Trasporti

Caro-voli, Urso, nuovo incontro con Ryanair a breve e tavolo di settore

Il ministro Urso aveva risposto alle critiche della compagnia aerea parlando di insofferenza alle regole del mercato: «Sanzionata 11 volte»

Aggiornato il giorno 11 agosto 2023 ore 19:16

Caro voli, Urso: Con provvedimenti del Governo frenata asta dei voli

6' di lettura

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Nuovo capitolo della polemica tra Ryanair e il Governo italiano dopo la decisione dell’esecutivo di imporre delle limitazioni al caro-voli sulle tratte per le isole maggiori.

Fonti del Mimit fanno sapere che il ministro Urso ha ricevuto oggi una lettera di Ryanair che conferma il proprio impegno nel Paese, delineando i propri programmi di sviluppo e illustrando le proprie posizioni sulle norme del decreto Asset.

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Nella risposta Urso, nel ribadire la piena corrispondenza delle nuove norme al quadro regolatorio Ue, ha confermato la disponibilità a incontrare di nuovo, nei primi giorni di settembre, il ceo della compagnia, e confermato l’intenzione di attivare un tavolo di settore, già nel mese di settembre, al termine di una più ampia agenda di incontri già in atto con i principali vettori aerei

L’amministratore delegato della compagnia irlandese Eddie Wilson aveva comunque dichiarato: «Siamo contenti di annunciare le nuove rotte ma mentre Ryanair investe in Sardegna, trainando la crescita dell’isola con investimenti reali, il governo italiano, purtroppo, fa esattamente il contrario col suo decreto illegale e fuorviante che fissa un tetto ai prezzi, violando i regolamenti Ue e allontanando Ryanair dall’isola».

Ryanair: se Urso ci ascolta altri 2 milioni passeggeri Sardegna

In una nota il vettore usa termini più concilianti: «Ryanair è in una posizione unica per guidare la crescita, le tariffe basse, ed è pronta a portare altri 2 milioni di passeggeri in Sardegna e 3 milioni in Sicilia, se il Governo italiano sosterrà le iniziative sulla riduzione dei costi che Ryanair ha presentato al ministro Urso questa settimana a Roma». La compagnia sottolinea di aver «trasformato le regioni italiane negli ultimi 25 anni con un investimento di circa 10 miliardi di dollari con 92 aeromobili basati su oltre 40mila posti di lavoro». E «trasportando oltre 56 milioni di passeggeri da e per gli aeroporti italiani solo quest’anno, offrendo investimenti essenziali, crescita e sviluppo regionale per le isole grazie ai i suoi operativi e ai prezzi offerti».

Dichiarazioni che arrivano dopo quanto detto da ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che rispondeva a sua volta alle critiche di Wilson: sul caro voli, aveva chiarito l’esponnete di governo, «siamo intervenuti secondo le regole europee. Nelle isole non vi è una alternativa di mercato adeguata. Lo Stato ha il dovere di intervenire quando il cittadino viene sottoposto a una azione che non risponde alle regole di mercato, ma che è contro queste regole e anche i diritti dei cittadini stessi».

L’attacco a Ryanair

«Ryanair negli anni ha manifestato una certa insofferenza alle regole del mercato. È stata sanzionata 11 volte negli ultimi anni dall’autorità per la concorrenza e il mercato» ha dichiarato Urso. «Ha bisogno di buoni consiglieri di diritto commerciale, di qualcuno che si intenda di concorrenza, mercato e diritti dei cittadini» ha continuato il ministro. “Siamo intervenuti con un decreto che tutela il mercato e i consumatori. Il mercato non è il far west dove speculatori approfittano, viene regolato dallo Stato, dalle leggi, dalle autorità e dall’Ue” ha concluso.

L’affondo di Wilson

Ma cosa aveva detto l’ad di Raynair Wilson?La norma contro il caro voli contenuta nel dl asset è «illegale» e va eliminata. Con un tetto ai prezzi «perché mai dovrei volare in inverno» si chiede il capo della compagnia aerea irlandese; oppure «se ho un aereo a Catania e posso scegliere se collegare Trieste o Barcellona, ma sulla tratta Catania-Trieste c’è un tetto dove andrò? A Barcellona ovviamente», o ancora «taglierò le frequenze dalle isole verso il continente». L’unico modo per ridurre i prezzi, sostiene Wilson, è garantire la competizione e aumentare l’operatività.

«Algoritmo e profilazione? Non siamo su Netflix»

«Non esiste nessun algoritmo e non “profiliamo” i clienti, come potremmo? Chi lo pensa forse guarda un po’ troppo Netflix e non sa come funziona il mondo reale». Wilson commenta le “accuse” rivolte alle compagnie aeree di utilizzare un algoritmo e profilare gli utenti per definire i prezzi dei biglietti, su cui recentemente il governo è intervenuto con le norme contro il caro voli nel del asset. «Non so e non mi interessa sapere chi è che acquista i voli. A cosa servirebbe “profilare”? Non puoi convincere a volare con te chi non vuole, è il prezzo competitivo che, in caso, può farlo. Per questo noi abbiamo avuto successo: per anni abbiamo offerto prezzi bassi. Chi pontifica su questi temi non ha idea di cosa parla. Chi consiglia il ministro Urso – incalza Wilson – evidentemente non sa niente né di aerei né di economia».

