Medio Oriente

Oman: «Accordo di cessate il fuoco tra Usa e Houthi». Trump conferma dal Canada, poi andrà in Israele. Houthi: tregua non significa stop attacchi

Israele ha occupato un terzo di Gaza. Allarme dall’Unrwa: «Oltre 66mila bambini malnutriti a Gaza»

Aggiornato il 6 maggio 2025 ore 13:35

Questa foto, pubblicata il 6 maggio 2025 dalla sezione affiliata agli Houthi dell’agenzia di stampa yemenita SABA, mostra un aereo in fiamme all’aeroporto internazionale di Sana’a dopo che gli aerei militari israeliani hanno colpito la capitale yemenita Sana’a, controllata dai ribelli.

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Secondo Al Jazeera, il capo del comitato rivoluzionario supremo dei ribelli yemeniti Houthi, Mohammed Ali al-Houthi, ha affermato che il gruppo verificherà l’effettiva sospensione della “aggressione” americana annunciata da Donald Trump. Al-Houthi ha anche assicurato che il gruppo continuerà a sostenere la Striscia di Gaza e avvertito che il cessate il fuoco con gli Stati Uniti non include la cessazione degli attacchi del gruppo contro Israele.

L’esercito israeliano, Idf, ha annunciato di aver effettuato un attacco aereo contro un gruppo di membri di Hamas presso un centro di comando nella parte centrale della Striscia di Gaza. I media palestinesi hanno riportato che l’attacco ha colpito una scuola nella zona di Bureij, utilizzata come rifugio per gli sfollati di Gaza, uccidendo almeno 18 persone.

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Secondo l’esercito, il sito veniva utilizzato da Hamas per immagazzinare armi destinate ad attacchi contro le truppe israeliane e i civili israeliani. Le Idf hanno affermato di aver adottato numerose misure per mitigare i danni ai civili durante l’attacco, tra cui l’uso di “munizioni di precisione, sorveglianza aerea e intelligence aggiuntiva”.

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che una vittoria di Israele a Gaza significa che il territorio palestinese verrà “completamente distrutto”. “Gaza sarà completamente distrutta, i civili saranno mandati a sud, in una zona umanitaria senza Hamas o terrorismo, e da lì cominceranno a partire in gran numero verso Paesi terzi”, ha affermato il politico di estrema destra durante una conferenza sugli insediamenti ebraici nella Cisgiordania occupata. E in serata il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha detto “ad Hamas: vi faremo a pezzi. Rilasciate i nostri ostaggi”.

Oltre a Gaza, l’esercito israeliano continua a colpire lo Yemen e le strutture militari dei ribelli Houthi. L’aeronautica militare israeliana “ha attaccato e distrutto infrastrutture degli Houthi presso l’aeroporto principale di Sanaa, nello Yemen, provocandone la completa inutilizzabilità. Lo abbiamo messo fuori uso. Questo è avvenuto in seguito al lancio di razzi da parte dell’organizzazione terroristica contro l’aeroporto Ben Gurion” di domenica scorsa, ha annunciato il portavoce dell’Idf aggiungendo che l’aeroporto viene utilizzato dagli Houthi per il trasferimento di armi e miliziani ed è regolarmente operato dal regime Houthi a fini terroristici.

Oman: «Accordo di cessate il fuoco tra Usa e Houthi». Trump conferma dal Canada

Gli Stati Uniti e gli Houthi hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco. Lo ha reso noto l’Oman, tradizionale mediatore in Medio Oriente. L’alto funzionario degli Houthi Muhammad al Buhaythi ha dichiarato che “il gruppo è pronto a interrompere gli attacchi contro le navi militari statunitensi se Trump fermerà i raid nello Yemen, ma le operazioni contro Israele a sostegno di Gaza continueranno”.

“Gli Houti hanno annunciato che non vogliono più combattere”, ha detto il Presidente americano Donald Trump nella conferenza stampa che ha tenuto nello Studio Ovale al termine del suo incontro con il Premier canadese Mark Carney, dopo il raid israeliano che ha distrutto l’aeroporto di Sanaa. Gli Stati Uniti, ha aggiunto Trump, cesseranno i bombardamenti. “Onoreremo questo annuncio e cesseremo i bombardamenti. Hanno capitolato”, ha sottolineato.

Al premier Carney il presidente Trump aveva ribadito di “credere ancora” all’idea di annettere il Canada come 51esimo stato Usa e, alla replica che il Canada non è in vendita enon lo sarà mai, Trump aveva ribattuto: “mai dire mai, sarebbe un bel matrimonio”.

