Chiesa e finanza

Investimenti etici e sostenibili, ecco il manuale operativo dei vescovi italiani

Presentate in Piazza Affari le Linee guida aggiornate della Cei. In Borsa anche il cardinale Zuppi: “E’ la prima volta che vengo qui”

di Vitaliano D'Angerio

Imagoeconomica

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«E’ la prima volta che entro in Borsa». E’ stato l’esordio del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, in occasione della presentazione in Piazza Affari delle Linee guida della Conferenza episcopale italiana in materia di investimenti etici e sostenibili. Nel corso della tavola rotonda con Stefano Caselli, ordinario di economia degli intermediari finanziari all’Università Bocconi, Zuppi ha paragonato la finanza a un conducente che a volte corre il rischio di «andare a sbattere» quando ignora le regole etiche o le considera un ostacolo.

L’aggiornamento delle Linee guida Cei

Il documento presentato in Piazza Affari è l’aggiornamento delle Linee guida Cei del 2020. Ci sono novità importanti soprattutto dal punto di vista operativo. «L’aggiornamento si è reso necessario a causa dei profondi cambiamenti globali e tecnologici avvenuti negli ultimi cinque anni - ha spiegato Alessandro Caffi, dirigente per la gestione delle risorse finanziarie della Cei -. Le vere novità del documento riguardano però i suggerimenti in merito alla gestione professionale delle attività finanziarie. E’ necessario superare la logica del fai-da-te».

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Il documento è indirizzato a tutti ma, in special modo, agli economi di congregazioni e ordini religiosi alle prese con la gestione dei patrimoni. Caffi ha evidenziato che la «gestione delle risorse deve essere professionale ovvero competente, capace e prudente». Da qui una serie di indicazioni e spiegazioni dei termini come asset allocation, orizzonte temporale, rischio/rendimento, risk management. E infine «va strutturata anche la selezione delle controparti», ha precisato Caffi; non ci si può affidare «all’amico dell’amico».

Armi e investimenti

Sulla questione degli investimenti in armi si è espresso il cardine Zuppi in materia netta a margine della presentazione: «La Chiesa per forza è contro il riarmo, è chiaro che è per la sicurezza e non c’è dubbio, ma se c’è un riarmo senza un investimento anche economico nel dialogo, è veramente pericoloso». E ha aggiunto: «In una logica finanziaria lo capisco, in una logica etica no, è inaccettabile. Poi è vero che c’è la produzione di armi - ha aggiunto - ma ci sono anche delle regole che le limitano e le controllano. Forse bisogna continuare a limitarle e a controllarle e a far sì che il limite e il controllo si estenda e che non venga rimosso». «Le parole di Papa Francesco e Papa Leone portano a dire che dobbiamo avere grande attenzione a qualcosa che può diventare distruttivo», ha concluso.

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