Van elettrici

Kia PV5, com’è fatto il veicolo commerciale che ci si può cucire addosso

La casa coreana entra nel settore dei van a batteria

di Nicola Desiderio

5' di lettura

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TARRAGONA – La Kia arriva nel settore dei mezzi commerciali con il PV5 dando il via ad una strategia che porterà ad avere in gamma anche il PV7 nel 2027 e anche il PV9 entro i due anni successivi, tutti basati sulla nuova piattaforma E-GMP.S derivata dalla E-GMP (Electric Global Modular Platform).

La differenza filosofica è che la “S” è stata concepita per il cliente B2B e, più di quella automobilistica, per essere parte di un ecosistema, soprattutto per quanto riguarda il software, ma soprattutto ha una struttura che riduce al minimo gli ingombri dell’hardware elettromeccanico per massimizzare lo spazio interno e la flessibilità delle configurazioni e gli allestimenti. Per questo non si parla semplicemente di “commerciale” o “furgone”, ma di PBV (Purpose Built Vehicle), un mezzo con un livello di configurabiltà e flessibilità inedite e che potenzialmente può fare la differenza perché permette di allestire flotte su misura per il clienti, soprattutto gli operatori della logicistica che da tempo chiedono ai costruttori qualcosa di diverso e più mirato – emblematico il caso Rivian-Amazon – e sono i veri motori del mercato di questo tipo di mobilità, destinato a salire e svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni.

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Il PV5 è offerto in tre configurazioni fondamentali. La Passenger è per le famiglie, i servizi navetta e anche il ride-hailing tanto che Kia si è avvalsa della collaborazione di Uber nella fase di sviluppo. La Kia ha pensato anche agli enti e alle associazioni con la versione WAV (Wheelchair Accessible Vehicle) dotata di pedana laterale a scomparsa che sopporta fino a 300 kg di peso. La seconda è la Cargo ovvero il furgonato che sarà disponibile in due lunghezze (4,5 e 4,7 metri) e altrettanto altezze con un vano di carico fino a 5,1 m3, sufficiente per due europallet, con un piano di accesso posto a soli 419 mm da terra e la possibilità di essere adattato e configurato attraverso gli accessori del catalogo Kia AddGear tra cui speciali ganci a L che, grazie a rotaie di scorrimento, permettono di ripartire al meglio lo spazio interno. C’è anche la funzione Walk-Through, che permette di andare direttamente dalla cabina al vano di carico e il sedile del passeggero che può scomparire sotto il pavimento.

La terza è la Chassis Cab che ha l’abitacolo del Cargo e il resto dedicato agli allestimenti di ogni tipo. Kia non solo ha avviato già contatti con le aziende leader del settore della trasformazione (tra cui l’italiana Scattolini), ma ha previsto anche un programma interno attraverso un impianto dedicato, posto a poca distanza dello stabilimento di Hwaseong dove ha investito l’equivalente di oltre 650 milioni di euro e i Pbv coreani saranno costruiti a regime al ritmo di 150mila unità all’anno. Su questa versione potranno essere allestiti veicoli cassonati di vario tipo, light camper e veicoli refrigerati per la catena del freddo. Kia sta anche sviluppando dei sistemi che permetteranno di scambiare velocemente gli allestimenti rendendo il PV5 un mezzo polivalente e multiruolo.

Tali livelli di flessibilità sono permessi proprio dalla nuova piattaforma a skateboard alla quale Kia sta pensando da tempo. Allo scopo, insieme a Hyundai, nel 2020 aveva investito ben 100 milioni di euro in Arrival, una startup britannica con sede legale a Lussemburgo che aveva sviluppato proprio una struttura a skateboard. Il costruttore coreano si è però accorto ben presto di aver compiuto un errore e ha virato verso un adattamento della propria piattaforma E-GMP. La novità principale è la batteria che, per la prima volta su un’auto del gruppo Hyundai, è del tipo “cell-to-pack”, dunque senza moduli, e con celle prismatiche fornite dalla cinese CATL: hanno chimica NMC per le batterie da 71,2 kWh (400 km di autonomia) e 51,5 kWh, LFP per quella da 43,3 kWh disponibile solo per la versione Cargo.

L’architettura elettrica è, dopo diverse discussioni interne, a 400 Volt che permette una potenza di ricarica fino a 150 kW in corrente continua con le funzioni plug&charge (per il riconoscimento automatico del veicolo), V2G (fino a 10 kW) e V2L (fino a 3,7 kW), particolarmente utile per i mezzi da lavoro. Altra particolarità è la sospensione anteriore, a doppio braccio oscillante con il braccio superiore fortemente inclinato all’indietro. Lo scopo di questa soluzione è poter posizionare più in basso e in avanti il centro delle ruote, così da poter ricavare il massimo dello spazio senza compromettere le caratteristiche stradali del veicolo. Molto compatto anche il motore elettrico da 120 kW e 250 Nm di coppia. Al momento, non sono previste versioni bimotore a trazione integrale.

L’altro asso nella manica della PV5 è la sua architettura elettronica, sviluppata insieme a Samsung e che rende il veicolo coreano largamente definibile da software. Il sistema di bordo (strumentazione su display da 7” e infotainment da 12,9”) è basato su Android Automotive e sviluppato da 42dot consociata del gruppo Hyundai, è aggiornabile, ha un’assistente vocale ad intelligenza artificiale e uno store di applicazioni sviluppabili anche da terzi. Altra particolarità è l’integrazione con l’ecosistema di Samsung dedicato alla Internet of Things, SmartThings Pro, che permette di integrare la gestione dei veicoli con quella dello stock. Il sistema di fleet management è stato sviluppato insieme a Geotab, azienda leader del settore.

Tra le funzioni fondamentali permesse dalla connettività c’è la manutenzione predittiva, essenziale per minimizzare i fermi e ottimizzare la produttività. Non sono state fornite notizie sulla dotazione di sicurezza, ma si punta alla fascia alta della lista dell’EuroNCAP che ha da qualche anno messo a punto un capitolato di valutazione specifico per i mezzi commerciali basato non sui crash test, ma sui dispositivi che permettono di evitare gli incidenti e monitorano lo stato di attenzione del conducente. Interessante inoltre notare che il rispetto dell’ambiente non riguardi solo la natura elettrica del veicolo, ma anche i materiali. I sedili sono rivestiti in bio poliuretano con tonalità naturali, così come sulle automobili Kia, e il pavimento del vano di carico di TPO (termoplastica olefina), resistente quanto il PVC e meno impattante sull’ambiente.

Il PV5 sarà prodotto a partire dal mese di aprile e sarà commercializzato dapprima in Corea del Sud, poi Europa e nel 2026 persino in Giappone grazie ad un accordo con Sojitz Corporation. Il PV5 è un mezzo orientato a grandi clienti, ma risulterà molto interessante anche per il mercato italiano dove la figura del “padroncino” rappresenta ancora un segmento fondamentale. Anche i prezzi si annunciano molto interessanti: si parte da 35mila euro, iva compresa che vuol dire meno di 30mila euro al netto delle tasse. In Europa saranno 600 i concessionari dedicati dei quali 46 in Italia.

 

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