Trump in visita in Israele

Il presidente americano Donald Trump potrebbe recarsi in Israele la prossima settimana, nell’ambito del suo viaggio in Medioriente. Lo scrive il quotidiano israeliano Maariv citando un funzionario di Tel Aviv. La visita di Trump in Israele ’’non è affatto definita, ma ci sono contatti in corso e stiamo prendendo in considerazione questa possibilità’’, ha affermato il funzionario israeliano. Durante il suo tour in Medioriente Trump si recherà in Arabia Saudita, Qatar e negli Emirati Arabi Uniti e incontrerà i leader del Golfo in un vertice regionale. Israele vede l’arrivo di Trump come un’opportunità per spingere Hamas ad accettare un accordo per il rilascio degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza, scrive il Times of Israel. Ieri, durante una visita all’ambasciata israeliana a Washington in occasione delle celebrazioni per il Giorno dell’Indipendenza di Israele, l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff aveva previsto ’’un sacco di annunci’’ riguardo all’espansione degli Accordi di Abramo ’’molto, molto presto’’.

Smotrich: «Sarà una conquista di Gaza»

Il ministro israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich ha scritto oggi su X che “per la prima volta si parla senza imbarazzo di conquista di Gaza: l’Idf conquisterà la Striscia di Gaza, manterrà il controllo sul territorio per lungo tempo e porrà fine all’assurdità per cui forniamo assistenza logistica al nostro nemico”. Smotrich ha aggiunto: “Gestiremo questo evento in modo completamente diverso”.

Migliaia di persone consumano un solo pasto ogni due o tre giorni

“Centinaia di migliaia di palestinesi consumano un solo pasto ogni due o tre giorni” e “più di 66.000 bambini soffrono di grave malnutrizione” nella Striscia di Gaza a causa del blocco imposto a inizio marzo da Israele all’ingresso degli aiuti nell’enclave palestinese. Lo ha detto il portavoce dell’Unrwa, Adnan Abu Hasna, in un’intervista rilasciata all’emittente panaraba egiziana Al-Ghad Tv.

Onu: «A Gaza disperato bisogno di cibo e acqua, non di bombe»

L’Onu ha accusato Israele di aver cercato di “militarizzare” il flusso di aiuti a Gaza, lasciando la popolazione alla disperata ricerca di cibo e acqua e consegnandole invece “bombe”. L’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, l’Ocha, ha denunciato il peggioramento della situazione nel territorio palestinese devastato dalla guerra, dopo quasi nove settimane di blocco totale israeliano su Gaza.

Laerke ha espresso infine indignazione per la recente relazione di Israele ai rappresentanti di un gruppo di circa 15 agenzie delle Nazioni Unite e 200 Ong, in cui si parlava di piani per “chiudere l’attuale sistema di distribuzione degli aiuti” gestito dalle organizzazioni a Gaza.

“Gli israeliani hanno chiesto loro di consegnare i rifornimenti attraverso hub israeliani, alle condizioni stabilite dall’esercito israeliano”, ha dichiarato Laerke.

Le Nazioni Unite hanno respinto categoricamente tale proposta, ha aggiunto, sottolineando che un piano del genere “non sarebbe all’altezza dei principi umanitari fondamentali di imparzialità, neutralità e indipendenza nella distribuzione degli aiuti”. Gli aiuti, ha insistito, devono essere erogati “in base ai bisogni e nient’altro”.

L’invasione intensiva di Israele

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto lunedì che un’offensiva ampliata contro il gruppo militante palestinese Hamas sarebbe stata “intensiva” dopo che il suo gabinetto di sicurezza ha approvato piani che includono l’occupazione della Striscia di Gaza e il controllo degli aiuti.

L’accelerata della partenza della nuova offensiva

Un funzionario della difesa israeliana ha detto che l’operazione non sarebbe stata lanciata prima che il presidente degli Stati Uniti. Donald Trump concludesse la sua visita in Medio Oriente la prossima settimana: martedì 13 maggio Trump sarà in Arabia saudita per la sua prima visita di Stato all’estero, dopo essere stato il 12 maggio in Israele.

La decisione, dopo settimane di sforzi vani per accordarsi su un cessate il fuoco con Hamas, sottolinea la minaccia che una guerra che appesantisce la pressione internazionale su Israele in mezzo a un sostegno pubblico in calo a casa e che potrebbe continuare senza fine in vista.

Anche un rapporto della radio pubblica israeliana Kan, citando funzionari con conoscenza dei dettagli, ha detto che il nuovo piano era graduale e avrebbe richiesto mesi di preparazione, con le forze che si concentravano prima su una zona dell’enclave malridotta.

