L’auto elettrica, il made in Italy e l’arte di costruire l’impossibile
Il libro «Auto elettrica. L’Italia che non ha paura del 2035» è un viaggio tra imprese e università italiane per raccontare pionieri, invenzioni e primati industriali. E scoprire perché anche l’auto elettrica non potrà fare a meno del made in Italy. In edicola da sabato 8 aprile
di Antonio Larizza
4' di lettura
I punti chiave
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«Tutti mi dicevano che era impossibile farlo, ma i nostri ingegneri non sapevano che era impossibile. E l’hanno fatto». La celebre frase con cui Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara, ama descrivere il modo in cui è nato, nel 2011, il simulatore di guida più avanzato del mondo è diventata ormai un motto, un aforisma sul modo in cui si fa innovazione in Italia.
Il coraggio di accettare sfide industriali che altri hanno scartato. L’abilità di vedere prodotti quando ancora nessuno li ha pensati. L’inventiva di combinare l’esistente per ottenere ciò che non esiste. Gesti che i nostri imprenditori hanno ereditato da una cultura artigiana e che riproducono in contesti altamente industrializzati. E lo fanno come pionieri venuti dal futuro, ogni volta che scorgono la possibilità di far progredire una tecnologia, superare una frontiera, rivoluzionare un settore industriale. Come sta accadendo con la rivoluzione dell’auto elettrica.
Travolta dal Dieselgate, nel 2015 l’industria mondiale dell’auto accelera verso l’elettrico. E sente, come tante altre volte in passato, il richiamo del made in Italy: non c’è marchio automobilistico impegnato nella produzione di auto elettriche o suo fornitore che non sia venuto in Italia. Per poi tornare a casa con prodotti e soluzioni tecnologiche che prima, semplicemente, non esistevano.
Idee e tecnologie italiane che oggi muovono l’auto elettrica nel mondo, nate all’interno di imprese eccezionali. Storie di pionieri e innovatori, come quelle ora raccolte nel libro «Auto elettrica. L’Italia che non ha paura del 2035» (in edicola con il Sole 24 Ore a partire da sabato 8 aprile, in libreria, negli store online e su Shopping24 , ndr).
Le storie raccolte nel libro
Il racconto inizia da Brescia, nella fabbrica di Idra Group, all’ombra di una Giga Press: le presse alte come un palazzo di quattro piani con cui dal 2019 Tesla stampa le sue vetture. La storia è unica, lo schema ricorda il “modello Dallara”.









