Confindustria

Industria: aspettative di produzione stabili, ma la guerra spinge i costi di energia e trasporti

Indagine Centro Studi sulle grandi imprese: a giugno aspettative di stabilità, preoccupazioni per l’impatto della Guerra in Medio Oriente sui costi produttivi

di Nicoletta Picchio

 (AdobeStock)

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Aspettative di produzione stabili nel mese di giugno, con un lieve miglioramento rispetto a maggio, 47,3 da 43,9. La quota di chi si attende un aumento moderato o rilevante si attesta al 43,9% e resta pressoché stabile; chi si attende un calo è pari all’8,8, dal 14,3% della rilevazione precedente.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Principali nodi: costi energetici e trasporti

Domanda e ordini sono i principali fattori di supporto. Ma va tenuto in considerazione l’effetto guerra in Medio Oriente: in base alla domanda sui principali problemi e ostacoli legati al conflitto emerge che i principali problemi sperimentati sono il costo delle materie prime energetiche, segnalato come fattore più rilevante dal 28,2% delle imprese, seguito dai costi di trasporto, logistica e assicurazione, 21,4% e dall’aumento del costo delle materie prime non energetiche e degli input intermedi, 15,0 per cento.

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Senza stabilizzazione geopolitica possibili nuovi rincari

Se non ci sarà una stabilizzazione del quadro geopolitico la principale preoccupazione riguarda l’ulteriore incremento dei costi di trasporto e di assicurazione, indicato dal 19,7% delle imprese che hanno risposto. Seguono il rincaro delle materie prime non energetiche, 19,4%, e il rischio di ostacoli o di una riduzione delle esportazioni verso i paesi coinvolti nel conflitto, che è il terzo fattore di rischio citato, 17,9 per cento.

È quanto emerge dall’Indagine rapida sulla attività delle grandi imprese industriali associate diffusa dal Centro studi di Confindustria e relativo a giugno 2026: le aspettative di produzione sono stabili, ma la guerra spinge i costi di energia e trasporti.

RTT Index 2.0: fatturato in calo nell’industria e nei servizi

Il Centro studi ha diffuso anche l’RTT Index 2.0, risultato di un aggiornamento della metodologia (l’indice è calcolato in base ai dati sul fatturato destagionalizzato e deflazionato su un campione di imprese clienti di TeamSystem), Il Real Time Index sviluppato dal Centro Studi di Confindustria e che fornisce una stima in tempo reale della variazione del fatturato delle imprese registra un calo a maggio, -0,4%, dovuto al calo di industria (-2,5% dopo un andamento quasi stabile nei tre mesi precedenti) e servizi (-1,6% dopo gli aumenti significativi tra febbraio e aprile), dopo un +0,3% di aprile. Anche nelle costruzioni l’RTT è un calo, -0,3%, ma più limitato rispetto agli altri settori. La variazione acquisita per il secondo trimestre è positiva per servizi e costruzioni, diventa negativa per l’industria.

Tra le aree frenata maggiore al Sud e al Nord Est

L’RTT dà una fotografia anche per macro aree: a maggio è negativo ovunque, più al Sud, -1,8% e al Nord Est, -1,4 per cento. La variazione acquisita per il secondo trimestre resta positiva al Nord Ovest e al Centro, mentre è negativa nelle altre zone. Per quanto riguarda le classi dimensionali l’RTT a maggio è negativo per tutte, più ampio per le grandi imprese dopo i forti aumenti precedenti. La variazione acquisita per il secondo trimestre è positiva per tutte le dimensioni, ma quasi nulla per le grandi imprese.

Criticità anche su materiali, credito e manodopera

Tornando all’indagine rapida sulle grandi imprese industriali torna positivo il giudizio sulla disponibilità degli impianti. I costi di produzione restano il principale fattore di freno, con saldi ancora molto negativi. Rimangono critiche anche la disponibilità di materiali e le condizioni finanziarie, mentre peggiora il giudizio sulla disponibilità di manodopera.

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