Cronaca giudiziaria

Inizio dell’incidente probatorio su Garlasco. Tecnicamente cosa si deciderà? Quali sono i punti da chiarire?

Non sarà sottoposta all’esame la traccia numero 33: la provetta non è stata trovata.

a cura di Enrico Bronzo

La villetta di Garlasco dove nel 2007 è stata uccisa Chiara Poggi, 12 marzo 2025. 
ANSA/ STEFANO ROTTIGNI

2' di lettura

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Cosa si intende per incidente probatorio?

L’incidente probatorio è un istituto del diritto processuale penale che consente l’anticipazione dell’acquisizione di prove rispetto alla fase del dibattimento, ovvero il processo vero e proprio. Questo significa che, in determinate circostanze, alcune prove possono essere raccolte prima dell’inizio del processo, durante la fase delle indagini preliminari, o durante l’udienza preliminare.

Come funziona?

L’incidente probatorio si svolge in un’udienza specifica, che si tiene in camera di consiglio, quindi senza la presenza del pubblico. Le prove vengono assunte con le stesse modalità previste per il dibattimento, ad esempio, le testimonianze vengono raccolte tramite esame incrociato.

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Il giudice competente per l’incidente probatorio nel caso di Garlasco è il gip (giudice per le indagini preliminari) Daniela Garlaschelli.

Tecnicamente cosa si deciderà?

E’ inizieto stamattina alle 10.30 il maxi incidente probatorio sul delitto di Garlasco per:
1) isolare dna dai “campioni biologici” e “reperti”:
a) mai analizzati;
b) dai risultati dubbi e conservati per in quasi 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi.

Quali sono i punti da chiarire?

In Questura a Milano gli 11 tra periti del Tribunale di Pavia e consulenti di Procura e difese dovranno:
1) verificare la catena di custodia dei reperti, fra cui frammenti di un tappetino del bagno, confezioni di tè, cereali, biscotti, yogurt, sacchetti della spazzatura, e la corrispondenza fra i verbali di consegna e il contenuto effettivo di scatoloni e buste chiuse;
2) tracciare una road map degli accertamenti da svolgere nel contraddittorio nei 90 giorni concessi dalla gip per depositare l’elaborato finale entro il 17 settembre, da discutere all’udienza del 24 ottobre.

L’ipotesi più probabile

Le analisi nei laboratori dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano dovrebbero;
1) iniziare dalla spazzatura, plico repertato all’epoca del delitto e mai approfondito con indagini specifiche volte a rilevare la presenza di flussi biologici sopravvissuti al tempo;
2) proseguire con la fase di acquisizione di eventuali residui biologici dalle 35 strisce para-adesive utilizzate nel 2007 dal Ris per rilevare le impronte della villetta di via Pascoli.
Un accertamento distruttivo, motivo per cui andranno prima fotografate per poter eventualmente confrontare le impronte in futuro. Fra queste la traccia 10 rinvenuta sulla superficie interna del portone d’ingresso dell’abitazione di Garlasco: un contatto papillare evidenziato con gli ultravioletti e fotografato dai Ris di Parma il 17 agosto 2007. Ritenuto all’epoca “non giuridicamente utile” la nuova consulenza dattiloscopia ha escluso che quella impronta appartenga ai soggetti noti dell’inchiesta.

Non ci sarà invece la traccia numero 33, l’impronta che la Procura attribuisce a Sempio grattata dalla seconda parete destra delle scale verso la scantinato in cui è stato trovato il corpo della vittima. La provetta non è stata trovata.

Ogni eventuale traccia biologica andrà confrontata per esclusione con il dna del nuovo indagato per l’omicidio Andrea Sempio, il condannato Alberto Stasi, l’intera famiglia Poggi, tre amici di Marco Poggi, Paola e Stefania Cappa, il miglior amico di Stasi, Marco Panzarasa, 3 carabinieri intervenuti in casa e il medico legale Marco Ballardini.

La difesa Poggi ha già chiesto di allargare il perimetro. Il consulente genetista Marzio Capra depositerà un’integrazione con nomi e cognomi dei soggetti a cui estendere il confronto: tutti coloro che sono entrati in casa nei sopralluoghi o che possano essere venuti in contatto con le unghie di Chiara Poggi.

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