Intelligenza artificiale

SoftBank investe 75 miliardi in Francia per costruire il più grande hub IA d’Europa

Il gruppo giapponese guidato da Masayoshi Son punta su energia nucleare e iter autorizzativi accelerati per la corsa all’intelligenza artificiale

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SoftBank scommette sulla Francia per accelerare la corsa europea all’intelligenza artificiale (IA). Il gruppo giapponese guidato da Masayoshi Son ha annunciato, secondo quanto rivelato dal Financial Times, un impegno fino a 75 miliardi di euro per sviluppare una vasta rete di infrastrutture dedicate al calcolo avanzato, un progetto che, se completato, diventerebbe il più grande complesso di data center per l’IA del continente.

L’investimento rappresenta il più importante impegno nel settore dell’intelligenza artificiale assunto da SoftBank al di fuori degli Stati Uniti e offre un importante successo politico al presidente francese Emmanuel Macron alla vigilia dell’edizione 2026 di “Choose France”, l’evento con cui Parigi cerca ogni anno di attirare capitali e investimenti internazionali.

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La decisione - secondo il quotidiano britannico - è maturata rapidamente dopo una cena tra Macron e Son svoltasi a Tokyo all’inizio di aprile. In quell’occasione il presidente francese avrebbe illustrato i punti di forza del Paese per ospitare infrastrutture ad alta intensità energetica, puntando in particolare sulla disponibilità di energia nucleare e su procedure autorizzative accelerate per gli impianti legati all’intelligenza artificiale.

«SoftBank è orgogliosa di assumere questo importante impegno nei confronti della Francia», ha dichiarato Son. Secondo il fondatore e amministratore delegato del gruppo, le capacità industriali francesi, la disponibilità di competenze specializzate e l’ambizione nazionale nel settore tecnologico rendono il Paese uno dei candidati più credibili a diventare un polo europeo dell’intelligenza artificiale.

Il piano prevede una prima fase da 45 miliardi di euro destinata alla realizzazione di 3,1 gigawatt di capacità computazionale nella regione settentrionale degli Hauts-de-France entro il 2031. A questa si aggiungerebbero ulteriori 2 gigawatt, portando il progetto a una capacità complessiva di 5 gigawatt. Si tratta di una scala senza precedenti per il mercato europeo: un fabbisogno energetico paragonabile alla produzione di cinque centrali nucleari oppure alla domanda di elettricità registrata da una metropoli come New York nei momenti di massimo consumo.

Uno dei principali poli sorgerà a Dunkerque, dove SoftBank collaborerà con Schneider Electric per creare un hub dedicato sia alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sia alla produzione di tecnologie robotiche. La posizione geografica del sito, affacciato sul Mare del Nord e vicino a importanti mercati come Londra, Bruxelles e Amsterdam, è considerata uno degli elementi strategici dell’iniziativa.

L’investimento francese si inserisce nella più ampia strategia con cui Masayoshi Son sta cercando di collocare SoftBank al centro della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi il gruppo ha impegnato oltre 60 miliardi di dollari in OpenAI, la società che sviluppa ChatGPT, sta lavorando alla quotazione negli Stati Uniti di alcune attività nei settori della robotica e dell’energia e continua a rafforzare l’ecosistema costruito attorno ad Arm, il progettista britannico di semiconduttori controllato dal gruppo.

La Francia punta a sfruttare questo slancio per ridurre il divario che separa l’Europa dagli Stati Uniti, dalla Cina e, sempre più, anche dai Paesi del Golfo nella costruzione delle infrastrutture necessarie ad alimentare i modelli di intelligenza artificiale. Finora gran parte degli investimenti si è concentrata in aree caratterizzate da energia meno costosa, connessioni più rapide alle reti elettriche e normative meno stringenti in materia ambientale e urbanistica.

Il progetto francese si affianca ad altre iniziative promosse da SoftBank nel settore. Negli Stati Uniti il gruppo partecipa a un programma per la realizzazione di un’infrastruttura da 10 gigawatt in Ohio, mentre negli Emirati Arabi Uniti è coinvolto in un consorzio che punta a sviluppare altri 5 gigawatt di capacità insieme a G42, OpenAI, Oracle, Nvidia e Cisco.

Restano tuttavia diversi interrogativi. Non sono ancora stati resi noti né i futuri clienti che utilizzeranno la potenza di calcolo dei nuovi impianti francesi né i fornitori delle apparecchiature informatiche. Inoltre, secondo le stime del settore, ogni gigawatt di infrastrutture per l’intelligenza artificiale richiede investimenti complessivi nell’ordine di decine di miliardi di dollari tra terreni, costruzione, energia e hardware. Per questo il piano di SoftBank dovrà probabilmente coinvolgere ulteriori partner finanziari, con una struttura basata in larga parte sul ricorso al debito.

Quel che è certo è che l’annuncio arriva in un momento delicato per Emmanuel Macron. Il presidente francese, che dal 2017 ha costruito la propria agenda economica attorno all’attrazione di investimenti industriali e tecnologici, si prepara a ospitare una nuova edizione di “Choose France” a meno di un anno da elezioni presidenziali particolarmente incerte, alle quali non potrà ricandidarsi.

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