo sui dati Acea, diffonde una elaborazione dei dati di mercato in Ue30: il Gruppo mantiene la prima posizione nel segmento strategico dei veicoli ibridi col 15% di quota, grazie al lancio di modelli fondamentali come Citroën C3 e C3 Aircross, Fiat Grande Panda, nuova Citroen C5 Aircross, nuova Jeep Compass e nuova Opel/Vauxhall Frontera. La leadership nei veicoli commerciali si basa sul 28,6% di quota mercato.

Stellantis è al primo posto nel segmento A con Fiat Panda e al secondo posto nel segmento B-SUV, mentre Peugeot 208 e 2008 sono entrambe fra i 10 best seller a livello europeo. Francia, Italia e Portogallo sono i mercati di riferimento, mentre Stellantis è al secondo posto per volumi in Germania, Spagna, Regno Unito, Austria e Belux. Le vendite, in particolare, sono cresciute in 5 dei 10 mercati maggiori (Austria, BeLux, Polonia, Portogallo e Spagna).

Gli ordini da cliente finale sono cresciuti significativamente rispetto al 2024, con un’accelerazione nella seconda metà dell’anno (+8%) e un’impennata ancora più decisa nell’ultimo quarter (+16%), contribuendo a ridurre i cali registrati negli ultimi mesi. Anche il portafoglio ordini è cresciuto in misura consistente (+10% vs. 2024)

In generale sul mercato europeo, specifica il Centro Studi Promotor, «va segnalato che una crescita più sostenuta (+33,4%) hanno avuto le immatricolazioni di ibride plug-in che, tra l’altro, hanno trovato uno spazio nelle misure annunciate il 16 dicembre per ammorbidire la transizione energetica in quanto dovrebbero poter essere immatricolate anche dopo il 2035».

«Il quadro complessivo del mercato dell’auto dell’Europa Occidentale continua a destare grande preoccupazione – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – e ciò perché non si vede come e quando l’Unione Europea intenda superare la gravissima crisi del suo settore dell’auto e ciò anche se l’Unione Europea ha manifestato il 16 dicembre una modesta apertura per attenuare il rigore talebano che ha caratterizzato la sua azione nel dettare le linee della transizione energetica».

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