Netanyahu ha detto in un messaggio video che l’operazione sarebbe stata “intensiva” e avrebbe visto più palestinesi a Gaza spostati “per la propria sicurezza”.

Israele: la maggior parte degli abitanti di Gaza saranno sfollati

Israele non farà più blitz su Gaza ma occupazione del territorio

Netanyahu ha detto che le truppe israeliane non seguiranno le tattiche precedenti basate su brevi raid da parte di forze situate fuori Gaza. “L’intenzione è il contrario”, ha detto, facendo eco ai commenti di altri funzionari israeliani che hanno detto che Israele manterrebbe il terreno che ha occupato.

Israele, proteste antigovernative fuori dalla Knesset a Gerusalemme

Inviato degli Usa Steve Witkoff ha detto che Israele è uno stato sovrano che prende le proprie decisioni, secondo Axios, che ha anche riferito che spera in progressi sugli ostaggi e accordo di cessate il fuoco prima o durante la visita di Trump.

La Casa Bianca non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

Le truppe israeliane hanno già occupato un’area pari a circa un terzo di Gaza, spostando la popolazione e costruendo torri di guardia e postazioni di sorveglianza su terreni sgomberati che l’esercito ha descritto come zone di sicurezza, ma il nuovo piano andrebbe oltre.

Le reazioni al nuovo piano israeliano per Gaza

Un alto funzionario di Hamas: “Non ha senso avviare colloqui o prendere in considerazione nuove proposte di cessate il fuoco finché la guerra della fame e la guerra di sterminio continuano nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato Basem Naim all’Afp.

Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron hanno espresso “entrambi profonda preoccupazione per la situazione a Gaza in seguito agli ultimi sviluppi invocando la necessità un rilancio del processo di pace israelo-palestinese verso la soluzione dei due Stati. Lo riportano oggi i media del Regno, citando un comunicato diffuso da Downing Street su un colloquio telefonico svoltosi ieri sera.

La Cina esprime la sua “contrarietà” al piano di Israele sulla conquista della Striscia di Gaza, inclusa la prospettiva di spostare gran parte dei palestinesi. “La Cina è molto preoccupata per l’attuale situazione tra Palestina e Israele”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian, aggiungendo che Pechino “si oppone alle azioni militari in corso di Israele a Gaza e auspichiamo che tutte le parti continuino a impegnarsi e ad attuare efficacemente l’accordo di cessate il fuoco”.

Croce rossa: “Privatizzare l’assistenza umanitaria non può essere una soluzione. Tanto meno a Gaza, dove le necessità umanitarie sono enormi”. Lo dice, intervistata dal Corriere della Sera, Mirjana Spoljaric Egger, presidente del comitato internazionale della Croce rossa. “Non dimentichiamo che Israele, in quanto potenza occupante, ha l’obbligo di garantire l’accesso e la fornitura di assistenza umanitaria. Quindi, se le sue autorità non sono in grado di provvedere devono collaborare con istituzioni competenti e legittime. Inoltre gli aiuti devono arrivare in modo imparziale e neutrale a chi ne ha più bisogno”.

Anche il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot in un’intervista radiofonica: “Parigi condanna molto fermamente la nuova campagna militare israeliana nella Striscia di Gaza. È inaccettabile: il governo israeliano sta violando il diritto umanitario”,

“Daremo loro del cibo” e “aiuteremo la gente di Gaza”. Ha detto Donald Trump il 5 maggio 2025, accusando Hamas della crisi umanitaria in corso nella Striscia.

La Francia condanna il piano di Netanhyau

Intervistato questo mattina da RTL, il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha espresso la “ferma condanna” della Francia al piano israeliano per occupare la Striscia di Gaza “perché è contrario al diritto internazionale”.

“Questo non è accettabile - ha detto il ministro - la necessità urgente è un cessate il fuoco e un accesso senza restrizioni degli aiuti umanitari. Anche se c’è una guerra, non si attaccano i civili o gli operatori umanitari. Non è un’offesa al popolo israeliano affermare che questo governo sta violando palesemente il diritto internazionale. Nell’enclave di Gaza, lo afferma il Comitato internazionale della Croce Rossa, lo afferma anche il Programma Alimentare Mondiale, non c’è più niente da mangiare. Il rischio di carestia è reale. Ora dobbiamo aprire l’accesso agli aiuti umanitari”.

Barrot ha quindi rimarcato che Parigi “si sta adoperando per il riconoscimento di uno Stato palestinese” e punta “ad avere un impatto concreto sul terreno, in modo che altri Paesi possano farlo contemporaneamente alla Francia”.

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