Asia

L’AI conquista anche Tokyo: SoftBank scalza Toyota in Borsa

La holding guidata da Masayoshi Son vola sull’entusiasmo tech, dopo gli investimenti in OpenAI

di Biagio Simonetta

 REUTERS

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Forse era inevitabile. Inevitabile che l’intelligenza artificiale, col suo boom che ormai da tre anni anima i mercati, sovvertisse anche alcuni equilibri storici. Così, Toyota, casa automobilistica da anni cuore pulsante dell’industria giapponese, perde lo scettro di società a maggior capitalizzazione alla Borsa di Tokyo. E lo perde a vantaggio di SoftBank Group, holding che sull’AI ha investito soldi e speranze.

Un passaggio simbolico che riflette il peso crescente dell’intelligenza artificiale nei mercati finanziari globali e il cambiamento degli equilibri industriali giapponesi. Nell’ultima seduta, il titolo di SoftBank è salito del 14%, portando la capitalizzazione del gruppo oltre i 48 trilioni di yen, contro i circa 46 trilioni di Toyota. Un risultato che consolida un trend in corso da mesi. Da inizio anno, ad esempio, le azioni SoftBank sono cresciute di oltre il 90%, mentre quelle di Toyota hanno perso più del 10%.

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Va detto che era dal 2000, durante il picco della bolla internet giapponese, che SoftBank non riusciva a superare Toyota per valore di mercato. All’epoca il sorpasso fu temporaneo. Oggi invece arriva in un contesto molto diverso, dominato dalla corsa globale all’AI e dagli investimenti nelle infrastrutture necessarie per sostenerla.

Il rialzo di SoftBank è stato sostenuto soprattutto dall’ottimismo attorno agli investimenti del gruppo nell’ecosistema AI. La holding guidata da Masayoshi Son ha impegnato circa 65 miliardi di dollari in OpenAI, arrivando a detenere una quota vicina al 13% entro ottobre. Gli investitori guardano oggi con un certo ottimismo a possibili future quotazioni negli Stati Uniti di OpenAI e di SB Energy, entrambe partecipate rilevanti del gruppo.

A sostenere la valutazione contribuisce anche Arm Holdings, controllata di SoftBank, che ha beneficiato della domanda crescente di chip e dell’entusiasmo seguito ai risultati di NVIDIA. Il titolo di ARM da inizio anno ha guadagnato oltre il 250%.

Da segnalare che durante lo scorso fine settimana SoftBank aveva annunciato l’intenzione di investire fino a 87 miliardi di dollari nella costruzione di data center AI in Francia, rafforzando ulteriormente le aspettative sulla crescita della domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Parallelamente cresce anche il peso di Kioxia Holdings, produttore di memorie NAND, che con una capitalizzazione vicina ai 40 trilioni di yen è diventato il terzo gruppo quotato più grande del Giappone, superando Mitsubishi UFJ Financial Group. Kioxia prevede che i profitti del trimestre in corso supereranno quelli registrati nell’intero anno fiscale concluso a marzo, grazie alla domanda proveniente dai data center AI.

Sul fronte opposto, Toyota continua a scontare un contesto macroeconomico più difficile. Le tensioni geopolitiche legate al conflitto con l’Iran hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, aumentando i costi di utilizzo dei veicoli e frenando la domanda automobilistica globale.

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