Attacco Israele-Usa sullo Yemen. Netanyahu: «Vigilia di un’invasione massiccia» su Gaza, popolazione sarà spostata
Le famiglie degli ostaggi hanno raggiunto la Knesset per protestare e chiedere ai riservisti di rifiutarsi di combattere
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Nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 maggio il governo israeliano ha approvato la preannunciata grande offensiva a Gaza contro Hamas.
Poi, nella serata di oggi, 5 maggio, a stretto giro i caccia israeliani hanno risposto al missile lanciato il giorno prima dagli Houthi che ha bucato i sistemi di difesa colpendo l’aeroporto di Tel Aviv: 50 bombe hanno distrutto il porto di Hodeida, nello Yemen, lo scalo marittimo dove arrivavano le armi inviate dall’Iran. Con un avvertimento: “Raid massiccio, non sarà l’ultimo. I giochi sono finiti”, ha minacciato una fonte della sicurezza israeliana, confermando che pure gli Usa hanno preso parte all’operazione. E sarebbe di almeno due morti e 42 feriti l’ultimo bilancio dell’attacco israeliano lanciato oggi alla fabbrica Ajal nella provincia di Hodeida, nello Yemen. Lo riporta il canale al Masirah, affiliato agli Houthi, citato da Ynet e dall’agenzia russa Tass.
La giornata si era aperta con la dichiarazione di un funzionario rimasto anonimo, ma “molto vicino all’esecutivo di Gerusalemme”, che ha gettato nel panico i familiari degli ostaggi: il piano per Gaza elaborato dai generali dell’Idf prevede la “conquista della Striscia” e il mantenimento del territorio catturato. Frase rimbalzata nei titoli dei principali media di Israele (anti-Netanyahu e anti-governo).
La tensione, già alta nel Paese, è salita alle stelle. Le famiglie hanno raggiunto la Knesset per protestare e chiedere ai riservisti di rifiutarsi di combattere. A mezzogiorno gli alti gradi dell’esercito hanno ritenuto necessario fornire all’opinione pubblica chiarimenti sui contenuti del piano parlando con Yedioth ahronoth, il giornale più letto del Paese.
“Il programma per l’espansione dell’operazione a Gaza è ampio ma comunque limitato: esclude esplicitamente le aree dove si ritiene che ci possa essere presenza di ostaggi. Non abbiamo intenzione di entrare in quelle zone”, hanno spiegato gli ufficiali. “La nuova fase includerà soprattutto il passaggio da incursioni a una presa di controllo di porzioni di territorio (ma non dell’intera Striscia), bonifiche dei tunnel, di cui solo un quarto è stato finora neutralizzato”, hanno detto.