«Su caro voli populismo, c’hanno provato i sovietici»

Il decreto del governo «è una trovata da pubbliche relazioni, una roba populista. C’hanno provato a Mosca nel 1917», aggiunge l’amministratore delegato della compagnia in una ulteriore intervista all’Ansa, parlando della parte sul caro voli del decreto del governo che interviene sulle tariffe da e per Sicilia e Sardegna dagli altri aeroporti italiani. Con Ryanair «abbiamo trasformato l’Italia, quest’anno con la nostra compagnia trasporteremo verso l’Italia e dall’Italia 56 milioni di passeggeri. Wilson sottolinea ancora di avere «il 40% di quota di mercato e vogliamo continuare a crescere grazie alle nostre tariffe basse perché questo è il nostro business». Al contrario «Lufthansa, che ha preso Ita, è specialista nell’alzare le tariffe».

Fonti Mimit, libero mercato c’entra poco, c’entra molto speculazione

«Stupiscono le dichiarazioni dell’ad di Ryanair circa l’inesistenza di meccanismi di profilazione. Sull’uso della profilazione nella vendita dei biglietti aerei sono disponibili ampie evidenze riportate da prestigiose riviste internazionali e l’America, e dunque “non lo Stato sovietico”, indaga il fenomeno già da molti anni» ha replicato il Mimit.

«Il libero mercato in questa vicenda» del caro-voli c’entra «poco o nulla» mentre «sembra entrarci molto la speculazione causata dalla scarsa concorrenza e il mancato contrasto ai comportamenti distorsivi della normale dinamica domanda-offerta». Nel dicembre scorso, viene sottolineato, «è stata infatti avviata una indagine dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha interessato i voli verso Catania e Palermo a ridosso delle festività natalizie, operati tra l’altro da Ryanair. Il Garante della concorrenza nell’atto di avvio dell’indagine ha indicato come l'incremento, in alcuni casi del 700% dei prezzi dei biglietti aerei verso Catania e Palermo, possa essere frutto di un comportamento collusivo tra i vettori aerei, facilitato dall’utilizzo di algoritmi di prezzo. Dal canto suo Enac ha poi osservato come in occasione del deragliamento del treno merci nei pressi della stazione di Firenze Castello o dell’alluvione in Emilia-Romagna, e dunque in seguito a eventi catastrofali che hanno determinato un'impennata della domanda di trasporto aereo causata dalla soppressione dei collegamenti ferroviari e dall’inagibilità di alcuni tratti autostradali, è conseguito un eccessivo incremento dei prezzi dei biglietti aerei che, con riferimento a specifiche rotte domestiche, sono arrivati a toccare anche i 1.000 euro l’uno».

Urso: ho incontrato ceo Ryanair, sentirò compagnie

«Come per tutti i provvedimenti siamo disponibili. Stamattina ho incontrato il ceo di Ryanar che mi ha evidenziato sia piani di sviluppo che ha nel nostro territorio, sia le problematiche della sua compagnia. Sono disponibile a incontrare anche le altre compagnie aeree per capire se il provvedimento può essere migliorato in corso di conversione parlamentare». Così il ministro delle Imprese Adolfo Urso sulle reazioni alle misure relative al caro-voli previste dal Dl Omnibus.

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Schifani all’ad Ryanair: spazzatura è vessare i siciliani

«L’ad di Ryanair Wilson spieghi ai milioni di siciliani se non è scandaloso l’atteggiamento di chi approfitta di una situazione di mancata concorrenza, direi quasi di monopolio, per vessare un’intera popolazione con prezzi esorbitanti. “Spazzatura”, quindi, sono certe condotte che abbiamo segnalato all’Antitrust per ben due volte». Così il governatore siciliano Schifani risponde al Eddie Wilson.

L’Ue: l’Italia chiarisca sulla stretta al caro voli

«La Commissione europea ha contattato le autorità italiane e attende di ricevere informazioni più dettagliate sul contenuto preciso» della stretta sul caro voli contenuta nel decreto asset. Bruxelles, spiega un portavoce dell’esecutivo, «sostiene misure volte a promuovere la connettività a prezzi accessibili in linea con le norme del mercato interno Ue» e «la libera fissazione dei prezzi è di solito la miglior garanzia di prezzi accessibili nel mercato del trasporto aereo» europeo. «Solo in casi specifici l’Ue consente obblighi di servizio pubblico con regolamentazione dei prezzi».

Per fonti del Mimit «il fatto che la Commissione europea chieda, in base a quanto riportato da un portavoce della Commissione stessa, notizie sulle misure adottate contro il caro-voli è del tutto fisiologico e rientra nelle normali interlocuzione tecniche fra gli uffici. Del resto nella nota Ue si discorre di principi che sono pienamente rispettati dalle misure che si stanno varando a tutela degli utenti sulla base dei rilievi fatti dalle Autorità di controllo che operano a garanzia dei diritti dei cittadini e dell’efficienza del mercato».

Assoutenti, da Ryanair dichiarazioni folli e offensive

Le affermazioni di Ryanair sul fenomeno del caro-voli in Italia sono per Assoutenti folli e si scontrano con una realtà che è sotto gli occhi di tutti. «Negare che in Italia su alcune tratte come quelle per la Sicilia ci siano rincari abnormi delle tariffe aeree non fa certo onore a Ryanair», spiega il presidente Furio Truzzi in una nota. «Così come non fa onore alla società affermare che non esistono algoritmi in grado sia di profilare i clienti, sia di far salire i prezzi all’aumento della domanda da parte dei viaggiatori. Le affermazioni dell’amministratore delegato Wilson sono offensive dell’intelligenza degli italiani, e farebbe bene la compagnia aerea a scusarsi con i cittadini del nostro Paese», aggiunge Truzzi. «Qualsiasi algoritmo che danneggia gli interessi dei consumatori va vietato in quanto pratica scorretta, senza condizioni, per tutte le compagnie e su tutte le tratte.Solo così sarà possibile evitare anomalie nel settore del trasporto aereo come quelle a cui abbiamo tristemente assistito questa estate».


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